Cedolare Secca: Cos’è e Come Funziona, Quanto Dura, Vantaggi!

Se stai cercando informazioni sulla cedolare secca molto probabilmente hai un immobile che vuoi mettere a reddito.

In questa guida ti spiegheremo tutto quello che devi assolutamente sapere.

INIZIAMO!

Che cos’è la cedolare secca sugli affitti?

La cedolare secca è un regime di tassazione agevolato, a cui si può fare ricorso quando decidiamo di dare una casa in affitto e stipuliamo il contratto, dopo l’accordo con l’inquilino.

Un contratto di cedolare secca può essere davvero importante per avere la possibilità di risparmiare sulle tasse che dobbiamo pagare quando diamo in affitto un immobile per uso abitativo.

L’opzione è facoltativa e, se il proprietario dell’immobile affittato la sceglie, ha l’obbligo di comunicarla nel momento della registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

Come funziona la cedolare secca sugli affitti

Per la cedolare secca sono previste due aliquote differenti:

Se il proprietario di un immobile che dà in affitto la casa sceglie la cedolare secca, può risparmiare il pagamento dell’Irpef e delle relative addizionali, l’imposta di registro sul contratto di locazione e l’imposta di bollo pari a 16 euro.

La cedolare secca può essere scelta soltanto a determinate condizioni:

  1. L’abitazione data in affitto (solo per l’aliquota del 10%) deve trovarsi in Comuni ad alta tensione abitativa, in un capoluogo di provincia oppure nelle città di Milano, Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Venezia, Torino, Bari, Bologna, Catania, Genova o in un Comune che confina con queste città
  2. Un’altra alternativa per applicare la cedolare secca nel contratto di locazione è che l’abitazione data in affitto si trovi in un Comune per il quale è stato stabilito lo stato di emergenza dal 2009 in avanti
  3. Scegliendo la cedolare secca si rinuncia all’aggiornamento del canone Istat per il tempo previsto dalla durata del canone di locazione
  4. Soltanto le persone fisiche possono scegliere questo regime di tassazione agevolata
  5. La cedolare secca può essere scelta soltanto per un immobile ad uso abitativo, in particolare per le abitazioni che rientrano nelle categorie catastali da A1 ad A11, escludendo la categoria A10.

Quando si sceglie la cedolare secca

Il proprietario di un immobile che dà lo stesso in locazione può scegliere la cedolare secca in qualsiasi momento.

Lo può fare quando registra il contratto, dopo il primo anno, quando arriva il momento di versare l’imposta di registro.

In alternativa può scegliere l’opzione di tassazione agevolata alla proroga del contratto di locazione, purché la volontà sia espressa entro 30 giorni.

Nel caso di contratti inferiori a 30 giorni in totale in un anno l’opzione può essere scelta anche nella dichiarazione dei redditi.

La scelta della cedolare secca deve essere indicata nel contratto di locazione.

La cedolare secca può essere applicata anche ai contratti riservati a studenti fuori sede e ai contratti di locazione transitori.

Quanto dura la cedolare secca

Il regime agevolato della cedolare secca dura per tutta la durata del contratto di affitto.

In ogni caso occorre puntualizzare che il locatore può revocare l’opzione di cedolare secca per ciascuna annualità che risulti successiva rispetto all’anno in cui è stata praticata.

E’ importante sapere che la revoca può essere esercitata entro 30 giorni rispetto la scadenza dell’annualità precedente.

Regime di cedolare secca: esempio di calcolo

Mettiamo il caso di un immobile dato in locazione a canone concordato, il cui canone per l’inquilino è stabilito in una somma pari a 6.000 euro all’anno.

In questo caso si può applicare la cedolare secca con aliquota del 10%. Per questo motivo dobbiamo fare 6.000 euro x 10%, che dà come risultato 600 euro.

Quindi il costo della cedolare secca per quell’anno è di 600 euro ed è proprio questa somma che il proprietario deve pagare come imposta sostitutiva.

Chi paga la cedolare secca?

La cedolare secca sugli affitti deve essere pagata dal locatore.

Il locatore nel momento in cui la sceglie paga un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle varie addizionali le cui aliquote sono differenti a seconda del contratto di locazione che è stato scelto.

Come si paga la cedolare secca

Al momento in cui si sceglie l’opzione del regime di tassa agevolata, si deve comunicare il tutto all’Agenzia delle Entrate compilando un’apposita sezione che si trova nel modello RLI.

Quest’ultimo deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate per via telematica, utilizzando lo specifico software di compilazione che possiamo trovare nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

Teniamo presente che l’imposta agevolata deve essere versata entro lo stesso termine stabilito per il pagamento dell’Irpef.

A questo fine si usa il modello F24 Elide, inserendo questi codici tributo:

  • 1840 per la cedolare secca con acconto della prima rata;
  • 1841 per l’acconto della seconda rata o per chi sceglie di pagare la cedolare secca in un’unica soluzione;
  • 1842 per il saldo finale.

Teniamo presente che la tassa va versata in un’unica rata se l’importo è inferiore a 257,52 euro, il tutto entro il 30 novembre, per quanto riguarda il 2018.

Se la somma da pagare supera i 257,52 euro, si può scegliere il pagamento in due rate. In questo caso l’acconto va versato entro il 30 giugno e il saldo entro il 30 novembre.

Quando si paga la cedolare secca?

La cedolare secca si paga rispettando le scadenze previste per l’Irpef.

Il primo appuntamento per il saldo generalmente è previsto per il 30 giugno.

Il secondo acconto va versato entro il 30 novembre senza possibilità di rateizzazione.

Vantaggi della cedolare secca

La scelta dell’opzione della cedolare secca sui contratti di locazione può rivelarsi estremamente valida specialmente in alcune situazioni:

  • Il proprietario dell’immobile in questo modo, quando registra il contratto ed eventualmente per le successive annualità, non deve pagare nessuna imposta di registro e nessuna marca da bollo da 16 euro.
  • Non si devono pagare le addizionali regionali e comunali e per gli adempimenti vari tutto diventa più comodo, perché si possono compiere molte operazioni online.
  • Inoltre il proprietario dell’immobile può usufruire di altre agevolazioni fiscali, come la possibilità di ottenere delle riduzioni sull’Imu quando previste.

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