Adeguamento Istat Affitti: Come Funziona!

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Che cos’è l’adeguamento Istat Affitti? Come avviene l’aggiornamento canone affitto?

Di solito, nel momento in cui entrambe le parti, locatore e conduttore, si accordano per definire un contratto di locazione, viene stabilito anche il canone che ogni mese l’inquilino deve corrispondere al proprietario dell’immobile dato in affitto.

L’importo da pagare è il frutto di un accordo che avviene tra le parti.

In seguito, nel corso della locazione, si può avere l’aggiornamento canone affitto Istat in base a quelli che sono i dati della rivalutazione Istat, che possono cambiare da periodo a periodo.

In questa guida vogliamo chiarirti tutti i particolari su come funziona l’Istat affitti. In particolare ti spiegheremo che co’sè l’adeguamento Istat o L’aggiornamento Istat e come si comunica!

Inoltre ti diremo tutti i particolari su come comporre il modello di comunicazione per l’aggiornamento canone affitto che il locatore deve inviare all’inquilino, per informarlo dell’adeguamento dell’importo da ricevere all’aumento Istat.

Sei pronto per cominciare?

Procediamo con ordine!

Come funziona la rivalutazione Istat

Ogni anno il locatore ha la possibilità di aggiornare il canone di affitto in corrispondenza del tasso di inflazione emanato dall’Istat.

Si tratta di una cifra che viene calcolata sulla base del costo della vita e che va aggiunta al canone mensile su cui inizialmente le parti si erano accordate.

Di solito l’aggiornamento canone affitto è proprio una delle voci che vengono specificate nel contratto di locazione.

Viene specificato l’aggiornamento Istat canone affitto, in modo che il proprietario dell’immobile nel tempo abbia la facoltà di provvedere all’aggiornamento canone affitto.

In base alla tipologia del contratto di locazione sottoscritta si possono avere varie differenze.

Rivalutazione Istat per i contratti a canone libero

Per quanto riguarda i contratti di locazione ad uso abitativo a canone libero, come avviene l’aggiornamento canone affitto in base ai dati Istat?

Si tratta, in questo caso, dei contratti cosiddetti 4+4.

Per questi contratti non esiste un obbligo relativo all’aggiornamento.

Le parti possono accordarsi, ma devono specificare nel contratto di affitto la possibilità che avvenga l’aggiornamento.

Si può stabilire una clausola di aggiornamento automatico oppure si può stabilire che avvenga un aggiornamento del canone a richiesta da parte del locatore, che in questo caso ha il dovere di comunicare all’inquilino la rivalutazione dell’affitto.

Rivalutazione del canone nei contratti a canone concordato

I contratti a canone concordato, sempre ad uso abitativo, sono quelli detti 3+2.

Si tratta di un canone calmierato, frutto dell’accordo tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini.

In queste situazioni si deve verificare che la rivalutazione Istat per l’aggiornamento canone affitto sia prevista dagli accordi locali.

Si tratta di una rivalutazione non superiore al 75% dell’indice Istat di riferimento.

Per questi contratti non è prevista la comunicazione scritta tramite raccomandata.

Rivalutazione per i contratti di locazione commerciale

Parliamo adesso dell’aggiornamento canone affitto per quanto riguarda le locazioni di tipo commerciale.

Anche in questo caso la rivalutazione deve essere prevista nel contratto e non può essere maggiore del 75% dell’indice Istat.

Le leggi sono state ambigue da questo punto di vista, perché in alcuni casi è stato stabilito che l’adeguamento del canone avvenga in modo automatico, mentre in altre situazioni è stato detto anche da parte della Cassazione che deve essere espressamente richiesto dal locatore, rendendo nulle le clausole di adeguamento automatico.

Questo vuol dire che, se in passato per esempio il locatore non ha richiesto espressamente la rivalutazione e l’aumento del canone, non avrebbe diritto nemmeno agli arretrati.

La comunicazione

L’indice che viene utilizzato per adeguare il canone di affitto si chiama FOI ed è la sigla che esplicita l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati.

Nei casi in cui è previsto dalla legge, esclusi quelli in cui nel contratto di affitto è presente la clausola di adeguamento automatico, per ottenere l’adeguamento del canone di locazione all’indice Istat, il locatore deve mandare una comunicazione scritta all’inquilino.

Si tratta di una lettera da inviare tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nella lettera generalmente devono essere contenuti alcuni dati utili, come per esempio il prezzo del canone attuale, l’indice FOI utilizzato come riferimento, la percentuale da applicare all’indice, l’aumento che risulta dall’apposito calcolo e il nuovo importo delle rate mensili che devono essere pagate come canone di affitto.

Inoltre è da specificare che, se l’aggiornamento Istat viene fatto nel momento in cui si procede alla registrazione del contratto, l’inquilino è tenuto a pagare anche l’imposta di registro, a meno che il locatore non si serva del regime opzionale della cedolare secca.

Fac simile aggiornamento canone affitto

Ti diamo adesso a disposizione un fac simile per la comunicazione dell’aggiornamento canone affitto.

Se sei un locatore, sicuramente ti tornerà molto utile.

Signor __________________________

Indirizzo __________________________

CAP __________________________

Città __________________________

Con la presente si comunica che il sottoscritto vuole avvalersi della possibilità di aggiornare il canone di affitto che riguarda l’immobile situato al seguente indirizzo __________________________ e che è stato dato in locazione dal __________________________ al __________________________ con contratto stipulato nella seguente data __________________________.

Si comunica inoltre che la variazione dell’indice Istat è del __________________________% in più rispetto all’anno scorso.

Proprio per questo motivo il nuovo canone è aggiornato in __________________________ euro.

Il nuovo importo vale per il periodo dal __________________________ al __________________________.

L’indice FOI utilizzato come riferimento è il seguente __________________________.

La percentuale da applicare all’indice è del __________________________%.

L’aumento che risulta dal calcolo, tenendo conto dell’indice di riferimento, corrisponde a __________________________ euro.

Luogo e data __________________________

Firma del locatore __________________________

Aggiornamento canone affitto: Modello

Oltre a poter leggere qui sopra il fac simile, hai anche l’opportunità di scaricarlo in formato doc, per utilizzarlo (anche con le opportune modifiche ritieni adeguate) per tutte le tue esigenze.

Il fac simile contiene tutti i dati che abbiamo indicato, anche per dare possibilità all’inquilino di rendersi conto di quale indice è stato applicato e di valutare autonomamente l’importo relativo all’aggiornamento.

Inoltre ti ricordiamo che, se comunichi all’inquilino, anche l’obbligo del pagamento dell’imposta di registro, dovrai indicare anche ulteriori dati di riferimento per quanto riguarda questo punto nello specifico.


Calcolo Adeguamento Istat: a chi chiedere

Per farti aiutare sul calcolo, puoi consultare un professionista del settore, che, conoscendo le norme in materia, può applicare correttamente l’aumento, per giungere ad un canone di affitto adeguato.

Ricordati che, se sei un locatore, questa possibilità rientra nel pieno delle tue facoltà, secondo i relativi adeguamenti Istat che sono previsti per legge.

Visita la nostra pagina completamente dedicata ai CONTRATTI DI AFFITTO!

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