Guida alle tasse della casa

Acquisto prima casa tasse da pagare!

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Quando si sta per comprare casa in molti si chiedono e cercano sul web “acquisto prima casa tasse da pagare!” Una ricerca per niente banale visto che le tasse sulla prima casa sono da valutare con attenzione per fare bene i calcoli e non andare incontro a brutte sorprese.

In questa guida ti forniremo tutte le informazioni che ti servono esaudendo le aspettative della tua ricerca in merito a “Acquisto prima casa tasse, quali sono e quando pagarle”.

Acquisto prima casa tasse: quali fattori considerare

Le tasse acquisto prima casa sono da considerare fra le spese da tenere presenti quando si procede all’acquisto di un immobile e ad adibirlo ad uso abitativo come nostra residenza abituale.

Per determinare a quanto ammontano le tasse per acquisto prima casa, bisogna considerare differenti fattori.

Infatti le tasse acquisto prima casa da privato sono, per esempio, differenti da quelle che si pagano quando si acquista la casa da un’impresa costruttrice.

Inoltre bisogna vedere se sulle tasse su acquisto prima casa si può beneficiare di alcune agevolazioni fiscali che meritano la dovuta attenzione.

Ma andiamo nello specifico e vediamo quali sono le tasse sull’acquisto della prima casa.

Quali sono le tasse acquisto prima casa

Per l’acquisto prima casa le tasse e il calcolo che ne derivano possono essere fatti in linea di massima tenendo conto dei benefici fiscali sulla prima casa.

In questo caso le tasse sull’acquisto prima casa corrispondono alle seguenti:

  • imposta di registro proporzionale del 2% calcolata in base al valore catastale dell’immobile;
  • imposta ipotecaria fissa che corrisponde a 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

Possiamo tenere conto di un esempio per comprendere meglio quali sono le tasse da pagare per acquisto prima casa.

Ad esempio vediamo quanto andiamo a pagare se compriamo un immobile dal valore di 200.000 euro con una rendita catastale di 1.500 euro. Per ottenere il valore catastale, dobbiamo moltiplicare la rendita per il coefficiente fisso di 115,5. Otterremo come risultato 173.250 euro.

A questo punto calcoliamo l’imposta di registro al 2%, che risulta corrispondere a 3.465 euro. Sommiamo a questa cifra l’imposta catastale di 50 euro e l’imposta ipotecaria di 50 euro. Il totale è 5.565 euro.

Se invece acquistiamo da un’impresa soggetta all’Iva, dovremo calcolare le imposte e tasse per acquisto prima casa in base ad altri parametri.

L’Iva sarà ridotta al 4%, l’imposta di registro corrisponde a 200 euro. Sempre di 200 euro sono l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale.

L’imposta di registro è un elemento da non sottovalutare quando ti stai chiedendo “Acquisto prima casa tasse da pagare?”

Per questo motivo è fondamentale approfondire l’argomento:

Quali sono le agevolazioni prima casa

Come ti accennavo prima quando stai per comprare casa e ti chiedi o cerchi sul web: “Acquisto prima casa tasse” non devi assolutamente sottovalutare le agevolazioni prima casa che sono attualmente previste.

Tenendo conto che il beneficio fiscale consiste in un risparmio di imposte, per comprendere quanto veramente possiamo risparmiare in caso di acquisto della prima casa sulle tasse da pagare per acquisto prima casa, dobbiamo fare riferimento all’imposta agevolata.

Per quanto riguarda l’imposta di registro, da calcolare sul valore catastale facendo riferimento alla rendita catastale, dobbiamo ricordare che il valore catastale di un’abitazione come prima casa è più basso rispetto alle altre.

Di fronte ad un’imposta di registro ordinaria del 9%, l’aliquota dell’imposta di registro agevolata corrisponde al 2% del valore catastale.

Per quanto riguarda l’IVA (applicabile se si compra da un’impresa costruttrice), bisogna fare riferimento ad un’aliquota Iva agevolata che è pari al 4% del prezzo di compravendita. Al contrario l’aliquota Iva ordinaria corrisponde al 10% del prezzo.

Soltanto una specificazione: l’aliquota Iva è aumentata al 22% nel caso di acquisto di abitazioni di lusso, quelle che rientrano nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

È da notare che per usufruire delle agevolazioni sulla prima casa non si è vincolati al fatto che l’immobile diventi la dimora effettiva dell’acquirente.

I benefici spettano anche quando si acquista un’abitazione da affittarsi dopo il rogito, a patto che l’acquirente trasferisca comunque la residenza nel Comune in cui è situata l’abitazione comprata.

Quali sono i requisiti che bisogna avere per beneficiare delle agevolazioni prima casa

Non tutti però possono accedere a queste agevolazioni sull’acquisto prima casa con le tasse da pagare.

Infatti, per usufruire di questi benefici fiscali, bisogna possedere determinati requisiti.

Le agevolazioni non riguardano l’acquisto di abitazioni classificate di lusso, quelle che appartengono alla categoria catastale A1, identificata come abitazioni di lusso, alla categoria catastale A8, che comprende le ville, e alla categoria A9, che è riferita ai castelli e ai palazzi.

L’agevolazione può essere chiesta per l’acquisto di un’abitazione e delle relative pertinenze. Inoltre sono esclusi da questi benefici gli immobili che non sono adibiti ad uso abitativo, come per esempio gli uffici o i negozi.

Anche l’acquirente deve possedere alcune specifiche caratteristiche. Innanzitutto non deve essere in possesso di un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa. Questa caratteristica si riferisce al possesso di un immobile su tutto il territorio nazionale.

L’unica eccezione può essere rappresentata dal fatto che l’acquirente sia un comproprietario, ma l’agevolazione non spetta se i benefici sono stati richiesti per acquistare diritti di nuda proprietà o di usufrutto.

Nel caso in cui l’altro immobile è stato ricevuto a titolo gratuito, come eredità o come donazione, è possibile però usufruire lo stesso delle agevolazioni.

Al limite l’acquirente può essere proprietario di un’altra prima casa sul territorio nazionale, a condizione che questa venga venduta entro un anno dalla data in cui si stipula l’atto.

L’altra condizione essenziale a carico dell’acquirente è avere la residenza nel Comune in cui sta acquistando l’immobile oppure deve dichiarare nell’atto di acquisto che stabilirà la residenza in quel Comune entro 18 mesi.

Un’eccezione è prevista se l’acquisto dell’immobile si riferisce al Comune dove si svolge l’attività, anche in caso di lavoro dipendente, oppure nel caso in cui l’acquirente sia un cittadino italiano emigrato all’estero.

In quali casi le agevolazioni prima casa decadono

Ci sono alcuni casi in cui si ha la decadenza dalle agevolazioni per la prima casa che permettono l’acquisto della prima casa con tasse più basse.

Si decade dai benefici fiscali quando l’acquirente dichiara il falso, quando non ottiene la residenza nel Comune in cui è situato l’immobile acquistato entro 18 mesi o quando vende o dona l’immobile prima dei 5 anni dall’acquisto ed entro un anno non provvede a comprare un’altra prima casa.

Per evitare le sanzioni, chi vende casa prima dei 5 anni può presentare una richiesta all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla vendita, non evitando comunque il pagamento degli interessi.

A quanto ammontano le spese notarili per l’acquisto della prima casa

Fra le tasse per la prima casa con l’acquisto dobbiamo tenere conto anche delle eventuali tasse per il mutuo per l’acquisto prima casa. A questa somma dobbiamo aggiungere le tasse per l’acquisto prima casa col notaio.

Infatti per la redazione dell’atto che determina il passaggio di proprietà dell’immobile è richiesta la presenza di un professionista. Naturalmente anche questo ha dei costi che possono variare a seconda dei casi.

Il ruolo del notaio è essenziale. Infatti per prima cosa il notaio deve verificare che il venditore sia in possesso della titolarità dell’immobile.

Il notaio poi verifica che l’immobile non sia vincolato da ipoteca o pignoramenti. Per fare queste verifiche, il notaio consulta l’ufficio dei registri immobiliari, in modo da scoprire anche che l’immobile sia accatastato regolarmente e che non sia il frutto di un abuso edilizio.

Quella del notaio è una vera e propria responsabilità, perché egli corrisponde in prima persona nel momento in cui, non effettuando le verifiche, dovessero emergere successivamente all’acquisto delle irregolarità.

Dopo aver compiuto tutti i controlli, il notaio redige l’atto di compravendita per stipulare l’accordo fra le due parti, acquirente e venditore.

Il costo del notaio e le tasse acquisto prima casa costituiscono un’unica somma che va a carico dell’acquirente. Col rogito notarile avviene il trasferimento della proprietà dell’immobile, dopo che l’acquirente ha versato la somma pattuita per l’acquisto della casa.

L’atto notarile, da stipularsi davanti ad un professionista, viene redatto in forma pubblica, per garantire l’identità delle parti che interagiscono nella compravendita e per assicurare la legalità e il fatto che quanto riportato nel rogito corrisponda a verità.

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