Imposta di Registro Prima Casa e Successive Abitazioni: Quanto si paga?

L’imposta di registro è una delle tasse che ci troveremo a pagare per l’acquisto di un immobile in Italia. È soltanto una delle imposte che devono interessarci, ma trattandosi di un pagamento a percentuale, almeno in alcuni casi, può incidere in modo importante sul prezzo totale di acquisto della casa, o meglio, sul totale delle spese per l’acquisto di un immobile.

Esistono regole diverse non solo tra prima casa e ulteriori abitazioni, ma anche a seconda di chi sia il venditore. Come purtroppo spesso capita nel nostro ordinamento fiscale, non è sempre facile capire quanto si dovrà pagare ed è per questo motivo che abbiamo messo insieme una guida che ci aiuti a capire quanto si deve pagare, anche in relazione a quelle che sono le altre imposte che gravano su questo tipo di acquisto.

Le quattro imposte che incidono sulla compravendita di un immobile

Le imposte di cui dovremo tenere conto, anche al fine di valutare la convenienza di scegliere un venditore privato o un’impresa costruttrice, sono 4, e anche se l’oggetto della guida di oggi è l’imposta di registro, dovremmo tenere conto anche delle altre.

Le quattro imposte di cui si deve tenere conto sono:

  • IVA: non è dovuta nel caso di compravendita tra privati e nel caso in cui si tratti di prima casa;
  • imposta di registro: può essere in alcuni casi a percentuale, in altri in quota fissa
  • imposta ipotecaria, laddove alla compravendita consegua un’ipoteca da parte della banca o di altro soggetto
  • imposta catastale

Queste tasse cambiano per quantità a seconda che si tratti della prima o di ulteriori case e anche in relazione alla personalità giuridica del soggetto che acquista e che vende.

Imposta di registro per la prima casa: compravendita tra privati

Nel caso di compravendita tra privati, ovvero quando nessuno dei due soggetti sia un’impresa costruttrice, e solo nel caso in cui si tratti di prima casa, si applicano:

  • tassa di registro al 2% per gli immobili ad utilizzo abitativo che non rientrino nelle categorie di abitazioni di lusso
  • imposta di registro al 9% per gli immobili che rientrano nelle categorie catastali di lusso, ovvero A/1, A/8 e A/9

Questa tipologia di compravendita permette di risparmiare parecchio però per le imposte ipotecarie, che sono fissate a 50 euro, e per le imposte catastali, anch’esse fissate nella misura di 50 euro.

Ricordiamo che queste imposte sono da ritenersi operative soltanto nel caso in cui si tratti di acquisto della prima casa.

Imposta di registro per la prima casa: compravendita da impresa costruttrice

Nel caso si voglia acquistare da un’impresa costruttrice l’imposta di registro acquisto prima casa gode di un regime agevolato. Ti spieghiamo subito!

È infatti operativo un regime speciale per chi acquista la propria prima casa da un’impresa costruttrice, a patto che questa abbia terminato i lavori un massimo di 5 anni precedentemente all’acquisto.

Tale regime è da ritenersi operativo inoltre nel caso in cui la società costruttrice abbia proceduto con la ristrutturazione dell’immobile, per un limite sempre di 5 anni dal momento della compravendita. In questo caso:

  • imposta di registro – fissa a 200 euro, a prescindere dalla tipologia di immobile

Sono più alte però le altre imposte, dato che si dovrà applicare un IVA del 4%, nonché imposta ipotecaria (laddove applicabile), di 200 euro, e un’imposta catastale sempre di 200 euro.

Imposta di registro acquisto prima casa da impresa non costruttrice

Quando si acquista invece da un’impresa che comunque non è impresa costruttrice, valgono gli stessi identici termini che valgono per l’acquisto dai privati, ovvero:

  • imposta di registro al 2%

Per quanto riguarda le altre possibili imposte, abbiamo 50 euro di imposta catastale e 50 euro di imposta ipotecaria, laddove ovviamente la seconda fosse abitabile.

Tasse acquisto seconda casa

Le imposte di registro, così come le altre imposte, possono variare quando l’acquisto non sia prima casa per chi sta procedendo all’acquisizione dell’immobile. Cessa infatti di operare il regime di favore e le imposte si fanno più gravose a carico di chi compra. Vediamo come.

Quando si acquista non prima casa da un privato

Quando si acquista una casa che non potrà essere fatta rientrare nel regime della prima casa, si andranno a pagare le seguenti imposte:

  • imposta di registro – al 9% – viene così eliminata la differenza che permane per la prima casa nel caso in cui non si stia acquistando un immobile di lusso;

Non cambiano però in questo caso le imposte accessorie, ovvero l’imposta ipotecaria, sempre fissata nella misura di 50 euro, e l’imposta catastale, anch’essa fissata nei termini dei 50 euro.

Quando si acquista non prima casa da un’impresa costruttrice

Il regime che troviamo di seguito è invece operativo quando si acquista un immobile da una società costruttrice, nel caso in cui non si tratti di prima casa e nel caso in cui l’impresa costruttrice abbia terminato i lavori al massimo 5 anni prima della vendita:

  • imposta di registro : diventa fissa a 200 euro
Potrebbe sembrare un regime più agevolato rispetto all’acquisto da privati, ma bisogna tenere conto anche del fatto che si dovrà pagare IVA del 10% per gli immobili abitativi normali e il 22% per quelli che appartengono alle categorie di immobili di pregio, ovvero le categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Inoltre i questo caso aumentano anche le imposte, che sono determinate in quantità di 200 euro cadauna.

Quando si acquista non prima casa da un’impresa non costruttrice

Nel caso in cui invece si acquisti immobile che non costituirà prima casa e che sarà acquistato da impresa non costruttrice, valgono le stesse regole fiscali che interessano chi acquista da privato, ovvero:

  • imposta di registro – al 9%, a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza;

Si dovranno inoltre pagare, e lo riportiamo per dovere di completezza, imposte cdi 50 euro per l’ipoteca e di 50 euro per il catasto.

Chi paga le imposte di registro per la compravendita della casa?

Le imposte di registro per l’acquisto della casa insistono in capo al soggetto che acquista la casa, ovvero al compratore. Sarà lui a doverle versare, al momento del rogito notarile, direttamente presso lo studio del notaio.

Iva acquisto prima casa: su quale base si calcolano le percentuali da pagare? 

Spese notarili acquisto prima casa e  tasse acquisto prima casa: come si calcolano? Le percentuali da pagare sono da calcolarsi su basi diverse a seconda che si tratti di abitazioni, di pertinenze, oppure di altro tipo di immobile.

Nello specifico:

  • per le compravendite ad uso abitativo da un privato, con le relative pertinenze, si assume come base imponibile per l’imposta di registro il valore catastale, e non quello di compravendita
  • quando ad acquistare è invece un’impresa o si tratta di terreni agricoli o locali commerciali, come base imponibile si utilizza il valore di compravendita, ovvero quello registrato nell’atto

Per il calcolo dell’IVA inoltre si calcola come base imponibile il prezzo dichiarato dalla compravendita.

Va però ricordato che comunque, nel caso in cui si proceda all’acquisto tramite mutuo, non è mai possibile che la base imponibile sia inferiore al mutuo erogato. Questo vuol dire che nel caso in cui il mutuo sia superiore al valore catastale dell’immobile, farà fede il valore del primo anche per il calcolo delle imposte di registro.

Nel caso in cui si proceda inoltre con la tassazione sul valore catastale, la legge impone uno sconto del 30% di spese notarili.

L’aiuto del notaio per il calcolo imposte di registro

Calcolo imposta di registro prima casa? Beh questo è una domanda che si pongono quasi tutti gli italiani che vogliono comprare casa e vogliono fare molto bene i conti!

Come dovrebbe essere chiaro dalla guida di oggi, che ha provato per quanto possibile a chiarire una questione, quella delle tasse, che in Italia assume sempre forme piuttosto complicate, non è sempre semplice stabilire da soli quante e quali imposte di registro si debbano pagare.

In questo caso anche la figura del notaio, di concerto con quella dell’agenzia laddove fosse presente, può essere sicuramente d’aiuto nella difficile determinazione delle imposte.

In chiusura, ci preme anche ricordarti che il calcolo delle imposte dovrebbe essere fatto già da prima della proposta di acquisto, dato che le stesse possono incidere parecchio sul costo finale dell’operazione: che si acquisti da un’impresa o da un privato, tra IVA e imposta di registro possiamo trovarci davanti prezzi molto diversi, anche per immobili analoghi.

Calcoliamo quanto ci toccherà versare prima di pensare anche soltanto all’acquisto, per non trovarci poi a concludere un affare sconveniente per noi e per le nostre finanze.

Agevolazione prima casa: un punto importante

Quando si raccolgono informazioni sul “calcolo imposta di registro” è fondamentale raccogliere tutte le informazioni di modo tale da non ricevere brutte sorprese.

Come avrai notato abbiamo fatto le dovute differenze tra “imposta di registro prima casa” e “imposta di registro seconda casa”, per nulla banale visto che i calcoli mettono in evidenza una certa differenza!

Vogliamo dirti ancora alcune cose riguardo “acquisto prima casa”!

E’ fondamentale però non dimenticare che riguardo l’acquisto della prima casa ci sono delle agevolazioni molto interessanti da non trascurare.

Pertanto affinchè i calcoli siano corretti e comprendano tutti gli elementi che ti servono veramente considera anche questo elemento.

Ti forniamo degli approfondimenti utili tramite questi articoli:

Riguardo l’ “acquisto seconda casa” è fondamentale considerare i calcoli che ti abbiamo segnalato in questo articolo. Ma potrebbe non essere sufficiente.

Per questo motivo abbiamo creato questi articoli che ti proponiamo:

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