Calcolo imposta di registro: come fare i calcoli giusti!

calcolo imposta di registro

Quando si compie un atto giudiziario, si stipula un contratto di locazione, di compravendita o un contratto per l’acquisto della prima casa bisogna pagare una tassa per la registrazione del trasferimento di ricchezza.

Mi riferisco all’imposta di registro, ne hai mai sentito parlare?

Con questo articolo potrai approfondire questo argomento, vedendo come si calcola e scoprendo cos’è il ravvedimento operoso.

Che cos’è l’imposta di registro

L’imposta di registro è una tassa che viene versata per registrare ogni trasferimento di ricchezza, attraverso registrazione privata o registrazione pubblica.

Si tratta di un’imposta indiretta che grava sulla ricchezza e, in particolare, su ogni suo trasferimento.

L’imposta di registro viene applicata sugli atti giudiziari, infatti l’Agenzia delle Entrate può fare richiesta di pagamento della tassa a tutte le parti in causa, al di là dell’esito dell’udienza.

Quindi, tutte le parti coinvolte nell’atto giudiziario possono dover pagare l’imposta di registro e, nel caso, hanno l’obbligo di pagarla.

Esiste però anche il principio di soccombenza, secondo il quale il pagamento dell’imposta di registro è riservato alla parte che si occupa di versare le spese legali.

L’imposta di registro è istituita dal D.P.R. numero 131/1986 ed è dovuta al momento della registrazione degli atti presso l’Agenzia delle Entrate e nel caso dei contratti di locazione.

Imposta di registro prima casa: l’imposta di registro è una tassa che è obbligato a pagare anche chi acquista la prima casa.

A che cosa serve l’imposta di registro

Lo scopo principale di questa tassa è quello di creare un’entrata fiscale e di offrire allo Stato una remunerazione per il servizio che offre ai privati, in grado di tenere traccia di particolari atti conferendogli certezza giuridica.

Come si calcola l’imposta di registro

Con una certa immediatezza, l’imposta di registro può essere calcolata anche online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il calcolo imposta di registro avviene in modo semplice e si ottengono come risultato della procedura telematica gli importi per la tassazione degli atti giudiziari (calcolo imposta di registro compravendita, calcolo imposta di registro atto di locazione, calcolo imposta di registro acquisto prima casa).

Il sito può essere utilizzato anche per pagare l’imposta di registro, in quanto nella parte dedicata vengono generati i veri e propri codici tributo.

Ma ora andiamo a vedere i casi singoli di calcolo imposta di registro.

Per quanto riguarda il calcolo imposta di registro acquisto prima casa, la quota per il tributo dipende da vari fattori, in primis se chi acquista la prima casa è un privato cittadino oppure una società. I privati che acquistano la loro prima casa devono versare un’imposta di registro la cui aliquota risulta proporzionale al valore dell’immobile e viene calcolata al 3% del valore dell’unità immobiliare adibita a prima principale abitazione.

Se invece ad acquistare l’immobile che diventerà prima casa è una società, il calcolo imposta di registro prima casa da versare si basa sull’Iva agevolata al 4% e sulla base imponibile definita dal valore della casa.

Anche chi ha un contratto di locazione è tenuto a pagare la tassa e, in questo caso, l’imposta di registro calcolo dipende dal tipo di immobile affittato.

Per fabbricati a uso abitativo l’aliquota dovuta è del 2%, calcolata sul canone annuo di locazione. Invece per i fabbricati strumentali l’imposta di registro è pari all’1% del canone annuo se il contratto di locazione è effettuato da privati, mentre l’aliquota sale al 2% per tutti gli altri casi.

Quando, invece, ci troviamo davanti a dei fondi rustici l’imposta di registro corrisponde allo 0,50% del canone annuo, moltiplicato per il numero di annualità. Per le altre tipologie di immobile la registrazione viene calcolata sulla base del 2% del corrispettivo annuo.

Esclusi dal pagamento della tassa di registro sono «gli atti e i documenti formati per l’applicazione, la riduzione, la liquidazione, la riscossione, la rateazione e il rimborso di imposte e tasse, quelli per la formazione del catasto dei terreni e dei fabbricati, i contratti di lavoro subordinati, gli atti di natura traslativa o dichiarativa che hanno per oggetto veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico» come si ritrova su una delle pagine del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Calcolo ravvedimento operoso imposta di registro

Siamo arrivati al punto in cui mettiamo bene in evidenza il “Ravvedimento operoso imposta di registro calcolo”.

Vediamo bene di cosa si tratta!

Il contratto di affitto, per essere valido, deve essere registrato entro 30 giorni dalla stipula del contratto, presentando presso gli sportelli territoriali un apposito modello RLI.

In caso di inadempienza, si è sottoposti a sanzioni e interessi. Il ravvedimento operoso consente di ridurre le sanzioni previste dalla normativa vigente. In particolare, per l’omessa registrazione del contratto e per il parziale occultamento dell’imposta di registro si sanzioni e interessi.

Calcolo sanzioni e interessi imposta di registro: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta per omessa registrazione del contratto; dal 120% al 240% dell’imposta dovuta per omessa registrazione del contratto; dal 200% al 400% della maggiore imposta dovuta per parziale occultamento del canone.

Se il contratto viene registrato in ritardo vanno versati una sanzione amministrativa e gli interessi giornalieri: per le registrazioni avvenute entro 120 giorni dalla data di stipula la sanzione sarà del 10%; per le registrazioni avvenute entro l’anno la sanzione è del 12%; per le registrazioni avvenute oltre un anno la sanzione del 30%.

Con la pubblicazione del Provvedimento Protocollo 112605 del 15 giugno 2017 dell’Agenzia delle Entrate e con l’entrata in vigore della nuova versione del modello RLI, è stato aggiornato anche il calcolo ravvedimento operoso imposta di registro da applicare qualora si registrino tardivamente contratti di locazione o pagamenti successivi.

Per quanto riguarda il ravvedimento operoso relativo ai contratti di locazione, vi è una novità importante che si riferisce alla base imponibile su cui calcolare sanzioni e interessi. In particolare, il calcolo delle sanzioni non avviene più sull’imposta di registro calcolata sulla singola annualità o sull’intero periodo a seconda della scelta della modalità di pagamento, ma avviene sempre sull’intera durata del contratto, il calcolo degli interessi avviene sull’imposta effettiva da versare (ovvero sulla singola annualità piuttosto che sull’intera durata a seconda della scelta della modalità di pagamento).

A seconda della tipologia di ravvedimento le sanzioni sono state impostate in questo modo: Ravvedimento entro 30 giorni: la sanzione è pari al 6% dell’imposta con un minimo di 20,00 euro;

Ravvedimento entro 90 giorni: la sanzione è pari al 12% dell’imposta;

Ravvedimento entro l’anno: la sanzione è pari al 15% dell’imposta;

Ravvedimento entro due anni: la sanzione è pari al 17,14% dell’imposta;

Ravvedimento oltre due anni: la sanzione è pari al 20% dell’imposta.

Il calcolo degli interessi invece non ha subito alcuna modifica, ovvero sarà uguale all’imposta di registro per il tasso di interessi vigente, per il numero di giorni di ritardo riproporzionato sul numero di giorni dell’intero anno.

Sull’imposta di registro ti consigliamo la lettura di questo articolo:Imposta di Registro Prima Casa e Successive Abitazioni: Quanto si paga?

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