IMU: La Guida Pratica di Likecasa!

aliquote imu

L’IMU è l’imposta municipale unica, detta anche imposta municipale propria.

Si tratta di un’imposta diretta di carattere patrimoniale, perché viene applicata sulla componente immobiliare del patrimonio.

Inizialmente si chiamava ICI, il cui significato è imposta comunale sugli immobili.

Poi il nome è cambiato, perché è avvenuto un cambiamento anche relativamente al significato di ciò che l’imposta vuole rappresentare, visto che nel tempo ha inglobato anche altre componenti.

In particolare l’IMU ha inglobato anche l’imposta sul reddito delle persone fisiche, in parte, e le addizionali che riguardano i redditi fondiari sui beni non locati.

Ma come si fa il calcolo IMU?

Che differenza c’è fra IMU prima casa, IMU terreni agricoli, IMU seconda casa?

Qual è la differenza tra IMU e Tasi?

Vediamo un po’ di saperne di più sulle delibere IMU, su chi paga l’IMU, sul rapporto tra Tasi e IMU.

Sei pronto a scoprirne di più?

Andiamo con ordine e spieghiamo passo passo tutto ciò che dovresti sapere.

La storia dell’IMU

L’IMU è stata introdotta in Italia nell’ambito del federalismo fiscale voluto dal quarto Governo Berlusconi.

L’IMU è stata introdotta con il decreto legislativo del 14 marzo 2011 numero 23.

Inizialmente si pagava per gli immobili diversi dall’abitazione principale.

Con il Governo Monti, in seguito alla cosiddetta manovra Salva Italia, l’imposta è stata cambiata per quanto riguarda la sua natura ed è diventata una sorta di ICI sulle abitazioni principali.

Sono stati applicati alcuni particolari moltiplicatori delle rendite catastali, per determinare la base imponibile.

Chi deve pagare l’IMU

Coloro che devono pagare l’IMU sono i proprietari degli immobili che si trovano collocati sul territorio nazionale.

Spetta il pagamento dell’imposta anche ai soggetti che risultano titolari di diritti di godimento sui beni immobili.

Sono compresi in questa categoria gli usufruttuari, coloro che hanno il diritto di abitazione e coloro che hanno il diritto di uso, di enfiteusi e di superficie.

Normalmente l’IMU non si paga sulla prima casa, però è previsto che, se l’abitazione principale rientra nelle categorie catastali A1, A8 e A9, il pagamento dell’imposta è obbligatorio.

Dopo aver visto chi paga l’IMU, ci sono anche delle esenzioni sul pagamento IMU.

Per esempio ci sono delle agevolazioni previste per gli anziani e i disabili ricoverati.

In particolare:

  • immobili appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
  • fabbricati destinati ad alloggi sociali;
  • casa coniugale assegnata al coniuge dopo la separazione o l’annullamento del matrimonio;
  • unità immobiliari possedute da forze armate, dalla polizia e dai vigili del fuoco;
  • immobile di proprietà (se è unico) di cittadini italiani che sono titolari di pensione, che sono residenti all’estero e che sono iscritti all’Aire.

IMU prima casa

Per prima casa si intende l’abitazione principale, in riferimento ad un immobile scritto nelle categorie catastali che vanno dalla A1 alla A9.

Si tratta di un immobile in cui vive il proprietario insieme alla famiglia.

Nella prima casa è stata posta la residenza anagrafica e i componenti della famiglia, assieme al proprietario dell’immobile, vi vivono abitualmente.

Per la prima casa è prevista l’esenzione dall’IMU.

Il pagamento dell’IMU infatti, per quanto riguarda la prima casa, è dovuto soltanto se l’abitazione viene considerata di lusso.

Quindi si paga l’IMU sulla prima casa soltanto se l’immobile rientra nelle categorie catastali A1, A8 e A9, che comprendono rispettivamente le case signorili, le ville e i castelli.

In queste situazioni si paga l’IMU con un’aliquota del 4 per mille.

Però i proprietari dell’immobile hanno anche diritto ad una detrazione.

L’importo della detrazione varia a seconda del Comune, quindi per esempio può essere diverso per il Comune di Milano IMU o per l’IMU Torino o per altre città sul territorio nazionale.

Quindi, se dobbiamo rispondere alla domanda “IMU prima casa si paga?”, abbiamo già detto le condizioni previste dalla legge.

L’esenzione è prevista anche se l’abitazione principale rientra nelle categorie catastali A2 (abitazioni civili), A3 (abitazioni di tipo economico), A4 (abitazioni popolari), A5 (abitazioni ultrapopolari), A6 (abitazioni rurali), A7 (villini).

Riguardo l’IMU sulla Prima Casa abbiamo raccolto informazioni dettagliate che puoi trovare in questo articolo: Imu prima casa: chi la paga?

IMU seconda casa

L’IMU sulla seconda casa si paga senza che vengano fatte distinzioni catastali.

È proprio in questo ambito che si effettua il calcolo dell’IMU per seconda casa.

Ed è proprio in questo contesto che rientrano le aliquote IMU.

Calcola l’IMU, avvalendoti anche di un calcolatore IMU o di un calcolatore Tasi IMU, e scopri quanto devi pagare per la tua seconda casa.

Più avanti nella nostra guida ti faremo un esempio pratico sul calcolo IMU e Tasi.

Anche sull’IMU della seconda casa abbiamo raccolto informazioni importanti e specifiche. Ti consigliamo la lettura del nostro articolo: Imu seconda casa quando si paga!

IMU terreni agricoli

Passiamo adesso all’IMU agricola.

La dichiarazione IMU, infatti, va fatta anche per quanto riguarda il calcolo IMU terreni agricoli entro le date di scadenza.

Per esempio era stata stabilita una scadenza IMU 2018 e adesso è stata stabilita anche una scadenza IMU per quest’anno.

Ma vediamo come funziona l’IMU per quanto riguarda i terreni.

In particolare scopriamo chi deve pagare l’IMU agricola e chi invece ne è esente.

L’esenzione di questo tipo di IMU è prevista per i terreni montani che sono stati classificati con la circolare numero 9 del 1993.

Inoltre sono esenti dal pagamento dell’IMU agricola anche i coltivatori diretti e IAP.

Non pagano l’IMU per i terreni agricoli nemmeno gli imprenditori agricoli professionali, coloro che sono proprietari di terreni ubicati nei Comuni delle isole minori.

Per calcolarla si devono compiere alcuni passaggi fondamentali.

Per prima cosa si deve verificare chi è il titolare a cui è imputabile il possesso del terreno.

Se è posseduto da un coltivare diretto o IAP iscritto alla previdenza agricola, l’IMU non deve essere pagata.

Se invece il terreno è in possesso di un soggetto diverso da quelli menzionati prima, è obbligatorio pagare l’imposta, anche se il terreno è incolto.

L’aliquota è quella fissata dal Comune.

Questa aliquota va applicata al reddito dominicale rivalutato del 25% nell’anno di riferimento e poi va moltiplicata per il coefficiente 135.

Calcolo IMU Terreni Agricoli

Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio il calcolo IMU terreni.

Mettiamo caso che l’aliquota IMU fissata dal Comune per un terreno sia pari all’1,76 per mille con rendimento dominicale di 1.300 euro.

In questo caso il calcolo dell’IMU avviene in questo modo: 1.300 per 25% (rivalutazione del valore dominicale per il 25%) = 1.625.

Moltiplichiamo poi la cifra ottenuta per il coefficiente 135 e otteniamo 219.375.

L’importo dell’IMU corrisponde quindi a 2.325,38 euro.

IMU vecchi fabbricati

Se la casa è vecchia e inagibile, la legge stabilisce, per quanto riguarda il pagamento dell’IMU, che la base imponibile è ridotta del 50%.

Questo accade perché permane la situazione di inagibilità e quindi di inabitabilità.

Vuol dire che l’immobile non è di fatto utilizzato.

Tuttavia l’inagibilità deve essere dimostrata dall’ufficio tecnico comunale, che esegue una specifica perizia, le cui spese vanno pagate da parte del proprietario.

Soltanto in certi casi è ammessa come alternativa una dichiarazione sostitutiva da parte del proprietario, che autocertifica la situazione di inabitabilità dell’immobile.

Calcolo IMU

Come avviene l’IMU calcolo?

Come si calcola l’IMU?

Per effettuare il calcolo IMU on line bisogna sapere a quanto corrisponde il valore dell’immobile.

Quest’ultimo è ottenuto moltiplicando la rendita, rivalutata del 5%, per alcuni coefficienti.

Sono i seguenti:

  • 160 per gli immobili del gruppo catastale A (esclusi A10) e per le categorie C2, C6 e C7;
  • 140 per gli immobili del gruppo catastale B e delle categorie C3, C4 e C5;
  • 80 per gli immobili delle categorie catastali A10 e D5;
  • 60 per gli immobili che appartengono al gruppo catastale D, tranne D5;
  • 55 per gli immobili della categoria catastale C1.

Da tenere in considerazione anche le aliquote, in particolare quella variabile che corrisponde allo 0,76%.

Tuttavia i Comuni possono modificarla, aumentandola o diminuendola.

Facciamo un esempio, così potrai comprendere fino in fondo!

Opera in questo modo!

Prendiamo la rendita catastale dell’immobile di 500 euro.

Rivalutiamola moltiplicando 500 euro per 5% = 525 euro.

Applichiamo il coefficiente 160, che, moltiplicato per 525, dà come risultato 84.000.

Applichiamo l’aliquota IMU pari a 10,6% e otteniamo come risultato 890,40 euro, che corrisponde all’importo da pagare.

IMU 2019: cosa cambia

Con la nuova legge di bilancio 2019, si punta a creare un testo unificato dell’IMU, inglobando tutte le tasse che sono relative alle case, ma anche quelle che riguardano i negozi, i garage o le attività commerciali.

L’associazione nazionale dei Comuni italiani propone di accorpare IMU e Tasi.

IMU-Tasi, considerata in un unico calcolo Tasi IMU o calcolo IMU Tasi, come tassa sui servizi indivisibili.

Contemporaneamente, anche se gli importi da pagare dovrebbero ridursi almeno a livello teorico, è previsto anche un aumento delle aliquote per l’IMU 2019.

Infatti con la nuova legge tutti i Comuni, per esempio per IMU Milano o per un’altra città italiana, avranno la possibilità di richiedere l’aumento dell’aliquota.

Per le case di lusso l’aliquota base dello 0,4 per mille potrebbe aumentare fino allo 0,6 per mille.

Prima di indicarti le scadenze IMU ti ricordiamo che sul nostro sito puoi trovare tutte le informazioni che ti servono anche riguardo la TASI:

Scadenza IMU

Quando si paga l’IMU?

La prima parte (50%) deve essere versata come acconto entro il 17 giugno 2019.

La seconda parte deve essere versata come saldo entro il 16 dicembre 2019.

Si può pagare in un’unica soluzione entro il 18 giugno.

Il pagamento viene effettuato con bollettino di conto corrente postale o con modello F24, anche attraverso i servizi di home banking, indicando lo specifico codice tributo IMU o i codici tributo IMU appositi.

Dichiarazione IMU

La dichiarazione IMU editabile serve a comunicare al Comune alcune informazioni fondamentali: dove è ubicato l’immobile ed eventuali variazioni intervenute nel corso dell’anno, che possono intervenire anche nel modificare la determinazione della tassa.

La dichiarazione è obbligatoria e si presenta entro una specifica scadenza.

Viene presentata quando nel corso dell’anno precedente sono intervenute delle variazioni importanti da riuscire a determinare un’esenzione o una riduzione dell’imposta.

Si presenta in casi specifici:

  • quando avviene una compravendita;
  • quando vi è la sottoscrizione di contratti di leasing immobiliare;
  • quando ci sono degli immobili compresi nel fallimento;
  • quando ci sono delle variazioni delle caratteristiche degli immobili;
  • quando l’immobile è stato assegnato e affittato dallo IACP;
  • quando avviene una variazione di residenza;
  • quando si voglia fare la comunicazione riguardo alle pertinenze dell’abitazione principale, indicando che sono più di una;
  • quando si vuole attestare l’esenzione IMU dei terreni agricoli in possesso di coltivatori diretti o di IAP;
  • per attestare fabbricati inagibili o inabitabili;
  • per dichiarare immobili di interesse storico e artistico con la riduzione del 50% della base imponibile;
  • per dichiarare immobili per i quali, in apposite condizioni, il Comune può aver deliberato la riduzione dell’aliquota.

La dichiarazione IMU va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo rispetto alla data in cui è iniziato il possesso dell’immobile o rispetto alla data in cui siano intervenute delle variazioni che possono determinare il pagamento o meno dell’imposta.

Ravvedimento operoso IMU

Cosa succede, se non paghi l’IMU entro la data di scadenza?

Puoi ricorrere al ravvedimento operoso IMU.

Vediamo in che cosa consiste il ravvedimento IMU e come fare il calcolo per ravvedimento operoso IMU.

Il ravvedimento può essere usato entro un anno, quindi entro il 15 dicembre dell’anno successivo.

Ci sono quattro tipi di ravvedimento:

  • lo sprint, che avviene entro 14 giorni con una sanzione pari allo 0,1%;
  • il breve, entro 30 giorni con una sanzione dell’1,5%;
  • l’intermedio, entro 90 giorni con sanzione dell’1,67%;
  • il lungo, entro un anno con sanzione del 3,75%.

Devono essere comunque applicati gli interessi di mora che corrispondono allo 0,8% su base giornaliera.

Detrazioni IMU

Non possiamo chiudere questo articolo senza mettere in evidenza le novità circa la detrazione dell’IMU. Novità molto interessanti!

Il decreto legge 30/04/2019 che mette in evidenza il cambio di rotta per quanto riguarda le detrazioni dell’IMU.

Con la legge di bilancio del 2018 la quota di deducibilità dell’IMU era passata dal 20 al 40 per cento.

Non finisce qui! Dal 2022 i contribuenti potranno detrarre il 70%.

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