Guida alle tasse della casa

Imu prima casa: chi la paga?

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IMU PRIMA CASA

Il titolo suscita subito una perplessità sintetizzata da questa domanda: «Si paga l’Imu per la prima casa?».

Da quando è noto che dal 2014 l’IMU sulla prima casa sia stata abolita, il titolo sembrerebbe darci un’informazione sbagliata.

Prima di capire se effettivamente l’Imu sulla prima casa si paga o no e, prima di scendere nei dettagli per cancellare ogni dubbio, è bene chiarire cosa si intende per prima casa senza confonderla con l’abitazione principale.

Per prima casa si intende la prima abitazione nel Comune in cui si è acquistato l’immobile, la prima abitazione di proprietà. Tutti gli immobili acquistati successivamente sono “seconde case” e a esse non si applicano le agevolazioni della prima casa.

Affinché si parli di prima casa è necessario che l’immobile non sia di lusso, l’acquirente non possieda altro immobile abitativo nello stesso Comune, l’acquirente non possieda altri immobili – in tutta Italia – acquistati con l’agevolazione “prima casa”, l’acquirente abbia la residenza dove è situato l’immobile oppure la trasferisca entro 18 mesi dall’acquisto.

La prima casa descritta da questa esaustiva casistica è esente dall’Imu, ragion per cui possiamo iniziare a rispondere con un categorico no alla domanda che ci siamo posti all’inizio.

in ogni caso attenzione a non commettere errori! Leggi questo articolo e raccogli tutte le informazioni utili per non sbagliare:Abitazione principale e prima casa: quali sono le differenze!

In Questo Articolo ti Parliamo di:

Imu prima casa: di cosa si tratta

Imu è l’ Imposta Municipale Propria e, come abbiamo appena affermato, alla domanda «L’Imu si paga sulla prima casa?» possiamo rispondere no, non si paga per la prima casa. Ma si possono verificare ambiguità che necessitano di precisazioni.

Imu pertinenze prima casa: l’esenzione dal pagamento IMU non riguarda solo l’abitazione principale, ma anche le sue pertinenze.

Sono un un massimo di tre, una per ciascuna delle tre categorie catastali ammesse: C/2 (magazzini, locali di deposito, soffitte e cantine), C/6 (autorimesse, box) C/7 (tettoie chiuse o aperte). Per l’esenzione non fa differenza che si tratti di immobili acquistati insieme all’appartamento o in un secondo momento e neppure che si tratti di immobili all’interno dello stesso palazzo o dello stesso condominio.

Riguardo la categoria catastale ti forniamo tutte le informazioni che ti servono in questi due articoli:

Imu prima casa residenza: quando il proprietario ha la residenza nella prima casa non c’è alcun dubbio che si rientra a pieno titolo nell’esenzione dell’IMU.

Imu prima casa non residente o Imu prima casa residenza diversa: Il Ministero dell’economia e delle finanze chiarisce che l’abitazione principale è quella in cui «il possessore e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente». Ne consegue che, se un soggetto non risiede o non vive in un’abitazione di cui è proprietario, questa sarà considerata seconda casa, soggetta al pagamento IMU. Ci sono però alcune eccezioni, vediamole.

Imu prima casa non abitata: se si ha la residenza in una casa di proprietà, ma si vive in un altro comune manca il requisito essenziale della dimora abituale nell’abitazione e di conseguenza l’immobile è soggetto al pagamento Imu.

Imu prima casa proprietario non residente: il comodato

Uno dei rari casi in cui il proprietario può ottenere una riduzione del 50% della base imponibile dell’IMU anche se non risiede nell’abitazione è quello del comodato gratuito tra parenti di primo grado.

Detrazione Imu prima casa: quando l’Imu calcolata per la prima casa è inferiore alla detrazione spettante, la differenza si utilizza per il calcolo dell’IMU sulle pertinenze.

Si calcola l’IMU dovuta per la prima casa e si accantona l’eventuale detrazione residua, poi si calcola l’IMU su tutte le pertinenze e si sottrae la detrazione residua. Quindi, la parte di detrazione non utilizzata completamente per l’abitazione principale può essere sottratta dall’imposta calcolata per le pertinenze.

Chi deve pagare Imu prima casa

L’IMU è pagata se si è proprietari o se si ha un diritto reale.

Si paga sulle abitazioni di lusso, appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9, sulle seconde case e sugli altri tipi di immobili (negozi, capannoni, box non di pertinenza dell’abitazione principale).

Precisiamo che chi paga l’Imu sulla prima casa è il proprietario del fabbricato, solo se il fabbricato che funge da abitazione principale è di lusso.

Per cancellare ogni dubbio, specifichiamo chi deve pagare l’Imposta Municipale Propria: proprietari di fabbricati (non adibiti a prima casa), di aree fabbricabili, di terreni destinati a qualsiasi uso, chi ha un’area demaniale in concessione, i locatari di immobili concessi in leasing.

I locatari devono pagare l’Imu dalla data della stipula del contratto e per tutta la sua durata. Inoltre, è importante precisare che ogni proprietario deve pagare la sua quota di Imu, così quando l’immobile ha più proprietari, l’importo dell’Imu va proporzionato alla percentuale di possesso.

Oltre a questi casi, sono tenuti a pagare l’Imu il coniuge vedovo superstite che continua ad abitare nell’abitazione principale di lusso. Gli altri eredi, invece, non sono tenuti a pagare l’Imu su quella casa.

Anche nel caso in cui due coniugi si siano separati, abbiano ottenuto l’annullamento del matrimonio e il Tribunale abbia assegnato la casa coniugale di lusso a uno dei due, questi è obbligato a pagare (l’altro coniuge a cui non è stata assegnata l’abitazione non deve pagare l’Imu). Un altro dubbio diffuso è quello che riguarda la casa in affitto: l’Imu prima casa affittata non va pagato. 

Come si calcola Imu

Ci sono diverse modalità attraverso le quali si può calcolare l’Imu. Una è quella telematica: ci si collega al sito dell’ANUTEL (Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali) e si compila il modello F24 che può essere anche facilmente stampato. Un altro modo è recarsi in un Caf (Centro di Assistenza Fiscale) che offre il servizio a pagamento, soluzione ottimale per chi vuole affidarsi a un professionista ed essere certo di non compiere errori.

Se invece si sceglie di calcolare l’Imu a mano ci sono diversi passi da compiere. Il primo elemento di cui essere a conoscenza è la rendita catastale che si può trovare sul rogito, sulla dichiarazione di successione o sulla visura catastale.

In secondo luogo, bisogna aggiungere alla rendita catastale il 5% per ottenere la rendita catastale rivalutata.

Il valore ottenuto va moltiplicato per un moltiplicatore previsto dalla Legge e diverso per ciascuna categoria catastale: 160 è il moltiplicatore per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (esclusa la categoria catastale A/10) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5, 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5, 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 (uffici e studi privati), 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (opifici, alberghi, teatri ecc.) esclusi i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5, 55 per i fabbricati di categoria C/1 (negozi e botteghe). In questo modo, si ottiene il valore catastale rivalutato che si deve utilizzare per calcolare l’Imposta Municipale Propria da versare.

Anche a proposito del calcolo importo Imu, se vi siete chiesti come si calcola l’Imu prima casa avete già la risposta, ricordandovi che chi paga l’Imu sulla prima casa è proprietario di una prima casa di lusso e le modalità di calcolo rimangono quelle che abbiamo appena esemplificato per ottenere il costo Imu prima casa (solo se è di lusso, in tutti gli altri casi si è esenti).

Quando scade l’Imu

Il pagamento dell’Imu ha delle scadenze precise. L’acconto va versato entro il 18 giugno 2018, mentre il saldo entro il 17 dicembre 2018. Si può anche scegliere di pagare l’intero importo di tutto l’anno in una sola volta entro il 18 giugno.

Come si paga l’Imu con il modello F24

Per pagare l’Imu è necessario compilare il modello F24 che è scaricabile online dal sito dell’ ANUTEL o presente in pdf. Per la compilazione, bisogna elencare i codici tributo come il codice catastale del comune, i codici tributo per la quota da versare al Comune, divisi per tipologia di immobile o fabbricato, e i codici tributo per la quota riservata allo Stato.

Non finisce qui! Riguardo le tasse sulla casa abbiamo raccolto altre informazioni importanti:

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