Contratto di locazione con garante: come funziona l’affitto quando c’è una figura di garanzia

2
680
contratto di locazione con garante

Il contratto di locazione con garante può venirsi a delineare quando il proprietario di casa ha bisogno di una figura terza rispetto agli inquilini, per assicurarsi la possibilità di recuperare i soldi dell’affitto, nel caso in cui gli inquilini non avessero più la possibilità di metterli a sua disposizione.

Spesso, quando si fa un contratto di locazione, specialmente se gli inquilini sono degli studenti o delle giovani coppie che non possono contare su una stabilità economica definita, si incontrano parecchie difficoltà nell’ottenere un immobile in affitto.

I proprietari di casa temono che gli inquilini diventino morosi, dovendo così ricorrere ad una serie di procedimenti burocratici molto complicati e non avendo la possibilità di recuperare il canone mensile che è stato stabilito al momento della stipula del contratto.

Entra così in gioco la figura del garante, una persona che viene richiesta perché possa assumersi la responsabilità verso il creditore.

Il contratto di locazione per uso abitativo con garante, ma anche il contratto di locazione commerciale con garante, prevedono l’intervento di una terza persona, che è obbligata a pagare il canone mensile per l’affitto, qualora i diretti inquilini non lo paghino.

Ma andiamo più a fondo e vediamo in che cosa si concretizza l’intervento del garante, che è chiamato anche fideiussore.

Contratto di locazione con garante: come interviene

Il garante interviene nel caso di morosità da parte dell’inquilino, sostituendosi a lui nel pagamento del canone mensile.

A seconda di ciò che è stato stabilito nel contratto di locazione, la garanzia può coprire una parte del periodo di locazione o tutto il periodo stesso.

Il fatto che ci sia il garante viene testimoniato anche nell’ambito specifico del contratto stabilito tra proprietario e conduttore.

Infatti sul contratto di affitto vengono riportati, in caso di presenza di un garante, i suoi dati anagrafici, i riferimenti della sua carta d’identità e del codice fiscale.

Il garante è anche obbligato a mettere la firma sul contratto di affitto.

È bene chiarire, però, che, se anche è stata definita la presenza di un garante al momento della stipula del contratto di locazione, tutto ciò non può sostituire il deposito cauzionale, la somma che il conduttore deve versare al proprietario dell’immobile, nel momento in cui prende possesso della casa.

Il deposito cauzionale resta obbligatorio anche nel caso della presenza del garante e il proprietario di casa è autorizzato a trattenere da esso la somma necessaria ad intervenire per riparare eventuali danni che sono stati riscontrati nell’immobile in seguito all’affitto.

Per esempio, nel caso in cui si affitta un immobile ad uno studente, generalmente la figura del garante è rappresentata da uno dei due genitori.

In questo modo il locatore ha una probabilità in più che venga soddisfatta l’obbligazione da parte dell’inquilino nei suoi confronti. Per l’inquilino rappresenta anche una possibilità in più di trovare una casa in affitto, specialmente nelle zone ad alta intensità abitativa, in cui le domande di case in locazione superano la disponibilità delle abitazioni.

È molto più facile per un inquilino trovare una casa in affitto, se può contare sulla presenza di un garante.

Secondo gli esperti nel mercato immobiliare, di certo il garante è quella figura che può permettere un maggiore avvicinamento tra domanda ed offerta.

Quanto costa il garante a livello fiscale?

Per quanto riguarda i costi a livello fiscale, bisogna delineare una differenza che si ha con i contratti a cedolare secca rispetto a quelli che si avvalgono del regime fiscale ordinario.

Quando si stipula un contratto di locazione, il proprietario di un immobile che dà in affitto la casa può scegliere il regime agevolato della cedolare secca, per non pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

In questo caso la presenza del garante non comporta un aumento delle spese da pagare. Per quanto riguarda il regime fiscale ordinario, si deve versare al Fisco, con la presenza del garante, un’imposta di registro fissata dello 0,50% di un anno di canone di locazione e che non sia inferiore alla somma di 200 euro.

Fac simile di Contratto di Locazione per inserire la figura del Garante

A questo punto della guida ti facciamo un esempio pratico indicandoti precisamente cosa scrivere nel contratto per inserire la figura del Garante.

“Per tutta la durata del contratto di affitto anche nel caso di eventuali proroghe e rinnovazioni, il Sig. (Nome e Cognome del Garante) nato a……………… il …………….. e residente nella città di …………… Provincia ……………. in via………………… C.F………………….. NUMERO C.I………………………….. rilasciata dal comune di ……………….., si impegna puntualmente e senza condizioni per le obbligazioni assunte con il contratto di affitto stipulato al conduttore (Nome e Cognome) a favore del proprietario dell’immobile (Nome e Cognome) e in particolare per il pagamento del canone di locazione che ammonta ad euro ( inserire l’importo mensile esatto) come specificato e indicato dall’articolo 2 presente nel contratto di affitto, nonchè per il pagamento di tutti gli oneri accessori, interessi o penalità nel caso di ritardato pagamento ed indennità di occupazione ed eventuale risarcimento dei danni procurati all’immobile sia nel caso di rescissione del contratto di affitto sia nel caso di riconsegna dell’immobile.”

La fideiussione per l’affitto

La fideiussione è una forma di garanzia che può essere concessa ad una persona o ad una società da parte di una banca o di una compagnia assicurativa per il pagamento del canone di locazione.

È una forma di garanzia attualmente piuttosto diffusa, perché i locatori sono alla ricerca di maggiori possibilità di vedersi protetti da eventuali inadempienze da parte del conduttore nel pagamento del canone mensile.

Abbiamo due tipi di fideiussione per l’affitto, a seconda che ci si rivolga ad una banca o ad una compagnia assicurativa.

Nel primo caso a fare da garante è l’istituto di credito, nel secondo caso è la compagnia assicurativa.

Rivolgendosi ad una banca o ad una compagnia assicurativa per ottenere la fideiussione, si devono pagare anche dei costi di commissione, che variano in base alla durata del contratto.

Inoltre l’affittuario deve pagare alla banca anche degli interessi, che vengono calcolati in base all’importo del canone di locazione annuo.

Generalmente gli interessi richiesti dagli istituti di credito sono del 3%.

Informazioni dettagliate e precise riguardo la fideiussione bancaria o la fideiussione assicurativa puoi trovarle in questi articoli:

Per richiedere alla banca una fideiussione per affitto, bisogna presentare la dichiarazione dei redditi, il modello Cud e le buste paga, la carta d’identità e il codice fiscale, la copia del contratto di locazione e la copia del certificato camerale nel caso di locazione di immobili commerciali.

Per quanto riguarda la fideiussione assicurativa per affitto richiesta ad una compagnia di assicurazione, la procedura implica la sottoscrizione di una polizza.

Le uniche differenze consistono soprattutto nella cosiddetta clausola della escussione a prima richiesta, che è solitamente sempre presente nella fideiussione bancaria e non obbligatoriamente in quella assicurativa.

Questa clausola significa che la banca è obbligata a pagare il canone di locazione non appena il locatore ne faccia richiesta scritta, invece di avviare un procedimento nei confronti dell’affittuario.

Un’altra differenza è rappresentata dai controlli sulla posizione finanziaria dell’inquilino, che la banca riesce a mettere in atto e che la compagnia di assicurazione, invece, non può effettuare.

In ogni caso entrambe sono delle ottime garanzie per il locatore, che spesso, anche a causa della crisi economica in atto, si ritrova alle prese con lo sfratto per morosità.

Non fermarti qui! Abbiamo raccolto informazioni preziose riguardo la locazione:

Oppure scegli l’articolo che fa al tuo caso visitando la nostra pagina totalmente dedicata all’AFFITTO: CLICCA QUI!

LEGGI ANCHE



2 Commenti

    • Buongiorno in questo caso in linea generale è previsto un tributo (soglia minima di 200 euro) che si versa separatamente tramite il modello F23 e cod. tributo 109T.

      Tuttavia ti consigliamo di contattare l’ufficio dove intendi registrare il contratto in quanto alcune specifiche del tuo contratto potrebbero condizionare il pagamento o meno del tributo e la compilazione dunque del modello.
      Pertanto è sempre meglio raccogliere informazioni dallo sportello che lavorerà la pratica di modo tale da non commettere errori e non spendere più di quello che si deve.
      Grazie per averci contattato.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here