Guida alle tasse della casa

Tasse acquisto prima casa: quali sono?

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tasse acquisto prima casa

Stai per acquistare la tua prima casa e vuoi sapere quali sono le tasse da pagare? Ti interessa conoscere i requisiti per usufruire di eventuali agevolazioni? Se continui a leggere troverai tutte le informazioni utili!

Quali sono le tasse acquisto prima casa

Acquisto prima casa tasse: per il calcolo tasse acquisto prima casa devi sapere che non sono sempre le stesse in ogni situazione, ma dipendono da diversi fattori, quali la tipologia di venditore (privato o un’impresa) o presenza delle condizioni per il bonus prima casa.

Prima di scoprire quali sono le agevolazioni prima casa, vediamo quali sono le tasse prima casa acquisto, in assenza dei vantaggi fiscali.

Partiamo dal primo caso cui abbiamo accennato: tasse acquisto prima casa da privato. Ecco la lista che puoi consultare in modo semplice e veloce:

  • imposta di registro proporzionale del 9%;
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

Sia l’imposta di registro che quelle ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell’atto.

L’imposta di registro proporzionale (anche in presenza di esenzione Iva quando si compra da un’impresa, caso che analizzeremo tra poco) non può essere di importo inferiore ai 1000 euro.

Tuttavia, l’importo da versare effettivamente potrebbe risultare inferiore per lo scomputo dell’imposta già versata sulla caparra quando è stato registrato il contratto preliminare.

Il secondo caso è quello delle tasse acquisto prima casa da un’impresa:

  • in generale si è esenti dal pagamento dell’Iva;
  • imposta di registro proporzionale del 9%;
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.
Poco fa abbiamo parlato di esenzione Iva, ma ci sono alcune circostanze in cui ciò non si verifica, scopriamole insieme:

  • cessioni effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento oppure anche dopo i 5 anni, se il venditore sceglie di assoggettare l’operazione a Iva (scelta espressa nell’atto di vendita);
  • cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre l’operazione a Iva (scelta da esprimere nell’atto di vendita).

In questi casi, le tasse da pagare per l’acquisto della prima casa senza agevolazioni fiscali sono:

  • Iva al 10% (cessioni e atti di costituzione di diritti reali di case di abitazione anche in corso di costruzione), classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, qualora non sussistano i requisiti per fruire delle agevolazioni “prima casa”, ovvero l’Iva al 22% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali aventi a oggetto immobili classificati o classificabili nelle categorie A/1, A/8 e A/9;
  • imposta di registro fissa di 200 euro;
  • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • imposta catastale fissa di 200 euro.

Quali sono le agevolazioni prima casa

Le agevolazioni fiscali sulle tasse da pagare per acquisto prima casa sono un beneficio strutturale, quindi non limitato a un singolo anno, ma valido sempre, almeno fino a quando la legge non sarà modificata o cancellata.

In caso di possesso dei requisiti per il “bonus prima casa” (affrontati nel prossimo paragrafo) ecco il prospetto per le tasse:

Se acquisti la prima casa da un privato o da un’impresa in esenzione Iva:

  • imposta di registro proporzionale nella misura del 2%;
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

Se acquisti la prima casa da un’impresa, con vendita soggetta a Iva:

  • Iva ridotta al 4%;
  • imposta di registro fissa di 200 euro;
  • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • imposta catastale fissa di 200 euro.

Quali sono i requisiti che bisogna avere per beneficiare delle agevolazioni prima casa?

  • L’appartenenza dell’immobile a una delle seguenti categorie catastali:
  • A/2 (abitazioni civili);
  • A/3 (abitazioni di tipo economico);
  • A/4 (abitazioni popolari);
  • A/5 (abitazioni ultra popolari);
  • A/6 (abitazioni rurali);
  • A/7 (abitazioni in villini):
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Le agevolazioni riguardano anche l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria.

È necessario, tuttavia, che siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che questa sia stata acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.

È inoltre necessario che la prima casa si trovi nel Comune in cui l’acquirente è residente. Se è residente in altro Comune, il contribuente deve, entro 18 mesi dall’acquisto, trasferire la residenza in quello dove è situato l’immobile.

La dichiarazione di voler effettuare il cambio di residenza deve essere contenuta, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto. Si ha diritto alle agevolazioni anche quando l’immobile si trova:

  • nel territorio del Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività
  • nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l’attività il proprio datore di lavoro, se l’acquirente si è dovuto trasferire all’estero per ragioni di lavoro;
  • nell’intero territorio nazionale, purché l’immobile sia acquisito come “prima casa” sul territorio italiano, se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero.

Dal 1° gennaio 2016, i benefici sono stati estesi anche a chi è già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, a condizione però che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto.

L’estensione dell’agevolazione spetta anche quando il nuovo acquisto è a titolo gratuito (donazione e successione).

Nell’atto di acquisto del nuovo immobile in regime agevolato deve risultare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno.

Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%.

In quali casi le agevolazioni prima casa decadono

Le agevolazioni prima casa” decadono quando l’abitazione appartiene alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Inoltre, non spettano quando si acquista un’abitazione ubicata nello stesso Comune in cui si è già titolare di altro immobile acquistato senza fruire dei benefici.

Questo, anche se si assume l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno dal nuovo acquisto.

A quanto ammontano le spese notarili per l’acquisto della prima casa?

Tra le tasse su acquisto prima casa c’è anche quella sull’atto di compravendita immobiliare, ovvero sul passaggio di proprietà del bene che si verifica al momento della sottoscrizione del rogito notarile.

Gli onorari notarili per le compravendite sono direttamente proporzionali al prezzo dell’immobile.

Il decreto del Ministro della Giustizia 140 del 2012 ha previsto delle tabelle dei compensi professionali che offrono un riferimento per queste spese. Sarà in ogni caso il professionista ad applicare a propria totale discrezione tali parametri. Per gli atti acquisto immobili il decreto indica i seguenti riferimenti:

  • da 5.000 a 25.000 euro – valore medio: 15.000 euro – percentuale valore medio: 7,66% del valore immobile (aumento fino al 16%, riduzione fino al 5,99%);
  • da 25.001 euro a 500.000 euro – valore medio: 262.500 euro – percentuale valore medio: 1,078% del valore immobile – aumento fino al 5,990%, riduzione fino allo 0,653%
  • da 500.001,00 euro a 1.000.000,00 euro – valore medio: 750.000,00 euro – percentuale valore medio: 0,440% del valore immobile – aumento fino allo 0,653%, riduzione fino allo 0,410%;
  • da 1.000.001,00 euro a 3.500.000,00 euro – valore medio: 2.250.000,00 euro – percentuale valore medio: 0,210% del valore immobile – aumento fino allo 0,410%, riduzione fino allo 0,160%
  • da 3.500.001,00 euro a 5.000.000,00 euro – valore medio: 4.250.000,00 euro – percentuale valore medio: 0,140% del valore immobile – aumento fino allo 0,160%, riduzione fino allo 0,120%

Il valore di riferimento è rappresentato dal valore dell’abitazione indicato nell’atto o, laddove non si possa desumere, dal valore di mercato.

Riguardo le tasse sulla casa abbiamo raccolto informazioni molto importanti:

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