Tasse su Affitto: Elenco Completo e Come si Calcolano!

Le tasse sull’affitto sono diverse.

Non si può affittare una casa senza pagare le tasse, perché altrimenti si incorrerebbe nel cosiddetto affitto in nero.

Quest’ultimo comporta differenti rischi, perché è come se il contratto di locazione non fosse stato mai firmato.

Con la firma del contratto, invece, è vero che scatta il pagamento di alcune tasse, ma il proprietario della casa può avere garanzie, che comunque riguardano anche la tutela dell’affittuario.

Ma quali sono le tasse che si devono pagare nel momento in cui si affitta un immobile?

Tasse su affitto casa quali sono

Cominciamo con mettere in evidenza quali sono le tasse sull’affitto che bisogna conoscere e bisogna pagare di modo tale da non commettere alcun tipo di errore.

  • Tasse avvio pratica di locazione
  • Aliquote da applicare al canone di locazione
  • Imposta di registro (2% del canone annuo da moltiplicare per il numero di annualità)
  • Imposta di bollo (16 euro ogni 4 facciate)
  • IMU (sempre a carico de proprietario dell’immobile)
  • TARI (per gli affitti con durata inferiore a sei mesi)

La tassazione ordinaria Irpef

Per quanto riguarda il regime di tassazione ordinario ciò che si ricava dall’affitto va dichiarato ai fini Irpef.

Il regime fiscale ordinario stabilisce che l’ammontare dei canoni percepiti sia considerato come reddito fondiario e confluisca nel reddito complessivo e che quindi venga sottoposto alla tassazione con l’Irpef.

Il regime fiscale ordinario ha cinque scaglioni di reddito:

  • tra 0 e 15 mila euro: aliquota del 23%
  • tra 15 mila e 28 mila euro: aliquota del 27%
  • Tra 28 mila e 55 mila euro: aliquota del 38%
  • tra 55 mila e 75 mila euro: aliquota del 41%
  • più di 75 mila euro: aliquota del 43%

Tassazione locazione con cedolare secca

Le cose vanno diversamente, se il locatore sceglie la tassazione agevolata rappresentata dalla cedolare secca.

Quest’ultima è un’imposta che sostituisce l’Irpef, le addizionali regionali e comunali, le imposte di registro e di bollo.

Nell’ambito della cedolare secca, si può scegliere:

  • la tassazione con aliquota del 21% per i contratti a canone libero, quindi quelli che durano 4 anni più eventuali 4 anni da rinnovare
  • l’aliquota al 10% per i contratti a canone concordato, che hanno una durata di 3 anni più 2.

Il vantaggio consiste nell’avere un canone fisso che dura nel tempo che permette un risparmio di circa il 50% rispetto al regime contributivo ordinario.

La tassazione con cedolare secca è un vantaggio per:

Tassazione su affitti a canone libero

Si tratta dei contratti di affitto 4 più 4.

In questo caso l’Irpef viene considerata sul 95% del ricavato della locazione.

Gli sconti previsti sono:

  • 35% immobili di interesse storico
  • 25% immobili affittati nei centri storici
  • 30% immobili ad alta densità abitativa con contratto di affitto con contratto a canone concordato
  • 65% immobili ad alta densità abitativa che si trovano in un centro storico con contratto a canone concordato

Calcolo tasse su affitto

Quanto si paga di tasse sull’affitto?

Vediamo bene nel dettaglio!

Quanto si deve pagare relativamente all’imposta di registro sull’affitto?

La somma dovuta al fisco cambia a seconda dell’immobile, secondo il seguente schema:

  • per immobili ad uso abitativo l’imposta di registro si calcola tenendo conto del 2% del canone annuo moltiplicato per la quantità degli anni;
  • per fabbricati strumentali per natura, l’imposta di registro corrisponde all’1% del canone annuo (per soggetti passivi Iva). In tutti gli altri casi corrisponde al 2% del canone;
  • per fondi rustici, l’imposta di registro è di 0,50% del canone annuo, moltiplicato per il numero delle annualità;
  • per tutti gli altri tipi di immobili, l’imposta di registro corrisponde al 2% del corrispettivo annuo, sempre moltiplicato per il numero degli anni stabiliti dal contratto di locazione.

È prevista una riduzione del 30% sulle imposte e in riferimento all’imposta di registro, se si tratta di un contratto di locazione a canone concordato o se l’immobile si trova in uno di quei Comuni definiti ad alta tensione abitativa.

Fa eccezione soltanto la prima annualità, per la quale l’imposta di registro non può essere inferiore a 67 euro.

L’imposta di registro si può pagare al momento della registrazione oppure anno per anno, nel caso di contratti che prevedono più annualità, come, per esempio, i contratti 4 più 4 o 3 più 2.

Se si paga l’imposta al momento della registrazione del contratto, si deve versare tutta la somma intera.

In questa situazione il locatore può usufruire di uno sconto rappresentato dalla detrazione dall’imposta pari alla metà del tasso di interesse legale moltiplicato per il numero degli anni.

Bisogna però sempre ricordarsi che, se si paga per intero l’imposta e poi il contratto viene disdetto prima della scadenza, si può ottenere il rimborso.

Nel caso in cui si scelga di pagare l’imposta di registro anno per anno, il versamento deve avvenire entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente.

Agevolazioni fiscali per proprietario e inquilino

Sono presenti diverse agevolazioni che bisogna assolutamente conoscere.

Le agevolazioni per il proprietario di un immobile sono le seguenti:

  • nel caso di contratto con cedolare secca si avrà una riduzione del 30% del reddito imponibile
  • riduzione al 75% dell’aliquota per IMU e Tasi

Anche l’inquilino ha diritto ad alcune agevolazioni in base al reddito:

  • fino a 15.493,71 euro 495,80 euro di detrazione
  • tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro 247,90 di detrazione

Inoltre se l’inquilino trasferisce la propria residenza nella casa in cui è in affitto per iprimi 3 mesi di affitto detrae 991,60 euro

Scadenze: quando si pagano le tasse sull’affitto

L’acconto e il saldo della cedolare secca sono le stesse dell’Irpef.

Nello specifico le scadenze sono:

  • 30 giugno per il primo acconto
  • 30 novembre per il secondo acconto
  • 30 giugno dell’anno successivo

Calcolo tasse su affitto locale commerciale

Prima di chiudere la nostra guida vogliamo fornire anche qualche informazione in merito alle tasse sull’affitto commerciale.

Quando si effettua una locazione commerciale, il contratto ha come oggetto un immobile considerato strumentale per natura.

Secondo le norme in vigore, per i contratti commerciali l’imposta di registro è pari all’1%, se il locatore è un soggetto passivo Iva.

L’imposta corrisponde a tale somma, senza considerare che il locatore abbia scelto o non abbia scelto l’assoggettamento Iva e senza tenere conto della possibilità che il contratto sia esente Iva. Se il locatore non è soggetto all’imposizione Iva, si applica l’aliquota del 2%.

I consigli di Likecasa

In questo articolo abbiamo parlato di tasse!

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