Tasse acquisto seconda casa: cosa c’è da sapere!

tasse acquisto seconda casa

Le tasse acquisto seconda casa non si rivelano vantaggiose come possono essere quelle relative all’acquisto della prima casa.

Mentre per la prima casa è possibile usufruire anche di detrazioni fiscali, nel caso delle tasse per acquisto della seconda casa, il fisco non si dimostra disposto a concedere detrazioni.

Le tasse per acquisto seconda casa, quindi, vanno pagate per intero, indipendentemente dalla nostra situazione economica e reddituale.

Per sapere qual è il calcolo sulle tasse acquisto della seconda casa, andiamo avanti con i dettagli, in modo da comprendere a quali spese dobbiamo essere pronti nel momento in cui decidiamo di comprare un altro immobile che non rappresenta la nostra principale residenza.

Acquisto seconda casa tasse: quali sono

Se per l’acquisto della seconda casa abbiamo bisogno di richiedere un mutuo ad una banca, l’istituto di credito ce lo può concedere, ma saranno applicati sulla somma ricevuta degli interessi più alti rispetto a quelli che sono previsti per un mutuo per la prima casa.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che la situazione potrebbe essere ancora più complicata, se abbiamo già acceso precedentemente un mutuo per acquistare la prima casa e il finanziamento è ancora in corso.

In questa situazione difficilmente una banca sarebbe disposta a concederci un prestito.

Per comprendere quale sia il totale delle tasse da pagare per l’acquisto della seconda casa, dobbiamo fare una distinzione fra le tasse su acquisto seconda casa da privato e acquisto da un’impresa costruttrice.

Le imprese, poi, possono essere soggette ad Iva oppure esenti.

Se acquistiamo una seconda casa da un privato, dovremo pagare le seguenti imposte:

  • imposta di registro (che si deve pagare per poter effettuare la registrazione dell’atto di compravendita), che è pari al 9%;
  • imposta ipotecaria, che riguarda il trasferimento di proprietà di un immobile ed è pari a 50 euro;
  • imposta catastale, che riguarda le volture catastali ed è pari a 50 euro.

Se acquistiamo una seconda casa da costruttori soggetti ad Iva, le imposte sono le seguenti:

  • Iva al 10% oppure al 22%, se facciamo riferimento a ville, ad abitazioni di tipo signorile, a castelli e palazzi di valore storico e artistico;
  • imposta di registro pari a 200 euro;
  • imposta ipotecaria che corrisponde a 200 euro;
  • imposta catastale di 200 euro.

Ricordiamoci che le abitazioni classificate come signorili, come ville o come castelli e palazzi prestigiosi, sono quelle che rientrano nelle categoria catastali A1, A8 e A9.

Per comprendere se la nostra abitazione rientra in queste categorie e quindi per fare una stima sulle tasse su acquisto seconda casa, dobbiamo controllare in base alle visure catastali.

È questa un’altra voce che dobbiamo aggiungere alle tasse sulla seconda casa per acquisto di un’abitazione ulteriore rispetto alla prima.

Infatti, per far consultare le visure catastali, bisogna richiedere l’intervento di un tecnico, che, oltre ad accedere all’archivio, ha il compito di redigere una relazione.

Di conseguenza teniamo presente fra le spese anche la parcella che gli dobbiamo.

Acquisto seconda casa tasse da pagare: calcolo dell’imposta di registro

Per calcolare in maniera precisa l’imposta di registro e quindi per sapere quanto questa possa incidere sulle tasse che dobbiamo pagare sulla seconda casa, possiamo ricorrere ad un esempio pratico, che ci fa capire meglio come procedere.

Innanzitutto è molto importante conoscere il valore catastale di un immobile al quale facciamo riferimento.

Facciamo un Esempio Pratico

Per esempio, se vogliamo conoscere il valore catastale dell’immobile che abbiamo scelto come prima casa, dobbiamo moltiplicare la rendita catastale per il coefficiente fisso di 115,5.

Invece, nel caso della seconda casa, il coefficiente corrisponde a 126.

Se per esempio abbiamo un immobile disponibile al prezzo di 200.000 euro con una rendita catastale di 1.500 euro, dobbiamo moltiplicare 1.500 per 126 e otteniamo come risultato 189.000 euro.

Se compriamo da soggetti che sono esenti da Iva, calcoliamo l’imposta di registro al 9%. Il 9% di 189.000 euro è 17.010 euro.

Avremo così compreso a quanto corrisponde l’imposta di registro da pagare.

Sommiamo 50 euro di imposta ipotecaria e altri 50 euro per l’imposta catastale, ottenendo un totale di 17.110 euro.

Il calcolo cambia se consideriamo l’Iva. Sempre facendo riferimento alla casa con lo stesso valore di prezzo e con la stessa rendita catastale, otterremo un risultato complessivo di 20.600 euro da pagare.

Se invece ci riferiamo ad un’abitazione di lusso, potremo ritrovarci a pagare come imposte anche un totale di 44.600 euro (considerando i valori di riferimento che abbiamo indicato precedentemente).

Acquisto seconda casa: tasse dopo il contratto

Ci sono delle spese da tenere in considerazione anche dopo l’acquisto della seconda casa, quindi dopo il contratto di compravendita.

Infatti per la seconda casa siamo soggetti al pagamento dell’Imu e della Tasi, che invece non si applicano sulla prima casa.

Con la legge di stabilità del 2016 sono stati fissati i parametri da tenere presenti per l’importo dell’Imu e della Tasi.

Riguardo l’IMU ti ricordiamo la NOSTRA GUIDA DETTAGLIATA: IMU: La Guida Pratica di Likecasa!

Sono delle tasse che vengono calcolate dai Comuni.

Essi hanno la possibilità di variarle, a seconda della pressione fiscale che vogliono esercitare su chi possiede una casa nel loro territorio.

L’aliquota base per l’Imu corrisponde allo 0,76%. Le amministrazioni comunali possono variarla da un minimo dello 0,46% ad un massimo di 1,06%.

Per quanto riguarda la Tasi, l’aliquota di base corrisponde allo 0,1%. Però è sempre il Comune che può variare l’aliquota (e in certi casi anche azzerarla), tenendo conto delle necessità economiche dell’amministrazione.

L’Imu e la Tasi possono variare in base anche alla categoria catastale dell’immobile e al suo valore catastale.

Per calcolare la Tasi, l’aliquota fissata dal Comune deve essere applicata sulla rendita catastale. Quest’ultima deve essere rivalutata del 5% e infine moltiplicata per un coefficiente specifico che si riferisce alla categoria catastale dell’immobile.

Anche per l’Imu il procedimento è molto simile, sempre tenendo conto delle aliquote che stabilisce il Comune e che variano da caso a caso.

L’unico limite vero che la legge impone per il pagamento dell’Imu e della Tasi è che la somma di entrambi non sia superiore al 10,6%.

Tasse sulla vendita della seconda casa: chi le paga?

Mentre l’Imu e la Tasi, essendo tasse che si pagano dopo aver realizzato un atto di compravendita, sono completamente a carico di colui che acquisisce la proprietà dell’immobile, le tasse sulla vendita, le imposte di cui abbiamo parlato prima, vengono versate attraverso il notaio.

Esse però ricadono sempre sull’acquirente e non sul venditore.

Le tasse di vendita vengono versate nel momento in cui si effettua il rogito. Poi vengono sommate al prezzo di vendita che è stato indicato nel compromesso.

Quindi l’importo indicato nel compromesso non deve essere mai considerato al lordo delle imposte e che intende acquistare la seconda casa deve sempre tenere conto di questo fattore ed eventualmente informarsi prima, facendo riferimento ad un consulente che possa spiegare quanto tutto ciò incida sulle spese da sostenere.

Acquisto seconda casa: spese notarili

Il compito del notaio è molto importante, perché egli agisce come un libero professionista, che assume un vero e proprio ruolo ufficiale pubblico che deve attestare la regolarità dell’operazione della compravendita.

Per richiedere la prestazione professionale da parte del notaio, si devono sostenere delle altre spese, che sono da annoverare tra quelle previste per l’acquisto della seconda casa.

Il notaio infatti deve accertarsi preventivamente che tutto sia stato fatto in maniera regolare, consultando i registri immobiliari.

Ricostruisce il possesso della proprietà dell’immobile, stabilisce se il prezzo a cui viene venduto corrisponde a quello corrente di mercato e ufficializza il rogito, determinando il vero e proprio passaggio di proprietà.

Per tutte queste attività, compresi la registrazione dell’atto di vendita, la trascrizione e il versamento delle imposte per conto dell’acquirente, il suo onorario può variare.

Anche l’onorario da pagare al notaio è a carico dell’acquirente e non può dividere la spesa con il venditore, a meno che le parti non si accordino diversamente.

Tasi e Imu: agevolazioni fiscali sulla seconda casa

Da parte del fisco statale non sono previste agevolazioni sulle tasse da pagare sulla seconda casa.

Tuttavia, per quanto riguarda l’Imu e la Tasi (e quindi per tasse comunali) c’è la possibilità di usufruire di una piccola agevolazione.

Se l’immobile viene concesso in comodato d’uso a parenti che rientrano entro il primo grado, la base imponibile che si prende in considerazione per il calcolo della Tasi e dell’Imu viene ridotta al 50%.

Non tutti però possono beneficiare di questa detrazione. Infatti questa agevolazione prevede il possesso di alcuni requisiti fondamentali:

  • il comodato d’uso deve essere gratuito;
  • il comodato deve essere certificato regolarmente;
  • il parente beneficiario deve avere la propria residenza in Italia;
  • il parente che beneficia del comodato d’uso deve essere registrato all’anagrafe nella stessa casa nella quale vive in comodato;
  • colui che concede il comodato deve avere soltanto un immobile.

Inoltre, sempre per avere qualche agevolazione, il proprietario può decidere di affittare l’immobile utilizzato come seconda casa, stabilendo il canone concordato.

In questa situazione avrà una riduzione fiscale di circa il 25%.

Si tratta di agevolazioni che possono essere anche considerate non essenziali. Tuttavia in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando in Italia dal punto di vista economico, anche queste agevolazioni possono rappresentare un punto di riferimento per chi cerca di ottenere il massimo vantaggio risparmiando sulle tasse da pagare.

È un discorso valido soprattutto per le giovani coppie, che, anche a causa di condizioni lavorative spesso precarie, non possono permettersi di spendere molto.

Riguardo le tasse sulla casa abbiamo raccolto molte info:

Oppure puoi scegliere l’articolo che ti interessa maggiormente visitando la nostra pagina totalmente dedicata alle TASSE SULLA CASA: CLICCA QUI!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here