Contratto Locazione turistica: Modello e Normativa!

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Contratto Locazione turistica modello

La locazione turistica è conosciuta anche con il nome di affitto breve.

E’ la forma di contratto utilizzata tra i contratti casa vacanze.

Naturalmente, anche secondo ciò che dispone il contratto di locazione turistica, si tratta di un servizio completamente diverso da un’attività ricettiva vera e propria.

Secondo il contratto locazione turistica, infatti, le attività ricettive vere e proprie hanno l’obbligo anche di erogare dei servizi agli ospiti.

Ma come funziona sulla locazione turistica la normativa in questione?

Abbiamo deciso di fornirti una guida dettagliata sugli affitti turistici.

In particolare troverai in allegato a questa nostra guida anche il contratto di locazione turistica in modello word.

Puoi utilizzare per te il contratto di locazione turistica con il modello che abbiamo messo a punto, se devi ricorrere ad un affitto turistico di un tuo immobile, per stabilire un contratto di locazione turistica, come può essere per esempio nel caso di un contratto per casa vacanze.

Sei pronto per saperne di più?

Iniziamo!

Cosa si intende per locazione turistica

Affitto turistico normativa da rispettare: vediamo qual è!

Come già abbiamo accennato precedentemente, la locazione turistica risponde ad un tipo di contratto di affitto turistico, secondo ciò che stabilisce per le locazioni turistiche la normativa del Codice Civile.

Il tutto va a rispondere alle esigenze di chi cerca una casa per un periodo breve, per esempio per un viaggio o per una villeggiatura, come può essere quella fatta secondo ciò che è regolamentato dai contratti per la casa vacanze.

Il termine può interessare per esempio una locazione turistica a Venezia o qualsiasi altra città italiana rinomata per le sue bellezze, dove qualcuno chiede di andare ad alloggiare per alcuni giorni.

Secondo la legge, i contratti di locazione turistica sono quelli che hanno una durata breve, inferiore ai 30 giorni, e che vengono sottoscritti tra due parti, locatore e conduttore, che sono entrambe dei privati.

Ma vediamo più dettagliatamente come funziona il contratto turistico.

Cosa scrivere nel contratto turistico

A regolare la locazione turistica sono gli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile e l’articolo 53 del Codice del Turismo.

Il contratto per la locazione turistica va sempre redatto in forma scritta.

Nel contratto affitto turistico vanno riportati i seguenti elementi:

  • dati che si riferiscono alle generalità del locatore;
  • dati che si riferiscono alle generalità del conduttore;
  • l’indicazione del canone stabilito tra le parti (canone lordo);
  • periodo della durata dell’affitto;
  • condizioni stabilite tra le due parti per l’affitto;
  • le caratteristiche e i dati catastali che si riferiscono all’immobile.

È molto importante che, quando si usa il contratto di locazione turistica con un modello ben definito, venga sempre specificato che si tratta di una locazione a fini turistici, per evitare dei fraintendimenti.

Molto importante è l’aspetto che riguarda la certificazione energetica.

Infatti, anche quando si tratta di locazione turistica, il proprietario dell’immobile deve fare redigere l’APE, in modo che poi possa fare riferimento nel contratto agli estremi del deposito del documento presso gli uffici del Comune.

Il conduttore, da parte propria, quando firma il contratto, dichiara di aver ricevuto tutte le informazioni che riguardano anche la certificazione energetica, di aver visionato tutti i documenti, che comprendono anche proprio l’attestato in questione.

Potrebbe essere importante, per evitare equivoci, tenere una copia della certificazione all’interno dell’immobile, in modo che l’inquilino possa consultarla in qualsiasi momento.

Fornitura della biancheria e pulizie

Abbiamo già specificato, facendo riferimento alla locazione turistica, che questa è differente e in tal senso rientra in una normativa diversa rispetto a quella che regola i servizi che invece sono forniti dagli alberghi.

Quindi piuttosto dibattuta resta la questione per esempio della fornitura della biancheria per quanto riguarda gli affitti turistici.

Le norme potrebbero essere interpretate in maniera errata e si potrebbe definire la fornitura di lenzuola e coperte pulite come un servizio dedicato alla persona e quindi sanzionabile.

Di solito il proprietario riesce a trovare una soluzione a questo problema, facendo in modo che la biancheria venga rifornita piegata e riposta dentro un armadio, come degli elementi in dotazione dell’immobile e non come un servizio che si fornisce agli ospiti.

Per il resto, per quanto riguarda per esempio la pulizia degli ambienti, questa non è consentita mentre l’ospite è in casa.

In genere in questi contratti a fini turistici non è consentito indicare una somma a parte per le pulizie.

Inoltre non possono essere serviti i pasti, nemmeno la colazione.

Si potrebbe incorrere nel cosiddetto esercizio abusivo di professione ricettiva.

Gli obblighi fiscali

Gli adempimenti fiscali sono gli stessi che riguardano gli altri contratti di locazione.

In ogni caso il proprietario deve rilasciare una ricevuta, sulla quale deve indicare le sue generalità, quelle del conduttore, l’importo e la durata della locazione.

Se l’importo della ricevuta supera la somma di 77,49 euro, deve essere applicata una marca da bollo da 2 euro.

Nel caso in cui l’importo da pagare per l’affitto supera i 3.000 euro, obbligatoriamente la somma deve essere pagata con mezzi tracciabili, come per esempio un assegno o un bonifico bancario.

In questo caso le norme stabiliscono che è pure possibile evitare il rilascio della ricevuta, perché comunque il pagamento è stato tracciato in qualche modo.

Se sei il proprietario di un immobile che viene affittato a fini turistici e ricevi delle somme di denaro, ricordati che il canone che hai percepito deve essere considerato per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi.

Quindi anche il canone percepito in seguito ad una locazione turistica è assoggettato a tassazione IRPEF.

Secondo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, è possibile avvalersi anche in queste situazioni del regime agevolato della cedolare secca.

La comunicazione alla Questura

La normativa prescrive che in caso di locazione turistica deve essere effettuata la comunicazione degli ospiti alla Questura.

Si prende come punto di riferimento la Questura del capoluogo di provincia.

La comunicazione deve essere fatta entro il giorno successivo all’arrivo o il giorno stesso dell’arrivo, se il soggiorno degli ospiti dura soltanto per una notte.

La comunicazione alla Questura della locazione turistica è obbligatoria anche nel caso in cui si tratta di un affitto tramite piattaforme come Airbnb con comunicazione alla Questura.

Questa comunicazione deve essere fatta tramite il portale Alloggiati Web, in via telematica.

Per poter utilizzare l’apposita funzione del sito internet in questione, ti devi iscrivere a questo portale.

Poi puoi trovare sul sito della Polizia di Stato l’area della carta dei servizi che si riferisce ad ogni Questura a livello territoriale.

Da qui puoi scaricare i moduli che andranno compilati.

Ottenendo le credenziali di accesso, puoi inserire i dati del locatore e dell’immobile.

Puoi scaricare il certificato digitale di sicurezza sul tuo computer, attraverso il quale di volta in volta, in caso di locazione, puoi comunicare i nominativi degli ospiti.

La tassa di soggiorno e le altre dichiarazioni

In ogni caso tieni presente che anche per gli affitti con durata inferiore ai 30 giorni deve essere applicata la tassa di soggiorno.

Quest’ultima può arrivare massimo a 5 euro a notte.

Il proprietario comunque può decidere di rimodulare la tassa in base a ciò che ritiene più opportuno.

Anche chi affitta tramite Airbnb o altri portali, se il Comune prevede la richiesta della tassa di soggiorno, è tenuto a darne comunicazione agli ospiti e a richiederla.

Per sapere precisamente quanto bisogna richiedere, occorre attenersi ai regolamenti locali.

Alcuni Comuni, ad esempio come quello di Milano, prevedono una tassa comunale di soggiorno con uno specifico obiettivo, quello di contribuire al finanziamento degli interventi che hanno come finalità la conservazione del patrimonio storico culturale.

Inoltre la tassa di soggiorno viene richiesta per contribuire a migliorare i servizi che vengono offerti ai turisti.

In maniera specifica per il capoluogo lombardo, la tassa di soggiorno è di 2 euro per ciascun ospite.

Chi affitta degli immobili per fini turistici e chiede la tassa di soggiorno deve provvedere ad una rendicontazione mensile.

Il tutto può essere fatto anche in via telematica, chiedendo al Comune di essere abilitati agli appositi servizi online.

In certi casi viene previsto l’obbligo, sulla base di alcune leggi regionali, che il locatore effettui anche una comunicazione, in modo da dichiarare che non esercita la sua attività in modo imprenditoriale.

A livello concreto il locatore deve fare una segnalazione certificata di inizio di attività non imprenditoriale.

Questa certificazione deve essere presentata allo sportello delle attività produttive.

Le regioni che prevedono l’adempimento a questa operazione sono Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Abruzzo, Veneto e Sardegna.

La locazione turistica tramite Airbnb

Alcuni utenti, per la locazione turistica, utilizzano alcuni servizi come per esempio le piattaforme più famose dedicate a queste finalità, fra le quali una delle più note è Airbnb.

Anche nel caso di Airbnb valgono le stesse regole di cui abbiamo già parlato.

Infatti la piattaforma non fa eccezione alle norme nazionali, ma si pone soltanto come un servizio che dà consigli su come essere un locatore responsabile.

Contratto di locazione turistica: modello

Adesso ti forniremo un modello di contratto di locazione turistica, che puoi consultare, se hai l’esigenza di affittare un immobile proprio a tale finalità.

Se sei un locatore, puoi scaricarlo anche in formato doc, in modo da poterlo eventualmente modificare in base alle tue necessità.

Tieni conto del fatto che quello che ti presentiamo è uno schema che vale soltanto a livello generale.

Sta a te, quindi, sulla base del caso singolo con cui ti trovi ad avere a che fare, stabilire come organizzare di volta in volta il modello, pur non discostandoti dalle informazioni generali obbligatorie che devono essere riportate sempre sul contratto.


Tipi di Contratto di Affitto

Noi di Likecasa abbiamo dedicato un’intera pagina del sito all’AFFITTO.

In particolare abbiamo recensito tutti i tipi di contratto di modo tale che chi ha un appartamento o una casa da affittare possa scegliere la forma contrattuale migliore:

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