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Imposta di donazione: che cos’è e come funziona!

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imposta di donazione e successione

L’imposta di donazione è una tassa che viene applicata sui beni e in particolare sugli immobili per i quali avviene un trasferimento di proprietà in seguito ad una donazione.

Quest’ultima infatti non è gratuita, ma per essa si deve pagare un’imposta che viene calcolata in base al valore dei beni che sono coinvolti nella donazione.

Non si tratta soltanto di beni, perché anche i diritti possono rientrare nell’ambito della donazione, come, per esempio, l’usufrutto o la cessione di un credito.

Ma come fare il calcolo per l’imposta di donazione?

A quanto ammonta per la donazione l’imposta di registro?

Infine esiste un collegamento fra imposta di donazione e successione?

Andiamo a vedere in tutti i dettagli questi aspetti.

Su quali beni si applica

L’imposta di donazione si applica su diversi tipi di beni e di diritti.

Sono tutti beni che rientrano nelle categorie, all’interno delle quali va inquadrata l’imposta di successione.

Quindi possiamo dire già da questo che esiste un collegamento tra imposta di successione e donazione.

I beni da prendere in considerazione sono i seguenti: beni immobili e mobili, quote di partecipazioni in società, obbligazioni, titoli di Stato, crediti, cambiali, assegni, liberalità indirette.

Altre categorie di beni invece non sono soggette all’imposta di donazione.

Per esempio non sono soggetti ad imposta di donazione tutti quegli atti di liberalità che sono rivolti a soggetti pubblici o ad onlus e partiti politici.

L’imposta di donazione non si applica nemmeno agli autoveicoli iscritti al PRA e nemmeno alle aziende che sono state trasferite dall’imprenditore ai figli (se esiste una continuazione dell’attività per un periodo di almeno 5 anni).

Inoltre non sono soggetti al pagamento dell’imposta i beni mobili che sono di poco valore.

Il calcolo

Per calcolare l’imposta di donazione si deve tenere conto di alcuni fattori fondamentali.

In particolare per l’imposta di donazione le aliquote sono essenziali.

Inoltre molto importante è tenere presente anche la franchigia per l’imposta di donazione.

Si tratta delle soglie, al di sotto delle quali non si deve pagare l’imposta di donazione.

Nello specifico si calcolano le seguenti percentuali:

  • 4%, oltre la franchigia di un milione di euro, se a beneficiare della donazione sono il coniuge e i parenti in linea retta;
  • 6%, oltre la franchigia di 100.000 euro, se i beneficiari sono i fratelli o le sorelle;
  • 6%, senza franchigia, se a beneficiare della donazione sono i parenti entro il quarto grado o gli affini;
  • 8%, senza franchigia, per i soggetti che non rientrano nelle categorie dei beneficiari che abbiamo descritto sopra.

Sul calcolo dell’imposta di donazione comunque sono previste delle agevolazioni per i soggetti portatori di handicap con la legge 104.

In particolare per un soggetto portatore di handicap grave l’imposta di donazione va applicata soltanto sulla parte del valore che supera un milione e 500 mila euro.

Le aliquote sono del 4%, del 6% e dell’8% in base al grado di parentela che esiste tra chi dona e chi riceve il bene.

Esempio di calcolo

Per capire meglio come funziona il calcolo sull’imposta di donazione, facciamo un esempio pratico, che possa chiarire meglio le idee.

Prendiamo come esempio la donazione tra coniugi o tra parenti in linea retta.

Se il marito dona alla moglie o viceversa, l’imposta di donazione corrisponde al 4% del valore del bene.

In questo caso consideriamo la franchigia pari ad un milione di euro.

Quindi ne deduciamo che il pagamento dell’imposta avviene soltanto quando il bene donato abbia un valore superiore proprio a questa cifra, un milione di euro.

Quindi, ritornando all’esempio, se il marito dona alla moglie un bene del valore di 1,5 milioni di euro, bisogna applicare l’aliquota del 4% soltanto sull’importo che eccede la franchigia, quindi in questo caso 500.000 euro.

L’imposta da pagare sarà pari a 20.000 euro.

Prendiamo adesso il caso di un genitore che dona ad un figlio.

Anche in questo caso si applica l’aliquota del 4% sul valore che supera la franchigia di un milione di euro.

Se un genitore dona al figlio una casa che ha il valore di 900.000 euro, non si deve pagare nessuna imposta.

Se il valore della casa è di un milione e 500 mila euro, l’imposta viene calcolata su 500.000 euro e quindi si dovrà pagare una tassa di 20.000 euro. 

Se il figlio è portatore di handicap grave, si è esentati dal pagamento.

Facciamo un altro esempio, che riguarda un’altra aliquota e un’altra franchigia.

In questo caso consideriamo la donazione da parte di un fratello o di una sorella.

L’aliquota in questa situazione è pari al 6% del valore del bene. La franchigia corrisponde a 100.000 euro.

Se si dona ad un fratello un bene del valore di 4,5 milioni di euro, con l’aliquota del 6% si ha l’applicazione dell’imposta su 4,4 milioni di euro.

Bisogna precisare che l’applicazione della franchigia cambia anche in base al fatto che la donazione sia rivolta a più soggetti.

Infatti nel caso di due soggetti, per esempio, la franchigia spetta una volta sola per ciascuna delle persone coinvolte.

Se invece è una singola persona a ricevere più donazioni, la franchigia viene considerata soltanto una volta e, per quanto riguarda il calcolo dell’imposta, si deve tenere presente l’importo totale di tutte le donazioni a favore di un singolo soggetto.

Come versare l’imposta

La donazione deve essere sancita pubblicamente mediante la presenza di un notaio.

Quest’ultimo redige l’atto e lo registra all’Agenzia delle Entrate.

In questa sede provvede a versare per la donazione di un immobile l’imposta di registro che corrisponde a 200 euro.

Per quanto riguarda i beni immobili in particolare, bisogna versare anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, che ammontano al 2% per la prima e all’1% per la seconda.

Precisazioni sui beni immobili

Alcune precisazioni vanno fatte per quanto riguarda la donazione che abbia oggetto beni immobili o diritti immobiliari.

Oltre al fatto che per gli immobili si debbano pagare anche l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria, come abbiamo specificato precedentemente, bisogna tenere presente che la misura del 2% e dell’1% da calcolare sul valore del bene sono applicabili indipendentemente dall’eventuale presenza di una franchigia.

Nel caso di un immobile che rientra nelle agevolazioni per la prima casa, si può usufruire di un regime fiscale vantaggioso, che prevede il pagamento delle imposte in misura fissa, corrispondenti a 200 euro ciascuna.

Naturalmente si tratta di un’agevolazione che non si applica in altri casi diversi dalla donazione.

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