Tasse su affitto seconda casa: facciamo i calcoli!

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tasse su affitto seconda casa come calcolarle

Le tasse su affitto seconda casa, quali sono nello specifico?

Il proprietario di una seconda casa farebbe bene a considerare se sia più conveniente vendere l’abitazione oppure tenerla e, se le sue condizioni non sono molto adeguate, ristrutturarla eventualmente per poterla dare in affitto.

Dare in affitto una seconda casa significa assicurarsi una piccola rendita su cui contare ogni mese.

Ma non è detto che sia realmente così, perché bisogna considerare anche le tasse su affitto seconda casa.

È da vedere se sull’affitto della seconda casa le tasse siano così stringenti e non permettano di valorizzare al massimo la rendita che ne possiamo ricavare.

Le tasse affitto per la seconda casa in effetti rappresentano un argomento molto dibattuto e possono costituire l’ago della bilancia, per capire se effettivamente convenga dare in affitto un immobile, se già se ne possiede uno come prima casa.

Veramente le tasse su affitto seconda casa costituiscono un carico fiscale eccessivo?

Andiamo più nello specifico e procediamo al calcolo delle tasse su affitto della seconda casa, in modo da vedere l’effettivo importo delle tasse su seconda casa in affitto.

Il regime ordinario delle tasse

Dando una seconda casa in affitto, bisogna tenere in considerazione il regime ordinario delle tasse su affitto seconda casa.

Questo regime prevede due imposte, l’imposta diretta sui redditi percepiti e l’imposta indiretta sulla proprietà.

Il proprietario di una casa ha comunque delle possibilità tra cui scegliere.

Può scegliere la tassazione ordinaria per il calcolo delle tasse su affitto seconda casa oppure può scegliere la cedolare secca.

Quest’ultima corrisponde ad un regime agevolato che può permettere al locatore di risparmiare.

Nel caso invece si scelga la tassazione ordinaria, i redditi che derivano dal canone di affitto vengono sommati a tutti quegli altri redditi che il contribuente percepisce, per poi calcolare l’importo totale della dichiarazione dei redditi.

A questo vengono applicate l’Irpef e le addizionali comunali e regionali.

Il calcolo della cedolare secca

Per quanto riguarda la cedolare secca, abbiamo già specificato che, nel caso delle tasse su affitto seconda casa, può essere la soluzione migliore in quanto permette di risparmiare.

Ma vediamo come effettuare il calcolo per le tasse per affitto della seconda casa con cedolare secca anche a canone concordato.

In questo modo ci renderemo conto di come il variare di questa imposta possa essere diverso anche a seconda del tipo di contratto che abbiamo scelto per l’affitto.

Nello specifico possiamo individuare due aliquote per la cedolare secca.

Per i contratti a canone libero l’aliquota è del 21%. Per i contratti a canone concordato (in particolare nella soluzione 3+2) l’aliquota corrisponde al 10%.

Bisogna specificare che il reddito derivante da ciò che si percepisce dall’affitto, sul quale viene applicata la cedolare secca, non fa parte di quei redditi su cui si calcolano l’Irpef e le addizionali.

Però viene tenuto in considerazione quando si tratta del calcolo Isee.

La cedolare secca, inoltre, può essere estesa anche alle pertinenze dell’immobile dato in affitto.

Per pagare la cedolare secca, devi considerare due rate, l’acconto e il saldo.

L’acconto corrisponde al 95% dell’imposta versata nell’anno precedente (se questa abbia superato i 51,65 euro).

Per quanto riguarda il saldo, invece, è dato dalla differenza tra l’acconto e l’imposta finale che si deve versare.

L’affitto turistico della seconda casa

Molte persone si ritrovano alle prese col dover pagare le tasse di una seconda casa affittata a scopi turistici.

Per alcuni anche questa può costituire una rendita su cui investire.

Le tasse su affitto seconda casa possono essere anche tasse sugli affitti turistici.

Ricordiamoci che ogni volta che si affitta un immobile le imposte sono sempre dovute, anche se il locatore ricada nei casi in cui non è previsto l’obbligo della registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate, nelle condizioni in cui l’affitto turistico sia della durata inferiore a 30 giorni.

Per le tasse su affitto seconda casa ai fini turistici, si ha anche la possibilità di applicare la cedolare secca del 21% in particolare per quanto riguarda gli affitti brevi.

Anche in questo caso il regime sostitutivo della cedolare secca è piuttosto vantaggioso e rappresenta un’alternativa da non sottovalutare.

C’è comunque anche nelle tasse su affitto seconda casa ai fini turistici il regime ordinario.

Quest’ultimo si calcola decurtando del 5% il canone d’affitto che entra a far parte dell’imponibile Irpef insieme agli altri redditi del contribuente.

Se il contratto di locazione turistico supera la durata dei 30 giorni e quindi si deve procedere alla sua registrazione, il contribuente è tenuto a pagare anche l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

L’affitto della seconda casa a studenti

Le tasse su affitto seconda casa si devono pagare anche nel caso in cui l’altra abitazione di proprietà venga affittata a degli studenti.

In questa situazione si può fare ricorso alla legge numero 431 del 1998, che riguarda proprio il contratto di affitto per studenti.

È un contratto transitorio pensato appositamente per gli studenti universitari e che ha una durata minima di 6 mesi e una durata massima di 3 anni.

È possibile usufruire per questo tipo di contratto di affitto dei vantaggi sulle tasse della seconda casa in affitto.

I vantaggi consistono nel fatto che con il contratto per studenti si può scegliere il regime fiscale della cedolare secca con aliquota al 10%.

L’imposta quindi che il proprietario della casa deve pagare è di certo più bassa rispetto a quella che prevede la tassazione Irpef ordinaria.

Inoltre non devi dimenticare che, se paghi la cedolare secca, non sei nemmeno tenuto a pagare le imposte di bollo e di registro.

Questo vale sia per la prima registrazione del contratto che per le proroghe.

Inoltre tale principio si applica anche nel caso della risoluzione del contratto stesso.

Altre agevolazioni per il proprietario nel caso di contratto per studenti sono rappresentate da ulteriori sgravi fiscali.

Innanzitutto il reddito imponibile dei fabbricati dati in affitto è ridotto ancora del 30% in più, se nella dichiarazione dei redditi vengono indicati anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione.

Inoltre l’aliquota stabilita dal Comune per quanto riguarda l’Imu e la Tasi, sempre nel caso di affitto della seconda casa a studenti, è ridotta del 75%.

Leggi la nostra guida su: Come Affittare Casa senza agenzia: Scopri la Guida Completa!

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