Piscine Senza Permessi: Quando Sussiste l’Abuso Edilizio e Quando Serve il Permesso per Costruire!

piscina senza permesso

Piscine senza permessi?

Cerchiamo di rispondere a questa domanda, per capire se è possibile costruire piscine senza permesso.

In realtà non è possibile definire una regola generale, perché queste possono cambiare a seconda delle regioni e a volte anche da Comune a Comune.

In senso molto ampio possiamo dire che piscine fuori terra senza permessi e piscine interrate senza permessi non sarebbero realizzabili se in qualche modo comportano una trasformazione permanente del terreno.

Ma veramente quando si realizzano piscine senza permessi comunali si può parlare di vero e proprio abuso edilizio?

È piuttosto complicato rispondere con sicurezza, almeno se non consideriamo che cosa si intenda per abuso edilizio.

È chiaro che, quando si va incontro ad un abuso di questo genere, si può incorrere in delle sanzioni.

Quindi come comportarsi nel caso di una piscina interrata senza permessi?

È possibile realizzare piscine senza permessi?

Andiamo a vedere tutti i dettagli attraverso questa guida che abbiamo preparato appositamente sull’argomento.

Che cos’è l’abuso edilizio e quando sussiste

Partiamo quindi dalla definizione di abuso edilizio, per capire se veramente realizzare piscine senza permessi può costituire un caso di questo genere.

Secondo le norme l’abuso edilizio è un reato di tipo urbanistico.

Esso si configura quando viene compiuto un intervento senza che si sia in possesso della necessaria autorizzazione.

Ci sono due casi in cui si può manifestare l’abuso edilizio.

Il primo è rappresentato dalla stessa mancanza di permesso nella realizzazione e nella costruzione.

La seconda tipologia si ha quando si realizzano dei lavori che sono difformi rispetto a ciò che prescrive l’autorizzazione che è stata concessa.

Non bisogna sottovalutare le sanzioni connesse all’abuso edilizio.

Infatti ci sono sanzioni sia penali che a livello amministrativo.

Chi è responsabile di un abuso edilizio può essere arrestato o può essere soggetto al pagamento di un risarcimento.

Inoltre chi commette un abuso edilizio è obbligato a ripristinare la condizione precedente del territorio, quando ancora l’abuso non era stato messo in atto.

Le prescrizioni delle sentenze

In realtà, quando si parla di piscine senza permessi, sia che si tratti di piscine seminterrate senza permessi sia che si tratti di piscine interrate senza permessi comunali, dobbiamo specificare che occorrerebbero delle specifiche autorizzazioni.

Queste ultime sono rappresentate dalla DIA e dal permesso di costruire.

Ma veramente in ogni caso si può parlare di abuso edilizio?

Molto interessante è a questo proposito il dettato giuridico che si è ottenuto grazie ad una sentenza in particolare che fa riferimento nello specifico alla sentenza del 16 aprile 2014 numero 1951.

Questa sentenza è stata emessa dal Consiglio di Stato.

Secondo ciò che è stato detto in ambito giuridico, sarebbe possibile installare piscine prefabbricate senza permessi, se questa si considera un’opera pertinenziale in riferimento all’edificio principale.

Quando non si ha l’abuso edilizio

Il Consiglio di Stato, però, ha specificato che tutto ciò non rientrerebbe nel caso di un abuso edilizio, se la piscina in questione abbia delle dimensioni ridotte.

Per quanto riguarda le dimensioni da considerare, il punto di riferimento è il Testo Unico dell’Edilizia, che stabilisce determinate proporzioni.

Per non essere abuso edilizio, la piscina pertinenziale deve rientrare entro il limite del 20% del volume dell’edificio principale.

Quindi in questo caso non si avrebbe un abuso edilizio, per cui non ci sarebbe l’obbligo di demolirla e di ripristinare le condizioni precedenti del territorio.

Naturalmente è fondamentale anche che la realizzazione della pertinenza non alteri in maniera forte l’assetto del territorio.

Quando serve il permesso di costruire

Si possono costruire allora piscine senza permessi?

È necessario il permesso di costruire quando la piscina non si configura come una pertinenza dell’edificio principale.

In tutti i casi in cui si deve procedere alla nuova realizzazione della piscina o quando si tratta di una ristrutturazione, si deve richiedere una specifica autorizzazione al Comune presso lo sportello unico per l’edilizia.

Vale il principio del silenzio mancanza di consenso.

Se dopo 60 giorni dalla presentazione della richiesta dell’autorizzazione non si riceve una risposta, allora il permesso è considerato negato.

Il limite dei 60 giorni viene esteso a 120 per i Comuni con più di 100.000 abitanti.

Quali sono le sanzioni

Quindi, se richiedi un permesso per la realizzazione di una piscina e questo ti viene negato, non puoi procedere alla realizzazione dell’opera, perché le piscine senza permessi potrebbero ricadere nel caso di un abuso edilizio.

Abbiamo già detto che ci sono delle responsabilità di carattere penale, che possono consistere anche nell’arresto, e delle sanzioni di tipo amministrativo, rappresentate dal pagamento di una multa, che in questi casi può raggiungere il massimo di 56.645 euro.

Le cifre possono cambiare però a seconda delle circostanze.

Se non si sono osservate le norme, la multa può arrivare a 10.329 euro.

Nel caso in cui si abbia l’assenza del permesso di costruire o l’opera venga realizzata in difformità rispetto alle concessioni ricevute, l’ammenda è compresa tra la cifra di 5.164 euro e 51.645 euro.

Ci può essere anche la situazione in cui si sia proceduto ad una lottizzazione abusiva di terreni con la finalità di realizzazione di opere edilizie.

In questo caso, oltre a poter essere arrestati fino a due anni, si rischia di pagare una cifra compresa tra 15.493 euro e 51.645 euro.

Entro il termine di 90 giorni inoltre c’è l’obbligo di ripristinare la situazione del territorio antecedente alla realizzazione dell’opera edilizia.

Può esserci anche la possibilità che il Comune non prescriva di demolire la piscina che si è realizzata, ma l’amministrazione comunale acquisisce il diritto sul bene realizzato.

Il Comune quindi può dare la possibilità di sanare l’illecito che si è compiuto e in questo caso non si procede alla demolizione, ma si deve pagare una sanzione il cui importo varia in base all’entità del bene realizzato.

Per quanto riguarda invece la costruzione di una piscina fuori terra, come abbiamo specificato anche precedentemente, non esiste una norma valida a livello generale.

Quindi in questo caso dovresti informarti con il tuo Comune di riferimento per sapere come comportarti.

Tieni presente comunque sempre il Testo Unico dell’Edilizia, che dice espressamente che se l’installazione della piscina comporta una trasformazione urbanistica del territorio è sempre necessario essere in possesso del permesso di costruire.

Considera sempre attentamente il rispetto delle norme per non rischiare sanzioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here