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Ipoteca sulla casa: di cosa si tratta esattamente!

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ipoteca sulla casa come funziona

L’ipoteca sulla casa di solito viene imposta quando si stipula un mutuo con ipoteca sulla casa.

Bisogna specificare che, al di là delle convinzioni comuni, anche chi ha la casa ipotecata può vivere all’interno dell’abitazione e ha la possibilità di vendere l’immobile.

Tuttavia quest’ultimo viene venduto con tutto il peso gravante su di esso.

L’ipoteca sulla casa per mutuo è una condizione frequente che si viene a stabilire quando ci si rivolge ad una banca.

Spesso anche per l’acquisto della prima casa, poiché non si hanno tutte le somme a disposizione in una sola volta, bisogna rivolgersi ad un istituto di credito per ottenere un finanziamento.

Si tratta di un prestito con ipoteca sulla casa.

In questo caso l’ipoteca sulla casa viene utilizzata dalla banca come garanzia.

Infatti, nel momento in cui il debitore non potesse più pagare le somme che deve al creditore per difficoltà economiche varie, la banca può rifarsi acquisendo la proprietà sull’abitazione e vendendola all’asta per ricavarne una somma con cui ripagare il debito.

Ecco quindi che mutuo e ipoteca sulla casa sono due concetti strettamente legati fra di essi.

Ma cosa significa ipoteca sulla casa? Cosa comporta? Quali sono i limiti per il proprietario?

Andiamo a vedere tutto nei minimi dettagli.

Su che cosa si applica

Già da tutto ciò che abbiamo detto è possibile capire cos’è l’ipoteca sulla casa.

Il creditore, attraverso l’ipoteca sulla casa, possiede una forma di garanzia molto importante che può utilizzare in caso di inadepimento da parte del debitore.

[Anche se il debitore vende o dona l’immobile, il nuovo titolare comunque deve tenere in considerazione la possibilità che può essere pignorato, anche se non intrattiene un rapporto diretto con il creditore./go_box_icon]

L’ipoteca sulla casa, quindi, continua a gravare sull’immobile e resiste ad ogni passaggio di proprietà.

Il tutto fino a quando il creditore non la cancella o, in mancata cancellazione esplicita, dopo che il debito sia stato estinto e siano passati 20 anni.

L’ipoteca può essere iscritta su beni che vengono specificamente indicati. Infatti non è possibile costituire un’ipoteca generale, che vada a colpire tutti i beni di un soggetto.

In alternativa può essere stabilita per una somma in denaro.

Nel caso della vendita di un immobile su cui grava un’ipoteca, l’acquirente deve essere debitamente informato sul peso.

Se il venditore non lo informa e l’acquirente scopre successivamente il peso che grava sull’abitazione che ha acquistato, può chiedere la risoluzione del contratto di compravendita.

La funzione dell’ipoteca sulla casa è molto importante, perché comporta per il creditore il diritto di seguito, quindi la possibilità di rifarsi in mancanza di adempimento.

Inoltre bisogna considerare il ruolo dell’ipoteca sulla casa per debiti.

Se il debitore contrae altri debiti, il creditore si troverà di fronte alla presenza di un altro creditore che potrà agire con un pignoramento della casa per rifarsi delle somme prestate.

In questo caso di doppia ipoteca sulla casa con ipoteca di secondo grado sulla casa, vale l’ipoteca di primo grado.

Chi ha istituito l’ipoteca di primo grado ha un vantaggio.

Se il debitore non paga più nessuno dei due creditori, scatta il pignoramento, la casa viene venduta e il ricavato viene utilizzato per soddisfare entrambi i creditori.

Tuttavia, se rimane una somma residua, questa andrà al creditore che ha iscritto l’ipoteca per primo.

Le tempistiche

Per iscrivere ipoteca sulla casa, non è sufficiente un contratto con scrittura privata.

Bisogna ottenere un titolo esecutivo, in seguito al provvedimento di condanna del giudice realizzato con una sentenza o con un decreto ingiuntivo.

Per le tempistiche in particolare non esistono dei termini massimi.

Il creditore può agire per iscrivere ipoteca sulla casa anche molti anni dopo.

Naturalmente deve agire prima che il credito non cada in prescrizione, che di solito avviene dopo 10 anni.

Se il creditore ha diffidato il debitore con una raccomandata inviata con ricevuta di ritorno, si ha l’interruzione della prescrizione e l’ipoteca inizia a decorrere dall’inizio per altri 10 anni.

Le tipologie di ipoteca

Esistono diversi tipi di ipoteca. La prima è quella volontaria. La concede il debitore dando il proprio consenso che viene sottoscritto mediante un contratto. È il caso dell’ipoteca comportata da un mutuo.

Poi abbiamo anche l’ipoteca giudiziale, che scatta con un provvedimento di condanna del giudice.

Infine esiste l’ipoteca legale, che è prevista dalla legge in favore degli alienanti e dei coeredi.

L’estinzione

Tutti i tipi di ipoteca comportano gli stessi obblighi.

Ma come togliere l’ipoteca sulla casa? Come avviene l’estinzione dell’ipoteca sulla casa?

Con l’estinzione viene meno il diritto di garanzia. Secondo l’articolo 2778 del Codice Civile, l’estinzione dell’ipoteca può avvenire in diversi casi.

Si ha per cancellazione dell’iscrizione, per mancato rinnovamento entro 20 anni, con il perimento del bene ipotecato, con la rinuncia del creditore.

Per togliere un’ipoteca sulla casa, quindi, possono concorrere anche più fattori.

Di conseguenza non è previsto soltanto un singolo caso che consiste nel togliere il debito in seguito al quale l’ipoteca era stata iscritta.

Dopo l’estinzione, occorre procedere alla formalità della cancellazione, in modo che sull’immobile non risultino più ipoteche iscritte.

La cancellazione può avvenire con una spontanea dichiarazione delle due parti, il creditore e il debitore, oppure può avvenire in seguito ad una sentenza emessa dal giudice.

Se dovessero sorgere dei problemi riguardo alla cancellazione dai pubblici registri immobiliari, esiste anche la possibilità di presentare ricorso al giudice.

In base a quanto stabilito dalla legge Bersani numero 40 del 2007, la banca che ha imposto l’ipoteca obbligatoriamente deve comunicare all’Agenzia delle Entrate la richiesta della cancellazione dell’ipoteca entro 30 giorni dalla data dell’estinzione del mutuo.

Il mutuo liquidità

Dobbiamo ricordare anche un altro caso in cui si può dare come garanzia la propria casa.

Si tratta del cosiddetto mutuo per liquidità. Quest’ultimo consiste in un prestito che permette di ottenere una somma di denaro, prestando come garanzia un immobile del quale si è proprietari.

A differenza di quanto avviene con il mutuo ipotecario tradizionale, il denaro ottenuto con il mutuo liquidità non è vincolato ad un utilizzo determinato.

Quindi, per esempio, il mutuante non deve utilizzare la somma ricevuta necessariamente per pagare l’acquisto di una casa.

Potrà impiegare il denaro come ritiene più opportuno.

In questo caso si parla di ipoteca sulla casa per liquidità.

Naturalmente questo tipo di mutuo si può rivelare piuttosto vantaggioso, quando si ha bisogno di una determinata somma di denaro da utilizzare subito per qualsiasi scopo.

Inoltre per il mutuo per liquidità i tassi di interesse sono di solito più bassi e più convenienti.

Altri vantaggi consistono nel fatto che la durata è molto maggiore rispetto ad altre forme di prestito e la somma che si può ottenere è determinata dal valore dell’immobile offerta come garanzia, oltre che dalla considerazione della complessiva situazione finanziaria di colui che richiede il prestito.

Il prestito vitalizio

Un’altra possibilità è quella del prestito vitalizio con ipoteca sulla casa. Vediamo di cosa si tratta di preciso.

Il prestito vitalizio ipotecario è un finanziamento che può essere concesso a chi ha compiuto 60 anni di età e ha un immobile di proprietà.

Attraverso il prestito il soggetto può ottenere una certa liquidità e come garanzia gli viene imposta un’ipoteca sull’immobile.

Il prestito vitalizio ipotecario è stato introdotto con la legge numero 44 del 2015.

Permette di facilitare l’accesso al credito per le famiglie che hanno bisogno di avere subito a disposizione una certa somma di denaro.

In questo modo il beneficiario può ottenere il denaro senza dover vendere la casa o altri beni che appartengono alla famiglia.

Infatti il soggetto che richiede il prestito mantiene sempre la proprietà dell’immobile e alla sua morte gli eredi possono decidere se riscattare l’abitazione o se lasciarla in mano alla banca che la può vendere.

In quest’ultimo caso la banca con il ricavato copre il debito e l’eventuale eccedenza viene data agli eredi.

Per stabilire la somma di denaro massima che la banca può erogare con il prestito vitalizio, si effettua una perizia sull’immobile, per determinare il suo valore di mercato.

In base a questo valore viene calcolata la somma di denaro ottenibile.

Approfondimenti utili:

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