Eredi Legittimi: Chi Sono? Atto Notorio e Autocertificazione! Schema degli Eredi Legittimi!

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Gli eredi legittimi sono coloro che sono chiamati in causa nelle successioni ereditarie, le quali molte volte comportano delle questioni non molto facili da risolvere.

Può capitare anche che in caso di successione non ci sia un vero e proprio testamento.

Anche per questo motivo è molto importante sapere cosa succede in caso di successione, sapere chi sono gli eredi legittimari e quali sono i diritti che hanno.

Abbiamo per questo deciso di preparare una guida sugli eredi legittimi, per fare chiarezza su molti aspetti che potrebbero risultare dubbiosi.

Andiamo subito al dunque e scopriamo chi sono gli eredi legittimi.

Eredi legittimi: chi sono

Chi sono gli eredi legittimi?

Secondo l’articolo 565 del Codice Civile, gli eredi legittimi sono i parenti più stretti, come per esempio il coniuge, i figli o i genitori.

Oppure si intendono i fratelli o le sorelle e, in subordine, gli altri parenti della persona che è venuta a mancare.

Secondo la legge si può disporre come si vuole con il proprio testamento, però non tutti i parenti possono avere la funzione di eredi legittimi, perché è molto importante distinguere tra eredi legittimi ed eredi legittimari, facendo proprio una vera e propria differenza tra eredi legittimi e legittimari.

Chi sono gli eredi legittimari

Prima di proseguire ci fermiamo su questo punto molto importante.

Conoscere la differenza tra eredi legittimi e legittimari non è per niente banale e inoltre è fondamentale fare chiarezza.

Gli eredi legittimari sono coloro che hanno diritto ad una quota del patrimonio, anche se esiste un testamento.

In sostanza sono coloro che hanno avuto un legame affettivo con il defunto e hanno diritto per legge ad una quota dell’eredità che non viene vincolata neppure dal testamento.

Questo vuol dire che non tutti i parenti possono essere eredi legittimi.

Gli eredi legittimi sono soltanto coloro a cui andrebbe l’eredità in assenza anche di un testamento.

A cosa hanno diritto gli eredi legittimi

Occorre a questo punto chiarire a cosa hanno assolutamente diritto gli eredi legittimi.

Gli eredi legittimi sono le persone alle quali sarebbe andato il patrimonio ereditario in mancanza di un testamento.

In questo elenco rientrano il coniuge, i figli e i parenti fino al sesto grado.

Schema eredi legittimi

Chi sono gli eredi di un defunto che rientrano nell’asse eredirtario?

Facciamo un po’ di chiarezza tramite queste 2 tabelle che abbiamo preparato.

PARENTI IN LINEA RETTA

ASCENDENTI DISCENDENTI
Primo Grado – Genitori Primo Grado – Figli
Secondo Grado – Nonni Secondo Grado – Nipoti
Terzo Grado – Bisnonni Terzo Grado – Pronipoti
Quarto Grado – Trisavi Quarto Grado – Figli di Pronipoti

 

PARENTI IN LINEA COLLATERALE

Secondo Grado – Fratelli Sorelle
Terzo Grado – Zii e Nipoti
Quarto Grado – Prozii, Pronipoti, Primi Cugini
Quinto Grado – Figli di Prozii, Secondi Nipoti, Secondi Cugini
Sesto Grado – Terzi Cugini

Cosa succede quando non c’è il testamento

Secondo il Codice Civile ci sono delle regole ben precise da rispettare per stabilire a chi spetta l’eredità.

Per questo la legge prende in considerazione anche il caso in cui non ci sia il testamento da parte della persona defunta.

Entrano in gioco diverse variabili da questo punto di vista.

In mancanza di un testamento infatti l’eredità spetta di solito al coniuge e ai figli.

Se la persona che è venuta a mancare ha un solo figlio, l’eredità viene divisa a metà tra il figlio e il coniuge.

Se il defunto ha due o più figli, a questi ultimi vanno complessivamente i due terzi del patrimonio, che devono a loro volta dividere fra di loro. Al coniuge va un terzo dell’eredità.

Chi sono gli eredi legittimi senza figli, invece?

Se il defunto non ha figli, una quota dell’eredità, oltre al coniuge, spetta anche ai fratelli e ai genitori, se anche questi sono ancora in vita.

Al coniuge spettano i due terzi del patrimonio.

Quando mancano sia i figli che il coniuge, l’eredità viene divisa tra i genitori, se sono ancora in vita, e i fratelli del defunto.

In mancanza di coniugi, di discendenti, ascendenti ed eredi legittimi fratelli e nipoti, l’eredità spetta ai più prossimi parenti tra quelli che rientrano entro il sesto grado di parentela.

Se mancano anche questi, l’eredità viene devoluta allo Stato.

Come funzionano le quote

Per gli eredi legittimi le quote come funzionano?

Per quanto riguarda le quote, dobbiamo distinguere tra quote legittime e quote ereditarie.

Prima di ogni altra cosa si deve conoscere qual è l’asse ereditario, quindi tutti i beni e i diritti che possedeva il defunto e che sono oggetto della successione.

E poi si può procedere alla suddivisione delle quote, distinguendo fra quote disponibili e quote legittime.

Queste ultime sono quelle riservate per legge agli eredi legittimi, prima di tutto al coniuge.

Le quote disponibili, invece, sono quelle che, in presenza di un testamento, la persona che è venuta a mancare decide di lasciare a chiunque voglia.

Queste quote non sono nemmeno accessibili agli altri eredi.

Quando è necessaria l’autocertificazione per gli eredi legittimi

Ci sono dei casi in cui c’è la necessità di un’autocertificazione per gli eredi legittimi.

In certi casi infatti è necessario, per esempio per svolgere le pratiche amministrative relative alla successione o per poter svincolare le somme in banca di un parente defunto, che l’erede dichiari di essere tale e, se occorre, deve indicare anche chi sono i coeredi.

Naturalmente l’autocertificazione è una dichiarazione che viene rilasciata per iscritto e che è firmata dall’interessato.

In questa dichiarazione si indica chi sono gli eredi di una certa persona.

Le autocertificazioni si possono presentare agli organi della Pubblica Amministrazione e ai privati gestori di pubblici servizi, che hanno l’obbligo di accettarle.

Atto sostitutivo di notorietà tra eredi legittimi: quando serve

Quando serve l’atto sostitutivo di notorietà per eredi legittimi?

L’atto notorio degli eredi legittimi è un atto scritto con il quale il dichiarante certifica chi sono gli eredi di una persona, dichiarando in particolare i loro dati anagrafici, quindi il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza e il grado di parentela con la persona che è venuta a mancare.

Potrebbe sembrare molto simile all’autocertificazione e gli usi non differiscono molto, perché l’atto notorio viene utilizzato quando il dichiarante instaura un rapporto con le Pubbliche Amministrazioni e i gestori di servizi pubblici.

Inoltre la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio può essere presentata anche a banche, assicurazioni, aziende, anche se questi soggetti privati non hanno l’obbligo di accettazione.

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio degli eredi deve avere la firma autenticata, che può avvenire tramite l’intervento di un notaio, del segretario comunale, di un dipendente autorizzato dal sindaco o dell’addetto a ricevere l’atto.

Tutte queste persone devono attestare che la dichiarazione è stata firmata in loro presenza dopo che si siano accertati dell’identità del dichiarante, il quale deve mostrare un documento di identità.

Quando gli eredi legittimi possono impugnare la donazione

L’impugnazione della donazione degli eredi legittimi entra in gioco quando viene lesa la quota di legittima spettante agli eredi, ovvero quella quota che, secondo le disposizioni di legge, obbligatoriamente toccherebbe alle persone più vicine, quindi per esempio i coniugi o i figli.

La quota di legittima può essere violata tramite testamento oppure, quando la persona è ancora in vita, attraverso delle donazioni.

In queste circostanze gli eredi possono far valere le loro ragioni in tribunale attraverso ciò che in termini tecnici si chiama atto di riduzione.

Si tratta di una vera e propria azione giudiziaria, che si propone tramite un atto di citazione davanti al giudice, in modo che gli eredi legittimi possano ottenere il ripristino della loro quota.

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