Impugnazione della Donazione di un Immobile: Le Condizioni che Permettono di Ritornare Sui Propri Passi!

impugnazione donazione

Hai mai pensato all’eventualità di regalare un bene, in questo caso un bene immobiliare, e in un secondo momento tornare sui tuoi passi?

Hai mai sentito parlare di “impugnare donazione“?

Sei curioso di sapere come si fa e quali sono le cause e le circostanze che lo permettono?

Continua a leggere e saprai cos’è l’impugnazione donazione e come e quando attuarla.

Impugnazione donazione immobile: che cos’è 

“L’impugnazione donazione di un immobile” o “impugnare una donazione” consiste in un atto giuridico che ti permette di ottenere indietro il bene immobiliare regalato.

Chi dona decide dunque di riprendersi il suo regalo perchè considera il destinatario di quel dono indegno.

Naturalmente il sistema legislativo del nostro paese consente l’impugnazione solo se si verificano alcune condizioni o ragioni ben precise.

Impugnazione di una donazione: quali sono le condizioni che si devono verificare

Le ragioni che permettono di effettuare una l’impugnazione di una donazione sono diverse.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta:

  • violenza: quando il donatario ha esercitato una pressione psicologica o fisica contro il donante per farsi regalare un proprio bene (ad esempio la minaccia di compiere azioni ingiuste contro di lui o di dichiarare un fatto che potrebbe pregiudicare la sua reputazione);
  • dolo: quando il donatario, per farsi regalare un bene, ha ingannato il donatore con un comportamento disonesto che può consistere in artifizi e raggiri grazie ai quali un soggetto cade in errore nel compimento dell’atto;
  • errore: quando il donante effettua una donazione per via di una ragione che in realtà non sussiste (ad esempio un merito del donatario risultato poi inesistente) se l’errore è scusabile e riconoscibile al donatario;
  • violazione delle quote di legittima: la legge attribuisce a determinati eredi di impugnare la donazione posta in vita dal donante.
  • Si tratta degli eredi «legittimari» ossia coniuge, discendenti (figli, nipoti) e ascendenti (genitori, nonni). A questi soggetti, il codice civile garantisce quote fisse sul patrimonio del defunto, quote che non possono essere intaccate neanche dalle donazioni da questi poste durante la sua vita.
  • Quindi, se a seguito dei regali eseguiti a destra e manca – non solo a parenti, ma anche ad amici, ad associazioni e a estranei– il complessivo patrimonio del donante si è impoverito, fino a lasciare i legittimari con una parte minima di beni, cioè inferiore alle quote di legittima, questi ultimi possono impugnare la donazione (“Donazione immobile impugnazione”);
  • incapacità del donante: non si può donare un bene se il donante, in quel momento, è incapace di intendere o di volere.Non è necessaria una formale dichiarazione di interdizione o inabilitazione fatta dal tribunale per attestare l’incapacità del donante, ma è sufficiente uno stato – anche transitorio, momentaneo – di incapacità effettiva, come nel caso del soggetto ubriaco, sotto effetto di psicofarmaci o di stupefacenti;
  • nullità della forma: la legge stabilisce che tutte le donazioni vengano effettuate con atto pubblico, ossia dal notaio e con la presenza di almeno due testimoni. Sono escluse solo le donazioni di modico valore (il «modico valore» viene rapportato alle condizioni economiche del donante). Così, ad esempio, una persona con un reddito di mille euro al mese che regala 20mila euro a uno dei propri figli dovrà farlo con rogito notarile. In tal caso bisogna pagare sempre l’imposta di registro, mentre per quanto riguarda l’imposta sulle donazioni, quando donante e donatario sono padre e figlio, essa è del 4%, ma scatta solo per donazioni di valore superiore a 1milione di euro.

Attenzione alla donazione nulla

Se la forma in questione manca, ad esempio perché la donazione è stata fatta oralmente o con scrittura privata, essa è nulla e può essere contestata da chiunque vi abbia interesse.

Immaginiamo ad esempio un padre che abbia regalato a un solo figlio una consistente somma di denaro bonificandogliela sul conto, ma senza andare dal notaio; l’altro figlio potrà far annullare in qualsiasi momento la donazione per difetto di forma.

Inoltre, si può far annullare anche la donazione di cosa altrui: nessuno si può impegnare a regalare un bene se questo non è ancora entrato nel proprio patrimonio.

Per esempio, un padre non può donare al figlio un’unità immobiliare che intende acquistare in futuro: un impegno simile è nullo, come se non fosse mai stato contratto (a meno che nell’atto si affermi espressamente che il donante sia consapevole dell’attuale non appartenenza del bene al suo patrimonio).

Allo stesso modo, prima della divisione della comunione tra coeredi, uno di questi non può donare la propria quota a un’altra persona.

Quali sono i tempi per impugnare la donazione

Impugnazione donazione tempi: termini e tempistiche sono fondamentali! Vediamo perchè!

Impugnazione donazione termini: l’impugnazione della donazione di un immobile può essere fatta valere entro 5 anni per tutte le cause di annullabilità (violenza, dolo, incapacità del donante, errore), tranne per la violazione della forma e della lesione di legittima.

Per la violazione della forma, l’impugnazione donazione immobile può essere fatta valere in qualsiasi momento, mentre per la lesione di legittima l’impugnazione può essere fatta valere entro 10 anni dall’apertura della successione.

Cosa significa “Impugnazione donazione dopo 20 anni”

L’articolo 563 del codice civile prevede che se il donatario ha alienato a terzi il bene ricevuto in donazione, colui che agisce in riduzione (ossia l’erede legittimario che ritiene di essere stato leso da quella donazione) può chiedere la restituzione del bene anche nei confronti dei successivi acquirenti, purché non siano passati venti anni dalla donazione.

L’azione di restituzione, infatti, si prescrive una volta che sono trascorsi 20 anni dalla donazione, indipendentemente dal fatto che il donante sia ancora in vita o meno (“impugnazione donazione in vita”).

In termine di prescrizione viene sospeso nel caso in cui gli eredi notifichino e trascrivano un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Naturalmente, il diritto a opporsi alla donazione è anche rinunciabile.

Impugnazione donazione dopo la morte del donate: bisogna dunque fare attenzione ai tempi!

In sintesi, si può stare tranquilli solo qualora siano passati 20 anni dalla donazione (o 10 anni dalla morte del donante) e non vi sia stata opposizione da parte degli eredi legittimari, poiché colui che acquista un bene che nel ventennio precedente ha avuto un passaggio per donazione, rischia un’eventuale azione di restituzione nei suoi confronti da parte dell’erede i cui diritti siano stati violati.

Stessa sorte per una eventuale banca o un privato che abbia ipotecato un bene che abbia avuto un titolo di donazione nel ventennio. Può rischiare di perdere la garanzia in seguito all’azione di restituzione che travolge la garanzia stessa.

La guida sulla donazione di un immobile

In questa guida ti abbiamo spiegato tutto ciò che riguarda l’impugnazione di una donazione.

Adesso sei in possesso di tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Se vuoi approfondire notevolmente il tema, in quanto vuoi essere preparato e avere più informazioni, ti consigliamo di leggere la nostra guida in cui spieghiamo tutto sulla donazione di un immobile.

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