Comodante Significato e Differenze con il Comodatario!

191
comodante e comodatario

Il comodante è la persona che dà al comodatario un bene in comodato d’uso.

Quest’ultimo rappresenta un contratto molto interessante, attraverso il quale viene concesso da una parte all’altra un immobile, in modo che il comodante se ne possa servire per un certo periodo di tempo e per un determinato uso.

Il comodante poi ha l’obbligo di restituire lo stesso bene o, in particolare, l’immobile che ha ricevuto.

La caratteristica principale del comodato consiste nel fatto che si tratta di un trasferimento gratuito, secondo la legge rapportabile allo spirito di liberalità e al rapporto di fiducia che interviene tra le parti.

Il comodato d’uso è disciplinato dall’articolo 1803 del Codice Civile.

Ma qual è nello specifico il ruolo del comodante? Qual è il rapporto particolare tra comodante e comodatario?

Se abbiamo già specificato del comodante il significato, cerchiamo di capire ancora più nei dettagli come avviene il comodato d’uso e il rapporto che intercorre in tutti i casi tra comodatario e comodante.

Prima di proseguire vogliamo segnalarti che è fondamentali avere le idee molto chiare pertanto il concetto di “comodatario significato” non deve essere sottovalutato.

Anzi si rivela fondamentale per comprendere le differenze e il significato di “comodante comodatario” di modo tale che leggendo un contratto di comodato d’uso non si abbiano dubbi di nessun tipo.

Per questo motivo abbiamo preparato questo articolo che ti consigliamo:Comodatario Definizione e Cosa si Intende per Comodato d’uso!

Adesso procediamo per ordine!

Cos’è il comodato d’uso

Come già abbiamo avuto occasione di indicare, con il comodato d’uso una parte, chiamata comodante, dà ad un’altra, chiamata comodatario, un bene o, nel caso del settore immobiliare, un’abitazione, in modo che il comodatario possa servirsene per un certo periodo di tempo, per poi obbligatoriamente restituirlo, senza però pagare nulla per tutto il periodo in cui ne usufruisce.

Il comodato d’uso interviene nel momento in cui viene dato il bene.

Il momento in cui il bene passa dal comodante al comodatario può avvenire anche senza formalità particolari.

A volte il tutto viene fatto in forma simbolica, come per esempio, nel caso di un’abitazione, avviene con la consegna delle chiavi.

Molto interessante, anche per definire la dimensione del comodante, è il fatto che spetta sempre a lui, in quanto possessore dell’immobile, tutta quell’operazione di manutenzione che si deve apportare nei confronti della casa.

Inoltre la legge chiarisce bene, anche come è stato fatto con la sentenza della Cassazione numero 3811 del 1995, che il comodatario non può comunque acquistare il possesso ad usucapionem, senza prima cambiare il suo diritto di detenzione del bene in possesso vero e proprio.

Cos’è il comodato d’uso oneroso

Abbiamo già specificato che il comodato d’uso è un contratto, con il quale si dà un bene ad un’altra parte in forma completamente gratuita.

Tuttavia ci sono delle situazioni in cui si parla anche di comodato d’uso oneroso.

È il caso in cui il bene viene concesso ad un’altra parte dopo che quest’ultima ha fornito una determinata prestazione.

Nel caso di un’abitazione, tutto ciò può succedere quando un immobile viene concesso dal comodante al comodatario, in modo che quest’ultimo possa utilizzarlo, però avrà anche il dovere di provvedere alla sua cura.

Quindi in questo caso il godimento dell’immobile è subordinato ad una controprestazione.

Cosa accade in caso di morte del proprietario o del comodante

In caso di morte del comodante che cosa succede?

Come prosegue il comodato d’uso se muore il comodante?

A questo riguardo dobbiamo fare delle specificazioni sul comodato alla morte del comodante.

La morte del comodante costituisce una causa di scioglimento del contratto oppure il comodatario può pretendere che gli eredi del proprietario dell’immobile rispettino la durata del contratto?

In generale bisogna dire che il comodato d’uso ha fine non appena il proprietario della casa richiede l’uso dell’immobile.

Il comodatario deve restituire l’abitazione, anche nel momento in cui sopraggiunga un bisogno del comodante che sia imprevisto e che abbia il carattere di urgenza.

Nel caso della morte del comodante ci sono stati molti pareri che sono risultati da un dibattito intenso a livello di giurisprudenza.

Per esempio secondo la sentenza 8/8548 della Cassazione, il comodato d’uso con il suo contratto ha una natura obbligatoria, per cui gli eredi del comodante sarebbero tenuti a rispettare la scadenza del contratto, quando essa viene stabilita.

Invece, in base a quanto ha affermato la sentenza della Corte di Cassazione 91/4258, gli eredi, alla morte del comodante, avrebbero la possibilità di risolvere il contratto e quindi di avere la restituzione dell’immobile.

Questo parere però è stato mitigato da altri più recenti ordinamenti giurisprudenziali, che hanno messo in evidenza come, anche in caso di morte del comodante, il contratto di comodato d’uso si risolve soltanto se sopraggiungono delle necessità urgenti e che non siano prevedibili.

Gli obblighi del proprietario dell’immobile

Molto importante è anche tutto ciò che riguarda gli obblighi che spettano al comodante e quelli che spettano al comodatario.

Ma non bisogna sottovalutare nemmeno i diritti che spettano sia all’uno che all’altro.

Secondo la legge, il comodatario deve utilizzare il bene che ha ricevuto con la diligenza del buon padre di famiglia.

Non può cedere ad altri il diritto del godimento del bene, a meno che non riceva il consenso da parte del comodante.

Se il comodatario non rispetta queste condizioni, il comodante può richiedere la risoluzione del contratto e la restituzione dell’immobile.

Inoltre ha il diritto di avvalersi della possibilità di ottenere il risarcimento dei danni.

Le spese che vengono sostenute per servirsi del bene sono a carico del comodatario. Tuttavia anche il comodante ha la parte delle sue spese.

Infatti può vedersi chiesto il rimborso da parte del comodatario, quando quest’ultimo si ritrovi a sostenere delle spese straordinarie, che si rendono necessarie per poter conservare in buone condizioni il bene ricevuto.

Inoltre il comodante non può attribuire al comodatario la colpa del deterioramento del bene se questo si deteriora soltanto per effetto dell’uso.

Una certa attenzione deve essere fatta dalla parte che dà il bene, in modo da verificare se il bene dato in comodato d’uso non abbia dei difetti in grado di apportare danno a chi si serve del bene stesso.

Se il comodante conosce questi difetti del bene e lo dà lo stesso in comodato d’uso, non avvertendo il comodatario, può essere tenuto poi al risarcimento nel caso in cui ne consegua un danno.

Il comodante deve essere consapevole anche del fatto che l’abitazione data può essere resa in locazione da parte del comodatario con contratti brevi a titolo oneroso.

Però la legge esclude degli affitti che durino oltre i 30 giorni.

Leggi anche questo articolo: Contratto di sublocazione: come funziona e quali sono i vantaggi!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here