Categoria Catastale C1: Caratteristiche e Tasse da Pagare!

C1 CATEGORIA CATASTALE

Probabilmente avrai sentito parlare di categoria catastale C1.

Ti sei chiesto che cosa significa esattamente?

La C1 categoria catastale indica in maniera specifica i negozi e le botteghe.

La classe catastale è un parametro molto importante, tenuto in considerazione soprattutto quando si tratta di calcolare le tasse e le imposte che devono essere pagate dal proprietario su un immobile.

Ecco perché è indispensabile comprendere fino in fondo l’importanza delle categorie, per sapere come regolarsi nel momento in cui, proprio sulla base delle categorie catastali, ci viene richiesto il pagamento degli importi in termini di tasse.

In particolare le norme prescrivono che con la categoria C1 catastale si indicano quei fabbricati che appartengono a chi ha un immobile che sia minore di un magazzino incluso in un’altra categoria, la categoria C2.

Ma vediamo di preciso che cos’è una categoria catastale e come funzionano le tasse, descrivendo l’eventuale modalità di declassamento da una classe all’altra.

Operiamo in senso di premessa una distinzione fra categoria e classe, indicando come categoria catastale un elemento che si attribuisce in base all’uso di destinazione e come classe un parametro che identifica il grado di produttività delle unità immobiliari.

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Cosa sono le categorie catastali

Le categorie catastali costituiscono un indice fissato dall’Agenzia del Territorio.

Per definire questo indice si utilizzano degli elementi identificativi per descrivere un immobile che sono standardizzati.

Attraverso le categorie catastali si descrivono le tipologie degli immobili.

Dettagliatamente i gruppi sono 6, per differenziare le destinazioni degli immobili.

All’interno poi vengono operate altre differenze, che riguardano anche lo stato e il pregio del fabbricato.

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Cosa comprende la categoria C1

La categoria C in generale indica i locali destinati ad un uso commerciale.

Bisogna però distinguere, perché alcuni dei fabbricati compresi in quest’ambito non possono essere intesi a scopo di lucro.

In dettaglio la categoria C1 si riferisce, come abbiamo già specificato, ai negozi e alle botteghe, ma anche a locali che prestano un servizio.

Si tratta di quei locali che vengono utilizzati per un commercio diretto, per condurre affari e per esercitare la vendita al pubblico.

Pertanto possiamo includere nella categoria catastale C1: negozi, barbieri, parrucchieri, orologiai, bigliettai, ambulatori medici e ancora ristoranti, panetteria, bar, trattorie.

Il calcolo della consistenza della categoria C1

Per attribuire la categoria catastale C1 si utilizza un criterio molto importante.

Si tratta del metro quadro.

In base ad esso viene stabilita la rendita catastale, che poi incide nel modo in cui vengono calcolate le tasse da pagare.

Bisogna specificare che di solito, quando si calcola la consistenza catastale relativamente a questa categoria, è prassi conteggiare al 100% la superficie netta del locale.

Si considerano poi al 50% i locali accessori, come possono essere i bagni, i ripostigli e i retronegozi, che si trovano nello stesso piano del locale diretto alla vendita.

Vanno considerai al 25-30% i locali accessori interrati oppure che siano disposti ai piani superiori.

Esempio pratico

Facciamo un esempio per renderci meglio conto di che cosa comporta tutto ciò.

Mettiamo il caso, ad esempio, di un negozio con 50 metri quadri di superficie dedicata alla vendita e alla sosta dei clienti e con 40 metri quadri che corrispondono al retro.

Quindi i metri quadri 40 vengono calcolati al 50%, per cui corrispondono a 20 metri quadri.

La consistenza reale totale che viene calcolata è quella derivante dalla somma di 50 metri quadri più 20 metri quadri, ovvero 70 metri quadri.

Bisogna quindi distinguere lo scarto che si viene a creare fra la consistenza presente sulla visura catastale, che è appunto di 70 metri quadri, e quella che si riferisce al dato totale della metratura, che invece è pari a 90 metri quadri.

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Il cambio categoria

A volte può avvenire, anche per il sorgere di determinate esigenze, il cambio categoria catastale da C2 a C1.(QUI ti spieghiamo tutto sulla categoria catastale C2).

Per esempio si potrebbe passare da C2 a C1, anche per avere più opportunità di affittare un determinato locale.

Quindi i magazzini e i locali di deposito possono diventare altri tipi di locali, adattandoli ed adibendoli ad un’altra destinazione d’uso, in particolare negozio e bottega.

Per avvenire questo cambio deve essere fatta una richiesta al Comune.

I tecnici comunali hanno il compito di verificare se tutto ciò può essere realizzato in conformità alle norme.

Quindi hanno il dovere di accertare se il cambiamento è ammissibile dal punto di vista urbanistico.

In genere il cambio d’uso, senza che siano realizzate opere di edilizia specifica, viene sottoposto comunque ad una verifica comunale.

Però di solito, dopo che si è ottenuta l’autorizzazione rilasciata dal Comune, è possibile effettuare delle opere di adeguamento.

Poi, dopo la verifica da parte dei tecnici comunali, si procede alla variazione catastale.

In gergo tecnico il procedimento con cui si verifica la variazione si chiama DOCFA.

Con questa procedura si avvisa il Catasto per avere un cambiamento del pagamento delle imposte ai fini reddituali.

Le tasse da pagare

Come abbiamo già specificato, la categoria catastale è molto importante anche per determinare le tasse e le imposte da pagare da parte del contribuente in relazione all’immobile di riferimento.

Il tutto è determinato dalla rendita catastale di un determinato immobile, in collegamento alla classe catastale.

È chiaro come ci possa essere un collegamento logico, perché la classe catastale viene attribuita in base a dei parametri di riferimento che possono cambiare la qualità dell’immobile stesso.

La classe catastale dipende infatti dalla qualità urbana del contesto in cui l’immobile si trova collocato, quindi per esempio la presenza di servizi o di infrastrutture specifiche.

Inoltre si considera la qualità ambientale, che può essere dettata dal pregio o dal degrado del paesaggio e delle tipologie naturalistiche di riferimento.

Altri fattori molto importanti che incidono sulla classe catastale e quindi sul valore dell’immobile e di conseguenza sull’importo da pagare sono la zona di mercato immobiliare e le caratteristiche edilizie dell’immobile, come la sua esposizione o il grado di rifinitura.

Facciamo un esempio.

Mettiamo il caso di due negozi simili anche dal punto di vista della metratura della superficie che si trovano in due diverse zone della città, il centro e la periferia.

Secondo la norma, il negozio che si trova in centro ha più valore del negozio in periferia.

Quindi, pur appartenendo entrambi alla categoria catastale C1, la classe può differire, perché dipende dalla redditività e di conseguenza, maggiore è il numero della classe, più alti saranno gli importi da pagare in termini di tasse.

La guida su tutte le categorie catastali A B C D E F

In questa guida ti abbiamo spiegato sulla categoria catastale C1.

Naturalmente conoscere ed essere ben informato su tutte le categorie catastali è importante.

Per questo motivo noi di Likecasa abbiamo creato una guida su tutte le categorie catastali facilmente consultabile con all’interno tabelle riassuntive molto utili.

Non perderla: Categoria Catastale: Elenco di Tutte le Categorie Catastali A B C D E F! Caratteristiche e Differenze!

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