Categoria Catastale A10: Requisiti Fondamentali e Come Funziona L’affitto!

categoria catastale a10 uso abitativo

La categoria catastale A10 è, fra le categorie catastali, quella che si riferisce agli uffici e agli studi privati.

Quindi rientrano in questa categoria quegli immobili che hanno delle caratteristiche tali da essere destinati allo svolgimento di un’attività professionale.

Quando ci rifacciamo alle caratteristiche, intendiamo soprattutto la tipologia, la dotazione che riguarda gli impianti e le finiture.

La classe catastale è sempre quella del gruppo A.

Ma quali specificità ha la A10 categoria catastale?

Naturalmente non si tratta di immobili destinati ad uso abitativo e, se si vuole adibire la categoria catastale A10 ad uso abitativo, bisogna procedere in maniera particolare.

Le normative infatti definiscono quali sono per la “categoria catastale A10 requisiti fondamentali da non dimenticare”.

Inoltre le norme stabiliscono cosa si deve fare nel caso in cui si voglia procedere al cambiamento della destinazione d’uso di una categoria catastale A10.

Vuoi saperne di più sulla categoria A10 catastale?

Andiamo avanti e procediamo con ordine!

Il pagamento delle tasse

Le tasse relative ad un immobile vanno pagate a seconda della categoria di riferimento.

Quindi l’importo delle imposte relative ad un immobile può cambiare a seconda che ci riferiamo ad una categoria piuttosto che ad un’altra.

Si tratta di imposte come per esempio la Tasi e l’Imu.

Vediamo in particolare per la categoria catastale A10 come si determina il pagamento dell’Imu.

Per il pagamento dell’Imu in particolare bisogna considerare la rendita catastale, che va rivalutata del 5% e poi deve essere moltiplicata per un coefficiente di categoria stabilito dalla legge.

Questo coefficiente corrisponde ad un determinato moltiplicatore catastale, che può variare proprio in considerazione della classe di riferimento.

Per esempio per i fabbricati della categoria catastale A, esclusi quelli che rientrano nella categoria catastale A10, il moltiplicatore è 160.

Nel caso invece di immobili che fanno parte della categoria catastale A10, il moltiplicatore da prendere come punto di riferimento è 80.

Non bisogna dimenticare che ci sono alcuni casi in cui il valore della rendita può essere influenzato, come per esempio nelle situazioni in cui si è proceduto a delle ristrutturazioni.

Per calcolare la rendita catastale, devi essere in possesso di alcuni dati che si riferiscono sempre al catasto.

Devi sapere il Comune, la sezione, il foglio, la particella.

Puoi richiedere anche una visura catastale presso il Catasto o facendo riferimento ad un’Agenzia del Territorio.

La rendita catastale è ottenuta moltiplicando la tariffa d’estimo per la consistenza dell’immobile.

Per la rivalutazione ai fini Imu, come abbiamo già detto, deve essere aumentata del 5%.

Cosa fare in caso di locazione ad abitativo e ad uso ufficio

Se hai un immobile appartenente alla categoria catastale A10, potresti anche pensare di darlo in locazione sempre come ufficio o come luogo in cui svolgere un’attività professionale.

Tieni conto del fatto che, per dare in locazione un immobile appartenente alla categoria catastale A10, non puoi utilizzare un fac simile di contratto d’affitto come quelli che di solito si utilizzano per le locazioni di tipo abitativo.

Bisogna utilizzare un contratto specifico per uffici.

Se vuoi utilizzare l’immobile appartenente alla categoria catastale A10 come abitazione o se lo vuoi affittare proprio come uso abitazione, occorre chiedere obbligatoriamente il cambio di destinazione d’uso.

Come fare il cambio di destinazione d’uso

Per cambio di destinazione d’uso si intende ogni forma di utilizzo dell’immobile diversa da quella originaria.

Può essere inteso anche come cambiamento il passaggio ad un’altra categoria funzionale, non necessariamente con l’esecuzione di opere.

Ci sono comunque alcuni criteri da tenere in considerazione, che sono prescritti anche dalle norme.

Per esempio ci sono delle precise prescrizioni a livello igienico sanitario, bisogna rispettare le superfici minime e il rapporto tra le superfici finestrate e quelle dei locali.

In ogni caso si fa riferimento al piano regolatore e al regolamento urbanistico.

Nel caso dell’A10 esiste un rapporto tra categoria catastale A10-cedolare secca.

Quest’ultima agevolazione può essere applicata soltanto se si richiede il cambio di destinazione d’uso.

Il cambio di destinazione d’uso può essere, nel caso della categoria catastale A10, anche piuttosto conveniente, se intendi fare un investimento su un immobile.

Infatti considera che nell’acquisto generalmente il prezzo al metro quadro di un ufficio è inferiore a quello di un appartamento.

Quindi potresti benissimo approfittare della convenienza del prezzo per comprare un ufficio, per poi richiederne il cambio di destinazione d’uso e farlo diventare un’abitazione, sempre rispettando quei criteri generali stabiliti dalle norme.

Tempi e costi del cambio di destinazione d’uso

Ma qual è l’iter da seguire nel caso tu voglia chiedere il cambio di destinazione d’uso di un immobile rientrante nella categoria catastale A10?

Innanzitutto devi consultare un tecnico, in modo da trovare tutti i documenti relativi all’immobile che sono stati depositati negli archivi comunali.

Quindi si tratta di trovare permessi di costruzione, concessioni e agibilità.

Il professionista procede ad una richiesta di visura delle pratiche, per la quale molte volte, a seconda dei Comuni, occorre prendere un appuntamento presso gli uffici comunali.

Il professionista poi esegue un rilievo e verifica la regolarità urbanistica dell’immobile.

Dopo questo si passa alla verifica dei requisiti dal punto di vista igienico sanitario.

Per esempio potrebbe essere necessario progettare la creazione di nuovi spazi.

Soltanto in questo modo si può passare alla stesura del permesso e delle relative autorizzazioni.

Il tutto dovrebbe essere fatto nel giro di circa due mesi, in modo da avere pronta la pratica urbanistica da presentare.

I tempi possono variare in base alla necessità di trovare i documenti dell’immobile facendo riferimento all’archivio comunale.

Inoltre devi sempre considerare la situazione degli impianti, perché con il cambio di destinazione d’uso gli impianti devono essere ben sistemati secondo la loro specificità e devono essere dotati di un certificato di conformità.

Naturalmente anche i costi del cambio di destinazione d’uso, anche nel caso della categoria catastale A10, possono variare in base alle necessità del caso.

Tieni presenti gli oneri di urbanizzazione e i diritti di segreteria, che corrispondono a circa 1.000 euro ogni 10 metri quadrati, e l’eventualità di apportare degli interventi edilizi per rispettare i requisiti normativi, come possono essere per esempio la messa a norma degli impianti, l’allargamento dei vani, l’apertura di eventuali finestre.

Inoltre metti in conto anche l’onorario del professionista che seguirà la tua pratica.

Ti consigliamo di leggere: Contratto di locazione ad uso commerciale: di cosa si tratta e come funziona!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here