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TASI e TARI: quali sono le differenze e le caratteristiche

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tasi e tari

Negli ultimi anni hai sentito parlare delle tasse su rifiuti sotto forma di una quantità sempre più considerevole di acronimi e sigle.

Spesso così simili da essere confuse, ti hanno trasmesso molte incertezze sulle loro caratteristiche e differenze, tanto da non sapere quale tassa avevi già pagato e quale ancora mancava all’appello.

Se vuoi schiariti le idee puoi cominciare da questo articolo che si concentra proprio su due tasse dagli acronimi quasi identici, la differenza nel nome sta soltanto in una lettera, ma nella realtà si tratta di due imposte differenti, entrambe da pagare e neanche in modo così semplice, a dire il vero.

Vediamo che tipo di tasse sono la Tari e la Tasi, analizziamo nei dettagli le loro differenze e le loro caratteristiche, vediamo quando scadono, in quante rate sono state divise, come funzionano, come si calcolano, come si pagano e chi ha l’obbligo di pagarle.

Solo in questo modo, sarai certo di aver adempito ai tuoi obblighi di cittadino e nessun acronimo potrà mai più confonderti in materia di rifiuti. Partiamo dalla Tasi, vediamo di cosa si tratta e poi passiamo alla Tari.

Che cos’è la Tasi

La Tasi è la Tassa sui Servizi Indivisibili, un’imposta comunale istituita dalla Legge di Stabilità del 2014. Si applica a tutti gli immobili situati sull’intero territorio nazionale e riguarda sia le prime che le seconde case, gli uffici, le pertinenze, i negozi e i capannoni. L’unica eccezione è rappresentata dai terreni agricoli, esclusi dal pagamento di questa forma di tributo comunale.

Sono obbligati a pagarla in diversa misura sia i proprietari delle unità immobiliari, sia gli inquilini in possesso di regolare contratto di locazione che si trovano all’interno degli immobili in questione. C’è la possibilità di pagare l’imposta in due rate, una di acconto e una (la seconda rata) che salda la cifra prevista. In alterativa, si può effettuare il pagamento in una volta sola, alla fine, alla seconda e ultima scadenza prevista per saldare l’intero importo.

A partire dal 2016 la Tasi non è più dovuta sugli immobili adibiti ad abitazioni principali, ad eccezioni di quelle case di lusso con categoria catastale A/1, A/8, A/9.

Che cos’è la TARI

La Tari è la nuova Tassa sui rifiuti, istituita anch’essa come la Tasi, in seguito alla Legge di Stabilità. Questa imposta segue un principio specifico, quello del “chi inquina paga” che va a colpire soprattutto chi vive e risiede nelle abitazioni; non è diretta ai proprietari delle unità immobiliari. Quindi, si tratta di un tributo che va a gravare soprattutto sulle spalle di inquilini con regolare contratto di locazione e sui titolari degli immobili. Imposta destinata soprattutto a finanziare i costi di servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti a carico dell’utilizzatore.

Quali sono le scadenze della TASI

Dopo aver capito Tari e Tasi cosa sono e a che cosa si riferiscono esattamente questi acronimi riguardanti le imposte sui rifiuti, andiamo a vedere quali sono le scadenze Tari e Tasi e con quali criteri vengono stabilite

La scadenza della Tasi non è arbitraria, ma dipende dalle tempistiche variabili con le quali i comuni hanno determinato le diverse aliquote applicate alle unità immobiliari sul territorio di loro riferimento. Ci sono stati circa seicento comuni che non hanno emesso la delibera in tempo, costringendo i cittadini a pagare la Tassa sui Servizi Indivisibili (Tasi) in un’unica soluzione e applicando un’aliquota di base pari all’1 per mille. Ma come si fa a conoscere l’elenco con tutte le delibere dei comuni con tutte le relative date è scadenze? È semplice, può essere consultato agevolmente dal sito del Ministero delle Finanze.

Quali sono le scadenze della TARI

Come abbiamo appena avuto modo di vedere, le tasse Tari e Tasi non hanno delle scadenze valide su tutto il territorio nazionale. Anche nel caso della Tari sono i comuni, ognuno a propria discrezione, a decidere le date di scadenza dell’imposta sui rifiuti. Sono loro, in autonomia, a fissare la data delle diverse rate della Tari.

Come si pagano la TARI e la TASI

Le modalità di calcolo dell’importo e di pagamento di Tasi e Tari non sono scontate.

La Tasi, in particolare, è una tassa con una certa complessità insita nelle modalità di calcolo della cifra destinata al tributo, ragion per cui porta notevoli problemi.

Quello principale è il fatto che ciascun contribuente è costretto a calcolare per conto proprio l’imposta in quanto le amministrazioni comunali non comunicano l’importo dovuto e il procedimento per arrivare al totale della cifra destinata a ciascun contribuente è piuttosto complicato e tutt’altro che scontato.

Il metodo da applicare per calcolare l’importo giusto per la Tari è il seguente: bisogna partire dalla rendita catastale dell’immobile e rivalutarla al 5%. Dopo di chè è necessario moltiplicarla per un coefficiente pari a 160 se si tratta di una casa, a 80 per gli uffici, a 55 per i negozi, a 65 per gli immobili strutturali.

Il risultato ottenuto va moltiplicato per le aliquote stabilite dai singoli comuni italiani. Al totale vanno sottratte eventuali detrazioni. Gli inquilini dovranno pagare una quota della Tasi compresa tra il 10 e il 30%, come stabilito dalle amministrazioni comunali.

Vista la complessità della procedura, per essere più sicuro, ti consigliamo di rivolgerti a un Caf, cioè a un Centro di Assistenza Fiscale che può aiutarti nel compiere le operazioni e a essere sicuro di aver calcolato l’importo giusto per la tassa.

La base imponibile dai comuni per la Tasi è pari allo 0,1% che possono decidere se annullarla o aumentarla a un massimo dello 0,25%, considerando che la somma di Tasi e Imu non può essere superiore all’1,06%.

Per quanto riguarda invece la modalità di calcolo e di pagamento della Tari è senza ombra di dubbio più semplice rispetto alla Tasi.

L’importo esatto viene calcolato dai diversi comuni sulla base delle dimensioni dell’abitazione e del numero di persone che vi risiedono.

La tariffa precisa è determinata dal D.P.R. N,158/99 che sancisce la copertura di tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani. In alternativa, sempre nel rispetto del principio “chi inquina paga”, i comuni possono commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti.

Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti.

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