Guida alle tasse della casa

Imposta di registro seconda casa: che cos’è e quando si paga!

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imposta di registro seconda casa

Se già possiedi una prima casa di proprietà e stai pensando di acquistarne una seconda, magari per fare un investimento e concederla in affitto, devi sapere che oltre alla spesa vera e propria dell’unità immobiliare da acquistare c’è quella prevista per la tassazione sull’acquisto della seconda casa.

Ma di cosa parliamo realmente, quando parliamo di tasse sulla seconda casa?

Le tasse sono tributi che chiunque riceve un servizio pubblico è tenuto a versare.

Per esempio, una tassa dovuta da chi possiede una seconda casa è la TARI. Si tratta del costo per godere del servizio di raccolta dei rifiuti.

Invece, l’imposta di registro che approfondiremo nel corso di quest’articolo, fa parte di una serie di somme da pagare in assenza di un servizio pubblico, quali l’IVA, l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria.

A differenza dell’acquisto prima casa, in cui il fisco si dimostra più benevolo concedendo delle agevolazioni, per l’acquisto della seconda non è affatto così, non viene concesso alcun bonus e nessuna condizione vantaggiosa; al contrario, l’acquisto di una seconda casa, dal punto di vista fiscale, diventa un impegno abbastanza gravoso.

Ora analizziamo in maniera più approfondita una delle imposte che, unita alle altre, aumenta lo sforzo economico per acquistare una seconda casa, l’imposta di registro acquisto seconda casa, e cerchiamo di capire insieme anche come avviene il calcolo imposta di registro seconda casa.

Pertanto se ti trovi sul punto di compiere questo passo importante potrai prevedere ogni dettaglio dello sforzo economico che stai per compiere, valutando se davvero può essere un’operazione vantaggiosa per te e per le tue finanze.

Iniziamo e vediamo innanzitutto di cosa si tratta, poi vediamo come si calcola e ci facciamo un’idea del costo effettivo.

Imposta di registro sull’acquisto della seconda casa: di che cosa si tratta?

L’imposta di registro acquisto seconda casa fa parte a pieno titolo della tassazione che riguarda la seconda casa e consiste, in linea di massima, nel versamento di una cifra pari al 9% che deve essere pagata per la registrazione di una scrittura pubblica o privata.

Quando si compie un atto di compravendita per l’acquisto della seconda casa bisogna pagare questa tassa che è un’imposta per la registrazione del trasferimento di ricchezza, un’imposta indiretta che grava sulla ricchezza e, in particolare, su ogni suo trasferimento.

L’imposta di registro viene applicata sugli atti giudiziari, infatti l’Agenzia delle Entrate può fare richiesta di pagamento della tassa a tutte le parti in causa, al di là dell’esito dell’udienza.

Quindi, tutte le parti coinvolte nell’atto giudiziario possono dover pagare l’imposta di registro e, nel caso, hanno l’obbligo di pagarla.

Esiste però anche il principio di soccombenza, secondo il quale il pagamento dell’imposta di registro è riservato alla parte che si occupa di versare le spese legali.

Lo scopo principale della tassa è quello di creare un’entrata fiscale e di offrire allo Stato una remunerazione per il servizio che offre ai privati, in grado di tenere traccia di particolari atti, conferendogli certezza giuridica.

Abbiamo parlato di una quota pari al 9%, ma ci possono essere delle piccole variazioni rispetto alla quota effettiva da versare in termini di imposta, a seconda di alcune differenze che consistono essenzialmente nel cambiamento del soggetto dal quale acquistiamo la seconda casa, soggetto che può essere rappresentato non solo da un privato, ma anche da un’impresa.

So che sei stai pensando di acquistare una seconda casa magari questo non è la prima eventualità che ti viene in mente, ma può esserti molto utile sapere che, qualora ti capitasse di essere in una situazione analoga, potresti avere un margine di risparmio sulla quota delle tasse acquisto seconda casa.

Se dovessi scegliere di acquistare la seconda casa da un’impresa, nel caso dell’imposta di registro che è la tassa che stiamo approfondendo in questo articolo, è fissata in misura del 9%.

Se acquisti la seconda casa da un’impresa di costruzione entro 5 anni dalla fine della costruzione, il venditore può scegliere di applicare l’IVA.

Se, invece, acquisti una “casa popolare”, ovvero un alloggio sociale, il venditore può sottoporre la transazione a IVA.

In ogni caso, sia l’imposta di registro, che l’imposta ipotecaria e catastale avranno un importo di 200 euro, per un totale di 600 euro. Se, invece, acquisti la seconda casa da un privato – più precisamente da una qualsiasi persona fisica – ci ritroviamo nel primo caso cui abbiamo accennato in apertura del paragrafo, ovvero fa parte delle tasse sull’acquisto della seconda casa un’imposta di registro proporzionale, in misura del 9%.

Come si calcola l’imposta di registro sulla seconda casa

Imposta di registro seconda casa calcolo: il calcolo imposta di registro seconda casa si basa sulla moltiplicazione della rendita catastale, rivalutata del 5%, per il coefficiente 120.

Al risultato che si ottiene, va applicata l’imposta di registro del valore del 9%.

Ma facciamo un esempio più concreto così potrai capire in che cosa consiste anche il risparmio che potresti ottenere se hai acquistato un’unità immobiliare con una rendita catastale del valore di 1000 euro, pagandola 200.000 euro, il calcolo imposta registro seconda casa sarà il seguente: se applichi la regola del prezzo-valore, la base imponibile è1000 * 1,05 * 120 = 126.000 euro.

L’imposta di registro del 9% che dovrai pagare in questo caso sarà pari a 11.340 euro

Se non applichi la regola del prezzo-valore, l’imposta di registro seconda casa si calcola sul valore di 200.000 euro, quindi andresti a pagare 18.000 Euro.

In quest’ottica, un risparmio del valore di 6.660 euro non è da trascurare affatto. Un’altra informazione utile a proposito di imposta di registro può essere sapere quando va pagata.

L’imposta di registro seconda casa, insieme anche ad altre due imposte che fanno parte a pieno titolo della tassazione sull’acquisto della seconda casa, ovvero l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, vanno pagate al momento della registrazione dell’atto di compravendita dell’unità immobiliare e, cioè, devono essere versate dal notaio che stila l’atto di compravendita per l’acquisto di una seconda casa, come spese che ovviamente sono al di fuori della parcella che gli spetta per la stesura dell’atto stesso.

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