Contratto transitorio o Contratto di affitto temporaneo: quanto e quando conviene?

contratto transitorio

Il contratto transitorio conosciuto anche come contratto locazione uso transitorio è un contratto di locazione che viene utilizzato soltanto per esigenze di carattere temporaneo.

Sicuramente hai sentito parlare del contratto affitto temporaneo ammobiliato una dicitura non propriamente corretta che indica comunque il contratto a uso transitorio.

Quando viene stipulato un contratto di locazione transitorio, il locatore mette a disposizione dell’inquilino la possibilità di usufruire di un immobile per un periodo limitato di tempo.

Con la stipula di un contratto di affitto transitorio, il conduttore si impegna a pagare un corrispettivo per tutta la durata dell’affitto.

Questo tipo di contratto di locazione ad uso transitorio può essere stipulato per esigenze lavorative o per altri motivi che, per esempio, possono riguardare la salute.

Va completamente distinto dal contratto transitorio per studenti, che è un’altra forma di locazione con contratto ad uso transitorio riservata agli studenti universitari che hanno bisogno di abitare in sede per frequentare le lezioni e per motivi di studio.

Ma vediamo che cosa dispone la normativa per il contratto d’affitto transitorio e quali sono le caratteristiche principali del contratto di locazione ad uso abitativo transitorio.

Contratto transitorio di locazione: le caratteristiche

Contratto uso transitorio significato? Ci siamo! Ti spieghiamo quali sono le caratteristiche prevalenti di questa tipologia di contratto.

Il contratto a uso transitorio o contratto affitto uso transitorio deve essere stipulato in forma scritta. A questo scopo si possono utilizzare gli appositi modelli messi a disposizione dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Sono quelli che troviamo allegati al decreto ministeriale del 30 dicembre 2002.

In questo tipo di accordo scritto, anche quando si tratta di un contratto di locazione transitorio ammobiliato, bisogna inserire i dati generali che riguardano le parti che sottoscrivono l’accordo.

Va descritto l’immobile oggetto della locazione, deve essere specificato l’importo del canone da pagare da parte dell’inquilino e devono essere indicate le modalità di versamento.

Inoltre devono essere inserite la durata del contratto di locazione e la clausola mediante la quale l’inquilino dichiara di aver ricevuto l’attestazione di prestazione energetica.

Nel contratto va indicata l’esigenza transitoria, che è il motivo per cui si stipula la locazione.

Deve essere allegata la documentazione adatta a dimostrare questa esigenza transitoria. Per esempio, se il contratto di locazione viene stabilito per esigenze lavorative, potrà essere allegato il contratto di lavoro.

È molto importante indicare questa documentazione, perché altrimenti il contratto stipulato non avrà più natura transitoria e rientrerà nelle tipologie di contratto di locazione a canone libero.

In questo caso la sua durata sarà di 4 anni e poi potrà essere rinnovato per altri 4.

La durata del contratto di locazione transitorio invece deve essere necessariamente compresa tra un mese e 18 mesi. Ricordiamo a tale proposito che, quando il contratto supera i 30 giorni, obbligatoriamente deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

A chi conviene il contratto locazione transitorio?

Il contratto transitorio conviene maggiormente a coloro che hanno trovato lavoro in una nuova città e non sanno con esattezza per quanto tempo rimarranno li in quanto molto della loro vita dipende dal rinnovo del contratto di laboro.

Ecco perchè molto spesso negli annunci immobiliari si legge la dicitura contratto transitorio per lavoratori o contratto abitativo ad uso transitorio.

Questa tipologia di contratto di affitto può essere l’ideale anche per coloro che devono frequentare un master la cui durata è di circa un anno.

Vediamo adesso con esattezza come funziona la cedolare secca applicata al contratto transitorio.

Contratto transitorio: cedolare secca

Anche con il contratto di locazione transitorio la cedolare secca può essere applicata. Con il contratto transitorio con cedolare secca, il locatore usufruisce di un regime fiscale agevolato e quindi è esente dal pagamento delle tasse dovute sui redditi di locazione.

Quindi non paga l’Irpef e le tasse addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

Riguardo la cedolare secca trovi approfondimenti e informazioni interessanti in questi due articoli:

Per quanto riguarda il tipo di canone da stipulare in queste forme di accordi, la legge stabilisce che il canone può essere oggetto di una libera pattuizione.

A questa regola fanno eccezione alcune città che sono chiamate ad alta tensione abitativa.

Si tratta di centri come Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Venezia, Genova, Palermo, Catania, Napoli e Bari, i Comuni che confinano con queste città e i capoluoghi di Provincia in generale.

In questi casi, infatti, per la stipulazione del canone tra le due parti si deve tenere conto delle cifre stabilite mediante appositi accordi territoriali.

La storia del contratto di locazione ad uso transitorio è molto antica. In passato questo tipo di contratto veniva detto uso foresteria. Con il tempo però si sentì il bisogno di regolamentare meglio questi accordi, perché sorsero diverse complicazioni nell’applicazione concreta dei contratti ad uso foresteria.

La stessa giurisprudenza avvertì l’esigenza di introdurre contratti destinati proprio alla finalità temporanea.

I contratti uso foresteria spesso diventavano oggetto di abusi e venivano stipulati anche non tenendo conto dell’esigenza temporanea.

Una vera disciplina legislativa per quanto riguarda i contratti di natura transitoria si è avuta nel 1998.

Le norme applicate furono molto rigorose dal punto di vista burocratico, per questo si stabilì l’intento di scoraggiarne il farvi ricorso, almeno evitando gli eccessi.

Anche la Cassazione nel 2017 è intervenuta su tale materia dei contratti di locazione ad uso transitorio.

La Suprema Corte ha stabilito l’importanza della natura transitoria delle esigenze abitative del conduttore ed ha affermato che questa transitorietà non deve essere desunta dal termine di durata stabilito tra le due parti. La transitorietà deve essere desunta dalla natura stessa dell’esigenza abitativa.

Inoltre già precedentemente la Cassazione era intervenuta insistendo sempre sulle reali esigenze abitative di carattere transitorio, dichiarando che il locatore è obbligato a conoscerle fin dal principio, fin dal momento della stipula del contratto.

A volte la transitorietà può derivare da un’esigenza del locatore.

Anche quest’ultimo, secondo le norme di legge, ha l’obbligo di comunicare questa esigenza prima della scadenza del contratto di locazione.

Se il locatore non si attiene a questo obbligo, il contratto automaticamente diventa ordinario e quindi è soggetto ad un altro tipo di durata, normalmente 4 anni con la possibilità del rinnovo automatico per altri 4.

Contratto di affitto transitorio: quanto conviene?

Negli anni si è istituito un grosso dibattito sulla convenienza di affittare stabilendo un contratto di natura transitoria.

Molti sono convinti che affittare casa in questo modo possa comportare dei rischi per il locatore.

Secondo alcuni ci si può ritrovare in presenza di lavoratori che possono essere considerati dei veri e propri avventurieri, che tentano di cambiare città, anche se le loro condizioni economiche non sono molto solide.

È logico quindi che il locatore in casi di questo genere tenda a chiedere delle garanzie, in modo da non ritrovarsi ad affrontare dei rischi con il passare del tempo.

L’inquilino da parte propria, vivendo lontano dalla sua residenza abituale, può usufruire di una detrazione fiscale che si rivela vantaggiosa.

Ma vale anche il discorso contrario, infatti non è detto che il contratto di locazione di natura transitoria non si riveli una buona occasione di guadagno per il locatore.

Quest’ultimo si ritrova nella possibilità di poter contare su una certa rotazione degli inquilini e quindi di poter affittare l’immobile di sua proprietà ad un’utenza che si ritrova ad avere una liquidità tale da potersi permettere di spostarsi per periodi diversi di città in città, senza incontrare molte difficoltà.

Questo si rivela vero anche nel caso in cui si stipuli un contratto di natura transitoria per studenti universitari.

Il contratto transitorio d’affitto conviene e va bene in tutti i casi di affitto temporaneo. Alcuni esempi di inquilino potrebbero essere gli studenti universitari, impiegati che fanno continue trasferte, studenti che frequentano un master, ecc ecc

I contratti di affitto transitori obbediscono ad una normativa diversa, però in ogni caso per il locatore può essere una buona opportunità.

Infatti è molto difficile che una famiglia che non abbia molte possibilità economiche riesca a mantenere uno studente lontano dalla propria città di residenza.

Quindi, considerando questo aspetto, il proprietario dell’immobile può contare sulla sicurezza che la famiglia dello studente provveda al pagamento di tutte le spese che lo riguardano, compreso il canone di affitto.

Come per ogni altro contratto di locazione, la convenienza deve essere stabilita caso per caso, tenendo presente tutti i fattori che intervengono nella stipula dell’accordo stesso tra le due parti.

Se proprio non si riesce da soli a comprendere la convenienza del contratto, ci si può rivolgere ad un consulente finanziario, che, grazie alle sue competenze, sarà sicuramente capace di consigliarci al meglio.

Riguardo i contratti di affitto abbiamo raccolto molte informazioni utili!

Ecco tutti i tipi di contratto:

 

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