Certificato di Agibilità, Come Ottenerlo e chi lo Rilascia: Tempi, Costi e Procedura

Il certificato di agibilità, che è stato introdotto con il Testo Unico dell’Edilizia come da riferimento D.P.R 380/2001 è un certificato di enorme importanza.

Si tratta infatti del documento che attesta non solo la vivibilità degli ambienti, ma che si preoccupa al tempo stesso d indicare:

  • l’omologazione degli impianti installati nell’edificio;
  • la sussistenza delle condizioni di sicurezza degli ambienti;
  • la presenza degli standard minimi per quanto riguarda salubrità e igiene degli stessi;
  • la presenza delle strutture e delle tecnologie adatte a garantire risparmio energetico, inserendo contestualmente l’abitazione in una delle categorie previste dalla legge.

Si tratta dunque di un documento fondamentale per l’abitazione, anche se potremmo essere entrati in possesso del nostro immobile, sia nel caso in cui l’avessimo acquistato dal costruttore, sia nel caso in cui invece l’avessimo acquistato dal vecchio proprietario, senza appunto il suddetto certificato.

Come richiederlo allora? Qual è il percorso burocratico che dobbiamo prepararci ad affrontare? Di quale documentazione avremo bisogno? Servirà l’assistenza di specialisti o no?

Risponderemo a questa e ad altre domande nel corso di questa guida sul certificato di abitabilità. Vediamo come richiedere ed ottenne il certificato di agibilità per l’immobile di nostra proprietà.

I documenti necessari per richiedere il certificato di agibilità

“Agibilità immobili” o “Agibilità casa”: un concetto su cui vogliamo fare subito chiarezza!

Il certificato di agibilità va richiesto allo Sportello Unico dell’Edilizia, locato nel comune nel quale si trova l’immobile. La documentazione minima per poter richiedere quello che è il certificato in questione è la seguente:

  • la ricevuta dell’ex Agenzia del Territorio, che certifica l’avvenuta richiesta di accatastamento dell’immobile;
  • la dichiarazione, e va fatta da chi richiede il certificato, che attesti sia la conformità dei lavori seguiti rispetto al progetto che era stato approvato, sia la situazione dei muri, ovvero la loro asciugatura, sia l’attestazione della salubrità di tutti gli ambienti dell’immobile;
  • la dichiarazione che attesta la conformità degli impianti installati; si tratta di un certificato che va rilasciato dall’impresa che li ha installati; contestualmente l’azienda installatrice deve anche rilasciare i certificati che attestino l’avvenuto collaudo degli stessi;
  • il certificato di collaudo statico, nel caso in cui siano avvenuti degli interventi strutturali;
  • la dichiarazione di conformità di quanto realizzato con le leggi correnti sia in tema di accessibilità sia in tema di superamento delle cosiddette barriere architettoniche.

I documenti sopra elencati però costituiscono il minimo stabilito per legge a livello nazionale. È lasciata la facoltà infatti ai comuni di inserire altri tipi di richieste a carico di chi faccia richiesta del certificato di agibilità.

Per avere un quadro completo di quelli che potrebbero essere i documenti che vi verranno richiesti dal vostro comune, potrete contattare il comune o consultare il Regolamento Edilizio Comunale, che deve essere di pubblica consultazione, da richiedere presso l’Ufficio del Comune che si occupa di urbanistica.

Tipicamente i comuni richiedono anche:

  • il certificato che attesti l’autorizzazione a scaricare in fognatura le acque reflue;
  • la certificazione che garantisce l’allaccio all’acquedotto comunale;
  • la richiesta di assegnazione di numero civico, nel caso in cui si tratti di un edificio di nuova costruzione;
  • il certificato che attesta la classe di appartenenza energetica dell’immobile. Si tratta di un certificato che viene richiesto ormai da tutti i comuni, quindi meglio prepararsi per tempo.

Agibilità casa: la possibilità di autocertificazione del tecnico

Il Decreto del Fare (giornalisticamente ci si è così riferiti a quello che è il decreto legge n.69/2013) aggiunge all’iter sopra descritto la possibilità di ottenere il certificato di agibilità anche rivolgendosi al Direttore dei Lavori oppure ad altro tecnico incaricato.

Si tratta di una autocertificazione, che comunque ha bisogno della preparazione da parte del richiedente dei seguenti documenti:

  • ricevuta che attesti l’avvenuta richiesta di accatastamento;
  • la dichiarazione da parte dell’azienda che ha realizzato e installato gli impianti, che dichiari la conformità e l’omologazione degli stessi;
  • la relazione che riguarda l’accessibilità e la presenza o meno di barriere architettoniche;
  • la relazione che si occupa invece di attestare la sussistenza delle condizioni igieniche e sanitarie minime richieste dalla legge.

Si tratta di una procedura che, almeno rispetto a quanto offrono i Comuni (particolarmente lenti nel rilasciare il certificato), è piuttosto veloce e spesso consigliata.

Entro quanto tempo si deve presentare la richiesta?

La richiesta va presentata al comune di appartenenza entro 15 giorni dal termine dei lavori. Si tratta di un termine perentorio, superato il quale scattano sanzioni che partono da 100,00 euro per i primi giorni di ritardo, per arrivare a 450,00 passati i 90 giorni di ritardo.

Si tratta dunque di un certificato da richiedere con tempistiche precise, superate le quali si rischiano sanzioni.

Si può comprare o vendere una casa senza certificato di agibilità?

Sì. Nonostante la cosa possa costituire un pregiudizio importante e rendere dunque l’immobile decisamente più difficile da commerciare, non ci sono impedimenti che proibiscano la vendita o l’acquisto di immobili che non hanno ottenuto il certificato di agibilità.

Discorso però sicuramente diverso invece per gli immobili per i quali invece è l’agibilità a mancare nel senso sostanziale della cosa.

Le case che non abbiano i requisiti minimi di igiene, salubrità nonché i relativi certificati che attestino la solidità dello stesso, non dovrebbero essere oggetto di compravendita, in quanto i vizi sopraddetti potrebbero annullare, ex-post, l’intera operazione.

Quanto costa richiedere l’agibilità?

A prescindere da quelli che sono i diritti di segreteria applicati dal comune, c’è la necessita di calcolare i costi di collaudo (che dovrebbero essere a carico del costruttore) e nel caso in cui si decidesse di ricorrere ai servizi di un tecnico, anche alla parcella di quest’ultimo.

Tendenzialmente i costi partono da 400 euro circa, per muoversi fino a 1000 euro. I prezzi possono variare grandemente sia a seconda del luogo in cui viene richiesta, sia a seconda del tipo di immobile. Sarebbe impossibile fornirvi una stima precisa di quanto potrebbe venire a costare in dettaglio un’operazione del genere.

Quali sono i tempi?

La legge prevede tempi massimi di 30 giorni per i Comuni, che sono costretti a rilasciare il Certificato di Agibilità non superando il limite in questione.

Nel caso in cui il Comune non dovesse farsi vivo, vige il principio del silenzio assenso a patto che la ASL abbia svolto i controlli di rito per le condizioni igieniche e sanitarie dello stabile.

Informazioni utili

In questo articolo ti abbiamo spiegato cosa bisogna fare per ottenere il certificato di agibilità.

Un’altro concetto molto importante quando si cercano informazioni “sull’agibilità casa” riguarda ” l’abitabilità casa”. Non commettere l’errore di informarti a metà.

Noi a tale proposito abbiamo preparato due articoli che ti potrebbero aiutare a capire meglio e di più:

Ulteriori risorse utili

Ecco, per concludere, qualche altro articolo legato alla normativa circa i lavori in casa:

Buon lavoro!

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