Revoca donazione: quali sono le cause e quando può essere

revoca donazione che cos'è

La revoca donazione si definisce più propriamente come revoca di un atto di donazione.

Con quest’ultimo una parte, detta donante, trasferisce la proprietà di un bene ad un’altra parte, chiamata donatario, senza che il donatario stesso debba versare in cambio una somma di denaro o debba far fronte con una prestazione per ricambiare il dono ricevuto.

Solitamente, almeno nel caso della donazione diretta, l’atto viene stipulato mediante un accordo scritto davanti alla presenza di un notaio, che agisce come pubblico ufficiale.

Molte volte l’oggetto della donazione riguarda un immobile.

Nel corso del tempo, tuttavia, si può decidere di passare alla revoca della donazione.

Sono vari i motivi per cui la stessa donazione può non essere più considerata valida.

La legge stessa interviene nello stabilire le situazioni da prendere in considerazione per poter procedere alla revoca donazione di un immobile o alla revoca di una donazione in generale, che abbia come oggetto qualsiasi altro bene.

Ma vediamo quali sono queste cause che possono portare ad intraprendere un’azione di questo tipo e cosa succede quando si procede con la revoca.

Donazione: revoca, le cause

Secondo le norme del nostro ordinamento legislativo, si può procedere ad una revoca della donazione per diverse ragioni.

Per esempio uno di questi motivi è quello che porta a mettere in atto il caso della revoca donazione per ingratitudine.

Tutto ciò significa che il donatario si dimostra indegno di aver ricevuto un beneficio.

Il donante può ritenere ingrato il donatario in presenza di motivi gravi, se per esempio ha ucciso o tentato di uccidere il donante, un suo discendente o un suo coniuge, se ha accusato in maniera falsa e quindi risponde del reato di calunnia accertata in un processo penale o se si rende colpevole di grave ingiuria nei confronti del donante.

In questa situazione l’ingiuria si deve interpretare come un’avversione che dura nel tempo, che è profonda e che si esprime come una forma di mancanza di stima sulle qualità morali.

Un’altra causa di ingratitudine è costituita dall’arrecare volontariamente danno al patrimonio del donante.

La revoca della donazione si ha anche per sopravvivenza dei figli.

Infatti, se il donante effettua il passaggio di proprietà del bene non avendo figli o ignorando di averne, può poi ottenere la revoca in caso di nascita di un figlio, in caso di scoperta dell’esistenza di un discendente, dell’adozione di un figlio minorenne, del riconoscimento di un figlio o del ritorno a casa di un figlio dichiarato morto presunto.

Approfondimenti molto utili sulla donazione puoi trovarli in questi articoli:

Quando la donazione è nulla

C’è anche un particolare caso in cui la donazione può risultare nulla. Si tratta della revoca della donazione di un immobile al figlio.

Se per esempio un genitore decide di donare ad un solo figlio l’immobile che ha comprato o che comunque rientra nelle sue proprietà, la donazione può diventare inefficace quando va ad intaccare la cosiddetta quota legittima.

Se un erede pensa di aver subito una privazione quando un genitore dona ad un solo figlio o a soggetti terzi un bene di sua proprietà, può procedere ad un’azione giudiziaria, per chiedere la quota che gli spetta di diritto.

Inoltre la donazione può essere dichiarata non valida anche quando viene utilizzata soltanto come mero espediente da parte del donante per salvaguardare il suo patrimonio personale.

Se per esempio ha richiesto un prestito e non ha la possibilità di restituire le somme dovute, potrebbe decidere di effettuare una donazione, per mettere al riparo i suoi beni dai creditori.

Ma questa situazione non è ammessa dalla legge, perché in questo caso la donazione potrebbe essere dichiarata illegittima.

Bisogna fare una precisazione per quanto riguarda i termini in cui è possibile procedere con la richiesta per una revoca della donazione.

Normalmente la legittimazione ad agire va proposta entro un anno. Si considera come momento di partenza quello in cui il donante è venuto a conoscenza della causa di ingratitudine.

Per quanto riguarda invece la sopravvivenza di figli, si hanno a disposizione cinque anni di tempo, a partire dal giorno della nascita del figlio o del discendente, della notizia dell’esistenza del figlio o dal momento in cui sia riconosciuto il figlio naturale.

C’è anche un caso in cui per una donazione la revoca ha prescrizione a 20 anni. Si tratta della situazione in cui un erede ritiene di aver subito una privazione dei diritti perché il donante ha effettuato un passaggio di proprietà di un bene a vantaggio di soggetti terzi.

In questo caso l’erede deve intraprendere un’azione giudiziaria che si chiama riduzione.

Che cosa succede con la revoca di una donazione

Se in seguito alla messa a punto di un’azione giudiziaria si ottiene la revoca della donazione, il giudice decide che il donatario debba restituire i beni che aveva ricevuto.

Il donatario non deve effettuare nessuna dichiarazione, perché già la revoca conferisce al donante il diritto di togliere l’efficacia alla donazione e quindi di riavere indietro la proprietà del bene ceduto.

Se il donatario nel frattempo, prima della revoca, ha proceduto con la vendita del bene ottenuto, l’ordinamento prescrive un comportamento da tenere specifico, per cercare di conciliare tutte le esigenze.

Da un lato infatti la legge vuole fare in modo che il donatario e i suoi eredi non abbiano a disposizione vie di fuga per quanto riguarda l’obbligo della restituzione.

Dall’altro c’è anche l’interesse a garantire coloro che hanno acquistato in buona fede i loro diritti.

Proprio per questo si stabilisce che in queste situazioni il donatario che ha venduto il bene ricevuto in dono deve versare una somma di denaro che equivale al valore che il bene aveva al tempo della richiesta. Inoltre deve restituire i frutti maturati nel tempo.

Allo stesso tempo gli interessi di chi ha acquistato sono tutelati. L’unico caso in cui si deve procedere diversamente è quello in cui il donante abbia formulato per iscritto la domanda di revoca prima della trascrizione del bene negli appositi registri pubblici.

La revoca di una donazione è sempre un procedimento piuttosto delicato, che va considerato in tutte le sue sfaccettature, per non incorrere in degli errori che potrebbero portare a degli svantaggi nel corso del tempo e per non andare contro le regole stabilite dalla legge sull’argomento.

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