Categoria Catastale A2: le caratteristiche delle abitazioni civili!

categoria A2 catastale

La categoria catastale A2 indica le abitazioni di tipo civile.

Ovviamente non basta sapere questo! E’ opportuno approfondire l’argomento e indicare dettagli importanti per la categoria A2 catastale.

Infatti, se parliamo di abitazioni di tipo civile, ci riferiamo alle comuni unità immobiliari.

Ma tutto ciò potrebbe costituire una definizione troppo generica, per permetterci di comprendere fino in fondo quali tipi di immobili vanno annoverati in questa categoria.

Dobbiamo allora precisare per la categoria catastale A2 requisiti fondamentali, che ci illustrano in maniera particolareggiata quali abitazioni rientrano in questa categoria catastale e per comprendere meglio anche il meccanismo delle classi catastali.

Queste ultime soprattutto sono molto importanti per capire fino in fondo quali sono gli importi delle tasse e delle imposte che si pagano da parte di chi possiede un determinato immobile.

Ma andiamo più nello specifico!

I requisiti delle comuni abitazioni

A2 categoria catastale: partiamo dall’inizio!

Operando una distinzione in categorie catastali, abbiamo già avuto modo di specificare che all’interno della categoria catastale A2 rientrano le abitazioni di tipo civile.

Si tratta delle unità immobiliari che sono solitamente destinate ad un uso privato e che si compongono di un edificio che ha delle caratteristiche buone dal punto di vista costruttivo ed abitativo.

Un’abitazione di tipo civile è composta da locali di media grandezza con una certa e accurata distribuzione interna dei locali.

In generale si indicano come abitazioni comuni le opere di buona fattura che abbiano locali ben illuminati, ben fatti e ben collegati.

Una particolare attenzione va dedicata alle rifiniture, generalmente indicate come buone e date anche dai materiali ottimi utilizzati nella costruzione.

Inoltre un’abitazione di tipo civile generalmente è provvista di impianti che rientrano nell’ambito dell’ordinaria tecnologia.

Abitazione di tipo civile: i criteri per determinarla

Per determinare in maniera più dettagliata che cosa si intende per abitazioni di tipo civile, bisognerebbe soffermarsi su alcuni aspetti significativi.

Si tratta di considerare, prima di ogni altro fattore, la conformità dell’abitazione agli strumenti urbanistici, il regime giuridico, anche in relazione al bene e alla fiscalità, e poi, infine, la responsabilità che ricade sul proprietario dell’immobile.

In maniera essenziale, per ottenere la realizzazione di un’opera edilizia, si impone la necessità di ottenere delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Secondo ciò che stabilisce il Testo unico per l’edilizia, nell’articolo 10 del DPR 380 del 2001, ci si riferisce ad interventi di nuova costruzione, ma anche a quelle opere che si occupano della ristrutturazione urbanistica.

Le norme hanno un’importante funzione in questo senso, perché hanno il compito di regolare lo sviluppo armonioso delle attività di carattere edilizio.

Soltanto salvaguardando questi criteri, da un lato ci si assicura il rispetto del territorio e, dall’altro, si garantisce il massimo comfort di coloro che fruiranno degli immobili stessi.

È soltanto in questo senso che si possono capire le effettive importanze dei regolamenti edilizi, ai quali è affidata la regolazione delle caratteristiche tecniche delle strutture.

Soltanto rispettando queste norme, alla fine un’abitazione civile, una comune unità immobiliare, può ottenere il certificato di agibilità.

Le classi catastali

Ma parlando di categoria catastale A2 non possiamo fare a meno di citare il ruolo delle classi catastali.

Esse sono molto importanti, come già abbiamo chiarito precedentemente, per determinare le tasse da pagare riguardo al possesso di un immobile.

Se vogliamo essere più specifici, la classe catastale è un parametro rilevante, perché nell’ambito di una stessa categoria può fare la differenza tra gli immobili basandosi su alcuni criteri principali.

Tra questi elementi ricordiamo, ad esempio, il livello delle finiture, l’ampiezza dei vani, la posizione dei locali e la dotazione dei servizi.

Ecco perché per esempio all’interno della categoria che stiamo esaminando possiamo distinguere categoria catastale A2 classe 2, categoria catastale A2 classe 3, categoria catastale A2 classe 4.

Bisogna dire, a livello generale, che non esiste un numero di classi ben definito per tutti i Comuni.

Infatti il numero delle classi può differenziarsi da Comune a Comune, tenendo conto anche dei livelli diversi che ci sono tra i valori di mercato delle locazioni all’interno di una determinata categoria.

In genere la classe prima è riferita a quegli immobili che determinano un reddito inferiore, mentre la più alta si riferisce a quelle unità immobiliari a reddito più elevato.

Consultare le rendite catastali quando si vuole comprare casa è importante! Ti diciamo cosa fare qui: Consultazione rendite catastali: tutti i passi per una corretta consultazione!

Come determinare la rendita catastale

La rendita catastale è un valore molto importante per sapere quali imposte si devono pagare riguardo al possesso di un immobile.

Spetta agli Uffici del Territorio il compito di determinare le tariffe.

Per arrivare a tali calcoli, si devono considerare numerosi fattori.

Si tengono in considerazione innanzitutto il Comune di collocazione e la zona censuaria di ubicazione.

A questo proposito bisogna dire che di solito la zona in questione è soltanto una per i Comuni piccoli e medi, mentre si possono avere tante zone censuarie per le città grandi.

Poi gli Uffici del Territorio considerano la categoria di appartenenza, come il caso ad esempio della categoria catastale A2 in riferimento alle abitazioni di tipo civile.

Infine si individua la classe all’interno della quale un immobile può essere inquadrato.

Un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico per renderci conto meglio di ciò che vogliamo dire e per capire più dettagliatamente come calcolare la rendita di una casa.

Mettiamo il caso di un appartamento situato a Genova.

La zona censuaria è 1, la categoria catastale è A2, la classe è 5.

La tariffa corrisponde a 253,06 euro, i vani sono 4.

Tenendo conto di tutti questi dati, possiamo procedere al calcolo della rendita, secondo la seguente formula: 253,06 euro x 4 = 1.012,24 euro.

È da dire comunque che periodicamente avviene una rivalutazione delle rendite catastali, per tenere conto dell’andamento del costo della vita.

In questo senso le rendite catastali a volte sono aumentate di una determinata percentuale e conseguentemente si aumenta anche la base per l’applicazione delle imposte.

La rendita catastale rivalutata è un dato molto importante anche per calcolare il reddito imponibile ai fini Irpef.

Per fare un esempio di riferimento, possiamo riferirci al 1997, quando le rendite catastali sono state aumentate del 5%, ma gli esempi in questo senso potrebbero moltiplicarsi, per comprendere come questi valori siano estremamente in evoluzione nel corso del tempo.

IMU quando l’immobile è un A2

Nel caso in cui l’immobile appartenga alla categoria catastale A2 e nel caso in cui l’immobile sia prima casa l’IMU non si paga.

Ricordiamo che gli immobili adibiti ad abitazione principale e prima casa sono esenti dall’IMU se appartengono alle seguenti categoria catastali: A2, A3, A4, A5, A6, A7.

Non sono esenti dall’IMU anche se abitazioni principali e prima casa le seguenti categorie: A1, A8 e A9.

Ti consigliamo di leggere la nostra guida completa sull’IMU: IMU: La Guida Pratica di Likecasa!

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