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Affittare con Airbnb: istruzioni per l’uso!

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Affittare con Airbnb può essere molto utile se disponiamo per esempio di una casa con molte stanze e vorremmo affittarne qualcuna magari per un determinato periodo.

Airbnb è un sito internet che si pone come punto di incontro tra coloro che vogliono dare in affitto un immobile e altre persone che necessitano di una casa in affitto per un breve periodo.

Quindi il sito internet in questione tratta di locazioni brevi. Vediamo come affittare con Airbnb.

Affittare con Airbnb: come si fa!

Come affittare casa con Airbnb? Ti indichiamo subito cosa bisogna fare essattamente!

Per utilizzare Airbnb, gli utenti devono registrarsi sul sito.

Stiamo parlando di una registrazione come locatore.

Affittare con Airbnb significa creare un account personale, che consiste nell’uso di un nome utente e di una password per accedere alla piattaforma.

Una volta effettuato l’accesso alla pagina iniziale, tutto diventa particolarmente facile e intuitivo. Ogni utente può offrire l’alloggio desiderato.

Si possono offrire immobili in locazione interi o singole stanze, da affittare con airbnb per periodi che non superano i 30 giorni.

Airbnb dispone di una vera e propria guida, che è la procedura che aiuta gli utenti a creare l’annuncio.

Attraverso varie fasi, il locatore deve aggiungere la descrizione dell’alloggio da dare in affitto, indicando l’eventuale presenza di servizi accessori. Poi deve caricare le foto che fanno vedere il locale da affittare. Infine devono essere specificati le modalità per prenotare e il prezzo.

Per affittare su Airbnb bisogna creare un annuncio vediamo come!

Creare un annuncio su Airbnb è un’operazione che può essere fatta in maniera totalmente gratuita. Però il servizio che viene offerto è a pagamento.

Quando un conduttore sceglie un alloggio fra quelli che si trovano sulla piattaforma, paga il prezzo di affitto per il periodo desiderato utilizzando una carta di credito con conto PayPal.

Airbnb non trasferisce il pagamento direttamente al locatore. Infatti viene trattenuta la somma fino al giorno successivo a quello in cui arriva l’inquilino. Trasferendo poi la somma al locatore, il servizio trattiene una percentuale del prezzo.

Come prenotare un alloggio su Airbnb

Spostiamoci adesso dalla parte del conduttore.

Prima di pensare a come affittare con Ainbnb, dovrai cercare una risposta a questa domanda: come può fare chi è interessato ad un alloggio per un breve periodo a trovarlo e a prenotarlo?

Ti spieghiamo subito!

Ci si deve collegare al portale e così si può effettuare una ricerca specifica, indicando alcuni dati, come la città, la data del soggiorno e il numero degli ospiti.

In questo modo il sistema mostra al conduttore diversi annunci e offerte, in modo che possa effettuare la scelta che più corrisponde alle esigenze personali.

Il conduttore ha anche la possibilità di inviare un messaggio per chiedere maggiori informazioni. Se ritiene di essere soddisfatto, può prenotare. È sufficiente che fornisca i suoi dati per il pagamento, per poi perfezionare il contratto di affitto con la conferma che arriva da parte del locatore tramite un messaggio di posta elettronica o con un SMS.

È da chiarire che la somma per l’affitto viene prelevata soltanto quando si perfeziona il contratto.

Infatti, per esempio nel caso in cui il locatore non risponde al messaggio o rifiuta la prenotazione entro 24 ore, l’ospite non paga niente e potrà cercare di nuovo e rivolgersi ad un altro annuncio che ritiene interessante.

Gli adempimenti fiscali di Airbnb

Generalmente i contratti di affitto devono essere registrati all’Agenzia delle Entrate. Il locatore, a meno che non scelga di avvalersi dell’opzione della cedolare secca, deve anche pagare l’imposta di registro.

Tuttavia, secondo le norme vigenti attualmente, una locazione breve non è soggetta all’obbligo di registrazione.

Ci sono però delle regole da seguire anche quando si tratta di affittare con Airbnb!

Infatti, quando il conduttore prenota un alloggio attraverso delle piattaforme online, queste ultime devono comunicare i dati che riguardano la locazione entro il 30 giugno dell’anno successivo.

All’Agenzia delle Entrate devono essere comunicati il nome, il cognome e il codice fiscale del locatore, l’indirizzo dell’immobile affittato, la durata del periodo della locazione e il prezzo richiesto.

Se il contratto viene a cessare prima del termine di scadenza, attraverso la comunicazione del recesso anticipato, tutti questi dati non devono essere più comunicati. Se nel frattempo il servizio ha già comunicato i dati all’Agenzia delle Entrate, deve provvedere ad apportare una rettifica.

Per quanto riguarda le tassazioni, i compensi ricevuti come canoni di locazione anche per brevi periodi sono sottoposti a tassazione.

Le tasse vengono pagate dal proprietario dell’immobile che ha dato in affitto l’alloggio.

Ai fini fiscali si può scegliere tra il regime ordinario Irpef e la tassazione agevolata rappresentata dalla cedolare secca.

Nel primo caso i compensi vengono considerati insieme agli altri redditi Irpef e vengono sottoposti ad un’imposta del 23%. Nel secondo caso il compenso viene tassato in maniera separata rispetto al reddito Irpef con un’imposta sostitutiva che corrisponde ad un’aliquota del 21%.

Il deposito cauzionale con Airbnb

Di solito, quando si stipula un contratto di locazione tradizionale, senza il ricorso all’intermediazione di servizi online come Airbnb, il locatore richiede all’inquilino un deposito cauzionale.

Si tratta di un anticipo sul costo dell’alloggio che il proprietario dell’immobile tiene per tutto il periodo della locazione e soltanto alla fine questa somma viene restituita al conduttore.

In particolare è una forma di garanzia, perché, se l’inquilino causa dei danni all’interno dell’immobile che ha preso in affitto, il locatore ha la possibilità di trattenere tutto o parte del deposito cauzionale come risarcimento.

Se il contratto di locazione viene stipulato tramite Airbnb, il conduttore non deve versare anticipatamente il deposito cauzionale. Eventualmente questa somma viene versata soltanto alla fine della locazione breve, se si riscontrano danni nell’alloggio.

È la stessa piattaforma online a comunicare la richiesta del deposito al conduttore. La richiesta deve avvenire entro 14 giorni successivi a quello in cui l’inquilino ha lasciato l’immobile affittato.

Naturalmente spetta al locatore il dovere di provare che ci sia stato effettivamente un danno. Lo può dimostrare caricando sul sito i documenti utili a sostenere la sua tesi, come per esempio delle foto che mostrano il danno o delle fatture che attestino che ha dovuto sostenere delle spese per riparare il danno subito.

Ricordiamo anche che con Airbnb il locatore può stipulare un’assicurazione liberandosi da ogni responsabilità.

In questo caso, per eventuali danni, interviene l’agenzia assicurativa nel risarcimento fino ad un importo massimo di 813.299,27 euro.

Non finisce qui! Possono esserti molto utili anche questi articoli!

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