Riunione di usufrutto: di cosa si tratta e a cosa serve!

riunione di usufrutto che cos'è

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La riunione di usufrutto, detta anche ricongiungimento di usufrutto, è, più specificamente, una voltura catastale per riunione di usufrutto.

Si tratta di una voltura mediante la quale viene comunicata all’Agenzia delle Entrate la cancellazione del diritto di usufrutto dopo la morte dell’usufruttuario.

Insieme alla compilazione della voltura per riunione di usufrutto, si deve presentare il certificato di morte.

Con la riunione di usufrutto con la voltura coloro che hanno diritto alla proprietà diventano proprietari del bene.

Di solito la riunione di usufrutto viene fatta in seguito alla successione, dopo il decesso dell’usufruttuario, quindi come atto di una successione ereditaria.

È questo il più classico esempio di voltura di riunione di usufrutto.

Può accadere però che la riunione di usufrutto venga effettuata anche quando l’usufruttuario non è venuto a mancare, ma i proprietari siano già in possesso della nuda proprietà.

In questa situazione quindi di riunione di usufrutto con esempio di mancanza del decesso, non occorre presentare la successione, ma si fa semplicemente una riunione di usufrutto.

Vediamo alcuni esempi caratteristici e più in particolare in che cosa consiste l’usufrutto e quando è obbligatorio portare a termine una voltura da presentare all’Agenzia del Territorio con la riunione di usufrutto.

Cos’è la voltura catastale

Con la voltura catastale si può accedere alla visione dei registri pubblici, per apportare delle modifiche.

Con la voltura catastale si comunica all’Agenzia delle Entrate che è avvenuto un cambiamento nella proprietà di un bene immobile o di un terreno oppure un cambiamento del diritto reale che si ha sull’immobile stesso.

Volendo fare un esempio di riunione di usufrutto, possiamo mettere il caso della compravendita di un’abitazione.

Il venditore deve in ogni caso attivare la procedura, per poter aggiornare gli estremi catastali e, se la perdita dell’usufrutto avviene in seguito ad una successione ereditaria (dopo la quale si decide di vendere l’abitazione), la voltura diventa davvero obbligatoria, perché i dati devono essere aggiornati.

Ma chi ha l’obbligo di presentare la voltura catastale?

La legge stabilisce che la domanda di voltura deve essere presentata obbligatoriamente da tutti coloro che hanno il compito di registrare gli atti attraverso i quali si trasferiscono dei diritti reali sui beni immobili.

Quindi l’obbligo spetta ai privati in caso di successione ereditaria e di riunione di usufrutto, ai notai, ai cancellieri giudiziari e a volte anche ai funzionari della Pubblica Amministrazione.

Come fare la procedura

Ma la riunione di usufrutto come si fa?

Vediamo più nello specifico come presentare la domanda di voltura catastale.

La procedura va attuata entro 30 giorni. La data da prendere in considerazione per la decorrenza è quella riportata sull’atto con il quale viene modificata la titolarità del diritto.

Se non si rispetta il termine di 30 giorni, si può incorrere in delle sanzioni amministrative, che consistono nel pagamento di una multa.

Per presentare la riunione di usufrutto, con la specifica voltura catastale, si devono utilizzare i modelli prestampati che vengono forniti dall’Agenzia delle Entrate.

Oltre a presentare i moduli compilati con tutti i dati che vengono richiesti, si devono allegare anche alcuni documenti molto importanti.

Devono essere allegate le copie degli atti mediante i quali si dimostra il trasferimento della proprietà di un immobile o comunque, in generale, l’operazione che è stata compiuta sugli immobili.

Nel caso della riunione di usufrutto vanno allegati il certificato di morte o una dichiarazione sostitutiva dello stesso.

Per presentare la domanda bisogna pagare 55 euro come tributo speciale catastale.

A queste spese vanno aggiunti 16 euro di imposta di bollo per ogni quattro pagine della richiesta.

Coloro che presentano la domanda possono pagare queste tasse attraverso un versamento oppure presentando la somma direttamente allo sportello dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è l’usufrutto

L’usufrutto è un diritto reale legato ad una durata temporale ben determinata.

A regolare questo istituto sono gli articoli 978 e seguenti del Codice Civile.

L’usufrutto prevede la presenza di due soggetti. Da un lato c’è l’usufruttuario e dall’altro il nudo proprietario.

L’usufruttuario può fruire del bene, quindi, per esempio, nel caso di un’abitazione può continuare a vivervi.

Il nudo proprietario invece possiede soltanto la proprietà dell’immobile, ma non ha su di essa alcun diritto di godimento.

Dopo il termine stabilito per l’usufrutto, l’usufruttuario non ha più i diritti di godere dell’immobile.

Per esempio l’usufruttuario anziano potrebbe continuare ad avere il diritto di restare nella propria casa, anche se una coppia ha acquistato l’immobile ed ha avuto il titolo di nudo proprietario.

L’usufruttuario potrebbe anche affittare ad una terza persona l’abitazione, pur non essendone proprietario.

Ma perché una coppia dovrebbe acquistare soltanto la nuda proprietà di una casa o non anche il diritto di goderne?

Il vantaggio consiste solitamente nel costo inferiore della casa e di avere la possibilità di utilizzarla a tutti gli effetti, quando cessa il periodo di usufrutto.

Naturalmente l’usufruttuario è vincolato in alcuni casi, per esempio nell’uso dell’immobile stesso.

Se esso è destinato ad uso abitativo, non può trasformarlo per esempio in un locale commerciale.

Infatti in una situazione del genere colui che detiene il titolo di nudo proprietario potrebbe anche richiedere la decadenza dell’usufrutto per caso di abuso.

L’usufruttuario ha l’obbligo di pagare le imposte relative all’immobile, quindi per esempio l’Imu e la Tasi.

Il proprietario è obbligato a pagare soltanto le spese straordinarie e non annuali.

L’istituto dell’usufrutto non è ammissibile con una durata indefinita. Generalmente, secondo ciò che stabilisce l’articolo 979 del Codice Civile, l’usufrutto non può essere esteso al di là della vita di colui che detiene il godimento del bene immobile.

Sono ammessi anche gli usufrutti con durate di tempo minori alla durata della vita dell’usufruttuario.

Inoltre è da specificare che, nel caso l’usufruttuario sia rappresentato da una persona giuridica, il limite massimo della sua durata è di 30 anni.

Il diritto di usufrutto non può essere trasferito agli eredi.

Dopo il decesso dell’usufruttuario (o dopo la dichiarazione della sua morte presunta), il nudo proprietario può presentare una riunione di usufrutto, quindi una voltura catastale, con cui viene dichiarato destituito il diritto di usufrutto e lui stesso può godere del bene secondo le sue personali decisioni, non essendoci più un’altra persona che ha diritto sull’immobile.

Cancellazione dell’usufrutto

Molti si chiedono come funziona la “cancellazione usufrutto”.

E’ opportuno specificare che la cancellazione dell’usufrutto è possibile solo se non viene specificata all’interno del contratto una durata precisa. In questo caso si potrà richiedere la cancellazione usufrutto entro 60 giorni dopo la firma.

In caso contrario bisognerà attenersi alla scadenza indicata sul contratto.

Inoltre ricordiamo anche l’eventualità di cancellazione di usufrutto per morte, da non dimenticare e considerare in quanto con la morte l’usufrutto decade.

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