Fotovoltaico scambio sul posto: che cos’è e come funziona!

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fotovoltaico scambio sul posto come funziona

Sempre più persone stanno decidendo di passare all’energia pulita, scegliendo fonti rinnovabili come il fotovoltaico.

Avendo la fortuna di vivere in un Paese come l’Italia in cui il sole è presente parecchi mesi all’anno, è semplice potersi avvicinare alla possibilità di riuscire a produrre in questo modo la quantità di energia sufficiente per soddisfare al completo i bisogni di un impianto casalingo.

Col fine di rendersi del tutto indipendenti dai grandi gestori dell’energia tradizionale e nella salvaguardia del pianeta terra.

Non tutti però sanno che istallando i pannelli solari si può scegliere tra due modalità di uso dell’energia prodotta: scambio sul posto fotovoltaico e autoconsumo.

Impianto fotovoltaico scambio sul posto, come funziona?

Per mezzo di un sistema chiamato valorizzazione, l’energia pulita ottenuta tramite i pannelli fotovoltaici viene immessa nella rete elettrica.

Ciò permette di avere un rimborso sulle bollette pari alla quantità di energia data.

Lo scambio sul posto abbreviato con la sigla SSP a primo impatto potrebbe sembrare una vera e propria vendita, ma se andiamo a esaminare bene questo sistema, sarebbe più opportuno  parlare di compensazione economica stabilita dal rapporto tra energia prelevata dalla rete e energia ceduta.

In parole povere il nostro impianto fotovoltaico funziona sempre allo stesso modo: l’energia da esso prodotta è utilizzabile prima di tutto dall’utente di proprietà, laddove in uno specifico momento della giornata non ci dovesse essere richiesta l’energia da parte dell’utente stesso, infine l’energia ritenuta in più viene introdotta nella rete.

In piena notte, invece, se c’è bisogno d’energia prelevandola dalla rete, si è inevitabilmente obbligati a pagare il corrispettivo consumo.

Questo utilizzo viene compensato mediante il sistema di scambio dell’energia immessa precedentemente in rete.

Il calcolo dei consumi non viene fatto in base alla quantità d’energia usata, ma in base alla fascia oraria e la zona.

Facciamo un esempio specifico: quando un utente immette una quantità di energia nella rete che non riesce a usare, ha diritto a un rimborso utilizzabile per acquistare la medesima quantità d’energia nelle ore di non produzione.

La compensazione tra energia immessa ed energia prelevata si basa sulla compensazione economica tra il valore dell’energia elettrica immessa in rete e il valore associabile all’energia elettrica prelevata dalla rete, e non sul numero di kwh scambiati.

L’energia sottratta dalla rete verrà addebitata in bolletta dal fornitore secondo una tariffa prestabilita su contratto, l’eccesso di produzione sarà rimborsato dal GSE acronimo di Gestore dei Servizi Energetici tramite un “conto scambio“, rimborso o compensazione economica, praticamente una formula matematica che restituisce un valore in euro che il GSE dovrà erogare al soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico che ha messo la propria energia” in rete.

Il GSE è una società che ha come socio unico il Ministero dell’Economia e delle  Finanze, il suo scopo è la promozione dello sviluppo sostenibile e l’utilizzo efficiente dell’energia.

L’autoconsumo potrebbe essere un alternativa allo scambio sul posto fotovoltaico

Il funzionamento in tal caso di un impianto fotovoltaico è del tutto diverso.

Con l’autoconsumo l’intera energia pulita che viene prodotta è destinata unicamente all’autoconsumo e nessuna parte di essa è inserita nella rete elettrica, comportando una perdita qualora dovesse esserci una produzione d’energia in eccedenza e non consumata.

Una soluzione potrebbero essere delle batterie di accumulo che qualsiasi impianto fotovoltaico di buona qualità dovrebbe prevedere, in modo da evitare sprechi d’energia che andrebbero utilizzati tranquillamente nelle ore notturne oppure in giornate con scarsa luce solare.

Gli impianti con accumulo sono una vera e propria novità rivoluzionaria nel settore dell’energia elettrica rinnovabile, riuscendo a coprire oltre l’80% del fabbisogno energetico giornaliero.

La loro struttura esterna non presenta particolari divergenze rispetto a quegli impianti senza accumulatore, considerando che le batterie possono essere montate anche dopo l’acquisto e l’installazione dei pannelli.

L’unica differenza da tenere presente è lo spazio da calcolare se mai si decida di aggiungere le batterie di accumulo.

Il fotovoltaico scambio sul posto Enel

Il fotovoltaico scambio sul posto è uno strumento per immagazzinare energia prodotta e non autoconsumata;

Enel dal 1962 porta progresso alle persone di tutto il mondo lavorando duramente per migliorare le vite di uomini donne e bambini, aziende e nazioni a prosperare offrendo elettricità, gas e servizi adatti alle esigenze di ogni uno, cercando di evolversi al meglio, rendendo la loro energia affidabile, accessibile e sostenibile, diventando a tutti gli effetti uno dei più grandi produttori al mondo di energie rinnovabili.

La domanda che in parecchi si pongono è: se metto il fotovoltaico la bolletta Enel cambia?

Certo che cambia, se non dovesse cambiare, diminuire, qualcosa è andato storto nello schema d’istallazione dell’impianto o non si sta sfruttando al massimo dei livelli la potenzialità del impianto fotovoltaico che deve consentire un minore prelievo d’energia dalla rete, col risultato d’avere un risparmio in bolletta.

È fondamentale che lo schema di connessione dell’impianto includa la possibilità dell’autoconsumo diretto nel momento di produzione.

Mi spiego meglio, se accendiamo la lavastoviglie o qualsiasi altro elettrodomestico, l’energia usata dovrà provenire dal impianto fotovoltaico e non dalla rete, perché prodotta in quel momento stesso.

A sua volta l’elettrodomestico farà uso d’energia autoprodotta senza prelevare energia dalla rete Enel.

Questo per quanto riguarda il funzionamento corretto del nostro impianto fotovoltaico in autoconsumo che, nonostante faccia bene il suo lavoro, non basta esso solo a incidere in positivo sul risparmio della bolletta, infatti vanno prese in considerazione le abitudini di ogni uno di noi, che speso sono volte allo spreco.

Va fatta in aggiunta una valutazione riguardo all’aumento delle quote di consumo.

Significa usare il più possibile il nostro impianto fotovoltaico nelle ore diurne in presenza di sole, a tal modo i benefici dell’autoconsumo vengono massimizzati portando un notevole risparmio in bolletta.

In ultima analisi cosa conviene? Il fotovoltaico scambio sul posto o l’autoconsumo?

L’autoconsumo per via della possibilità di accumulo forse resta la scelta più remunerativa nel tempo, il motivo è semplice: l’energia prelevata in rete ha una costo maggiore se confrontato all’energia immessa.

Ogni kW acquistato sarà pagato inevitabilmente un prezzo superiore rispetto a quello che ricavereste vendendo energia al vostro gestore.

Approfondimenti utili:

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