Riparto dell’Acqua Condominiale Senza Contatori Individuali: Come Si Dividono le Spese: Tutte le Opzioni Possibili!

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Il riparto dell’acqua condominiale come funziona? Una domanda che si pongono tutti coloro che vivono in un condominio e non hanno il contatore dell’acqua.

Spesso a proposito di questo argomento l’assemblea dei condomini si trova a non essere d’accordo, anche perché può capitare di avere idee molto confuse sul riparto delle spese dell’acqua condominiale.

Infatti alcuni ritengono per esempio di dover pagare di meno in termini di ripartizione delle spese condominiali dell’acqua, perché il loro appartamento è disabitato per gran parte dell’anno.

Oppure alcuni credono di non dover pagare molto, perché la loro famiglia è composta da pochi membri.

Il problema potrebbe essere risolto evitando un unico contatore acqua condominiale, ma installando dei contatori individuali.

Tuttavia questa operazione non è sempre molto facile, perché anche per l’installazione di contatori individuali occorre il parere favorevole di tutta l’assemblea dei condomini.

Altre volte l’installazione dei contatori individuali risulta impossibile. in quanto la struttura dell’impianto idrico del condominio non permette cambiamenti così drastici.

Quindi come procedere nel riparto acqua condominiale?

Vediamo di saperne di più, anche in base a quello che stabiliscono le norme di legge.

Come dividere i consumi se non ci sono contatori individuali

In generale per il riparto dell’acqua condominiale si adotta il criterio dei millesimi (QUI ti abbiamo parlato delle tabelle millesimali spiegandoti cosa sono e quanto incidono sulle spese)

Quindi ogni condomino paga in base al valore del relativo appartamento.

Infatti il valore dei millesimi è un parametro molto importante che non tiene conto soltanto della dimensione dell’abitazione.

Ci sono vari fattori che determinano i millesimi di un appartamento, in corrispondenza del suo valore.

Per esempio si tiene conto dell’esposizione al sole, della presenza di balconi, del piano del palazzo e di alcuni elementi estetici significativi.

Che cosa ha stabilito la Cassazione

Secondo le varie sentenze che nel tempo sono state emesse dalla Cassazione, non è esentato dalla ripartizione dell’acqua del condominio chi per esempio possiede un negozio alla base del palazzo.

I negozi possono consumare meno acqua rispetto ad un appartamento, tuttavia il riparto acqua condominiale spetta anche al proprietario dell’attività commerciale.

Inoltre non sono esentati nemmeno coloro che non abitano in maniera stabile nel condominio.

Di conseguenza, secondo la legge, anche coloro che utilizzano l’appartamento soltanto come una casa vacanze o come una seconda casa oppure coloro che vorrebbero darlo in affitto, ma non ci riescono devono pagare lo stesso in base ai millesimi.

La Cassazione ha stabilito anche che è nulla l’eventuale delibera dell’assemblea che stabilisce di dividere i consumi e quindi il riparto acqua condominiale in base al numero delle persone che vivono nel condominio o al numero delle persone che abitano l’appartamento.

Come dividere i consumi in presenza di contatore individuale

Come abbiamo già specificato, il riparto dell’acqua condominiale sarebbe sicuramente più facile attraverso l’installazione di contatori dell’acqua individuali nei singoli appartamenti.

È quello che viene chiamato il contatore di sottrazione acqua.

È anche la Cassazione a far luce sulla questione, chiarendo come l’installazione del contatore di sottrazione acqua potrebbe rappresentare una soluzione importante per quanto riguarda il riparto acqua condominiale.

Infatti con il contatore individuale ogni proprietario dell’unità immobiliare paga le spese in base alla lettura del contatore che riguarda la propria unità immobiliare.

Per il consumo dell’acqua che viene utilizzata per le parti comuni dell’edificio, si fa sempre riferimento ai millesimi.

Questo comporta quindi il tenere conto di due parametri differenti.

Per ogni singolo appartamento paga di più chi consuma di più.

Per quanto riguarda invece il consumo di acqua delle parti comuni, quindi per la pulizia delle scale, per innaffiare il giardino e per altre attività di questo genere, si considerano sempre i millesimi.

Il procedimento per installare il contatore di sottrazione acqua

Ogni singolo condomino non può decidere da sé di ripartire l’acqua in base ai suoi consumi procedendo autonomamente all’installazione di un contatore di sottrazione acqua.

Sarebbe completamente da escludere l’atteggiamento di uno o di più condomini che si dissociano dalla ripartizione generale, installando un contatore individuale.

È necessaria infatti l’autorizzazione da parte di una delibera dell’assemblea e inoltre bisogna che tutti i condomini abbiano il proprio contatore individuale.

In teoria ogni singolo condomino può installare un contatore individuale, mediante la lettura del quale può smentire i dati di ripartizione secondo i millesimi, attestando un consumo più basso rispetto agli altri.

Nella pratica però non è possibile escludere il criterio millesimale e quindi pagare di meno.

Gli altri criteri per ripartire l’acqua

Vediamo quali sono le altre opzioni possibili da valutare e considerare!

Nonostante abbiamo enumerato le regole generali che valgono per la ripartizione delle spese dell’acqua del condominio, ogni assemblea dei condomini può regolarsi in maniera differente adottando delle proprie regole che obbediscono a criteri diversi.

Si possono anche non considerare le regole dei millesimi e quelle dei contatori individuali.

Ogni assemblea condominiale può decidere di conseguenza e, per esempio, il regolamento può disporre la divisione dell’acqua in base al numero delle persone che occupa ogni appartamento.

A livello di procedimenti amministrativi, per modificare il criterio di ripartizione delle spese da quello basato sui millesimi è necessario che la maggioranza voti in favore di questa decisione.

Bisogna però specificare che questa maggioranza votante deve possedere almeno la metà dei millesimi di tutto il condominio.

Inoltre per tutti quei regolamenti di condominio che sono stati approvati all’unanimità, per modificare il criterio di riparto acqua condominiale, è d’obbligo il voto unanime di tutti i condomini.

Devono essere approvati all’unanimità anche quei regolamenti dei palazzi che sono stati venduti dal costruttore.

Le singole approvazioni vengono verificate all’atto del rogito nel processo di compravendita.

I criteri per l’acqua calda centralizzata

E quando il condominio dispone di acqua calda centralizzata, come fare?

Come avviene la ripartizione delle spese?

Se si hanno dei contatori per singole utenze, paga ogni utente relativamente ai litri indicati dal proprio contatore.

Se invece non ci sono contatori individuali, pagano tutti i condomini, in linea generale seguendo il criterio dei millesimi oppure, in presenza di una specifica delibera condominiale, in base al numero di occupanti l’appartamento.

Per ciò che concerne le spese che riguardano la manutenzione della caldaia e delle tubature comuni, la ripartizione delle spese avviene tra tutti i condomini in base ai millesimi.

Lo stesso criterio avviene per quanto riguarda tutte quelle attività che implicano la presenza di aiuole o di un giardino comune.

Quando si consuma dell’acqua per l’irrigazione, per il taglio dell’erba e per le semine che avvengono a livello stagionale, nella ripartizione delle spese dei consumi idrici intervengono tutti i condomini, in base ai millesimi di riferimento.

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