Case Green: Cosa Potrebbe Succedere!

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Si sta parlando molto in questo periodo di case green e di quello che potrebbe cambiare con una direttiva europea sull’argomento.

La direttiva in questione, che arriva in Commissione Parlamentare il 9 febbraio, pone degli obiettivi ben determinati che dovrebbero essere raggiunti anche nel nostro Paese nei prossimi anni.

La bozza, infatti, fa riferimento a dei miglioramenti della classe energetica degli edifici residenziali.

Un adeguamento necessario con lo scopo di arrivare a tagliare i consumi di energia del 25% nei prossimi anni.

L’obiettivo è quello di ottenere il risultato delle emissioni zero prima del 2050.

Ma quali sono gli interventi che dovrebbero essere effettuati per rendere le case green e perché la direttiva europea di cui stiamo parlando fa discutere molto?

La spesa dei contribuenti

Nella bozza di questa direttiva viene prevista la necessità di arrivare, per tutti gli edifici residenziali, alla classe energetica E con degli interventi appositi quando necessario, il tutto entro l’1 gennaio 2030.

Inoltre è prevista la necessità di portare la classe energetica alla D entro il mese di gennaio del 2033.

In Italia la situazione è molto variegata, perché nel nostro Paese più di 9 milioni di edifici residenziali non sono in linea con le nuove regole dell’Unione Europea.

Tutto questo, quindi, potrebbe portare ad una spesa particolarmente alta per i cittadini per mettere in atto gli interventi per il raggiungimento delle classi energetiche stabilite a livello europeo.

Ma a livello pratico quali sono questi interventi che vengono stabiliti dall’Unione Europea e a cui i contribuenti dovranno attenersi?

Quali sono gli interventi da effettuare

Bisogna vedere esattamente se il patrimonio immobiliare italiano sia veramente pronto per assicurare l’efficientamento energetico di cui si fa menzione nella bozza della direttiva dell’Unione Europea.

E poi bisogna vedere anche quali sono le conseguenze che un mancato adeguamento degli edifici potrebbe comportare.

Per esempio, fra queste conseguenze ci sarebbe la perdita di valore degli immobili che non rispettino le condizioni stabilite a livello europeo.

E tutto questo non potrebbe non avere come scenario futuro l’impoverimento delle famiglie italiane.

Tra l’altro lo Stato, così come le famiglie, si troverebbero impreparati ad affrontare delle spese così ingenti.

Infatti, per fare in modo che si rispettino le direttive dell’Unione Europea, sono previsti degli interventi specifici per l’adeguamento delle classi energetiche degli edifici residenziali.

Si parla, almeno nella bozza della direttiva, di coibentazione degli edifici, di sostituzione della caldaia, di sostituzione degli infissi e dell’installazione del fotovoltaico.

Quanto costa adeguarsi alla direttiva UE

Sono, quindi, quattro gli interventi che stabilisce la bozza della direttiva dell’Unione Europea e che hanno l’obiettivo, da un lato, di far risparmiare sulle bollette, attraverso forme specifiche di efficientamento energetico, e che, dall’altro lato, si pongono come punto di riferimento per rendere le nostre case più sostenibili.

Il problema principale, come abbiamo già sottolineato, è quello delle spese che lo Stato e le famiglie dovrebbero sostenere.

Infatti tutto l’adeguamento previsto comporta un investimento iniziale che certo non è da sottovalutare.

In Italia in questi ultimi anni si è andati avanti con la messa a punto di bonus edilizi che hanno dato la possibilità ai cittadini di risparmiare molto sull’efficientamento energetico degli edifici fatti di pari passo con i lavori di ristrutturazione.

La direttiva dell’Unione Europea lascerebbe liberi i Paesi di sostenere gli interventi di adeguamento delle classi energetiche scegliendo la forma che ritiene a livello di costi più agevole.

È logico, però, che bisogna fare i conti con l’inflazione e che comunque per le casse dello Stato questa spesa potrebbe essere non altamente sostenibile.

Secondo alcune linee di tendenza e alcune stime che sono state effettuate per questi interventi, per quanto riguarda l’isolamento termico, si potrebbero arrivare a spendere dagli 80 ai 150 euro al metro quadro.

Per la sostituzione degli infissi la forbice si attesta tra una spesa minima di 150 euro e una spesa massima di 1.200 euro.

Può essere utile leggere questa guida: Classi Energetiche degli Edifici: Quali Sono, Come Funzionano e a Cosa Servono!

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